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In data 22 luglio l’ANP ha partecipato a distanza alla riunione, indetta dal Ministero dell’istruzione, a cui hanno partecipato le OO.SS. rappresentative del comparto e dell’area “istruzione e ricerca”, al fine di raccogliere osservazioni su una prima bozza del protocollo di sicurezza per la ripartenza di settembre, redatta dallo stesso Ministero in collaborazione con il Ministero della salute. 

L’ANP ha innanzitutto premesso che le regole che riguardano la salute non possono lasciare alcuna discrezionalità in capo alle istituzioni scolastiche e ai dirigenti che le rappresentano. Abbiamo dunque sottolineato l’inutilità di eventuali e ulteriori protocolli a livello di scuola e abbiamo ribadito che ciò che serve, per tutelare la sicurezza, è la prescrizione di regole precise che non lascino margine di apprezzamento alcuno e di differenziazione territoriale. 

In secondo luogo, abbiamo chiesto che il testo del protocollo non presenti indicazioni in contrasto con precedenti documenti o, addirittura, con provvedimenti normativi. La scelta di attivare la DAD, ad esempio, non può essere impropriamente rimessa alla discrezionalità della singola istituzione scolastica, in assenza di idonea copertura normativa e a regolamentazione degli ordinamenti invariata. Così come non si deve evocare la necessità della “sanificazione”, visto che nel documento CTS del 28 maggio e nel protocollo di sicurezza degli Esami di Stato si fanno riferimenti solo alla pulizia e alla igienizzazione. Inoltre, la disciplina della sorveglianza sanitaria eccezionale di cui all’articolo 83 del decreto-legge 34/2020 è valida – allo stato attuale – solo fino al 31 luglio e quindi non può ritenersi vigente sine die.  

Abbiamo rilevato, infine, la mancanza di regolamentazione di aspetti nodali, quali la frequenza della ventilazione delle aule, il trattamento dei casi sospetti e le precauzioni da mettere in atto affinché non vi sia trasmissione del contagio da indumenti (come può accadere anche solo semplicemente concedendo, come sempre avvenuto, l’utilizzo di attaccapanni al personale e agli studenti). 

L’ANP ritiene dunque indispensabile e urgente che sia messo a disposizione delle scuole un documento snello e prescrittivo sugli aspetti meramente sanitari da adottare rigidamente e ovunque. 

La stesura e la sottoscrizione del protocollo di sicurezza non possono tollerare ulteriori ritardi: occorre fare in modo che i dirigenti scolastici siano nelle condizioni di garantire ad alunni e famiglie che il primo settembre la scuola riprenda in sicurezza, senza attribuzioni di responsabilità indebite.  

La ripresa del Paese passa necessariamente dalla ripresa della didattica in presenza: l’ANP lo sa bene e non cesserà di ricordarlo a tutti e in tutte le sedi. 

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