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giovedì, Febbraio 9, 2023
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Docenti di ruolo e possibilità di accettare supplenze per altre classi di concorso: i limiti alla luce della normativa vigente

L’art. 36 del CCNL permette ai docenti già in ruolo di:

accettare rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorsopurché di durata non inferiore ad un anno mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni la titolarità della sede”.

Come precisato dalla norma è possibile accettare supplenze per altre classi di concorso o per altri ordini di scuola annuali (30 giugno o 31 agosto). Infatti, l’ARAN ha precisato con nota. 386 del 26 febbraio 2004 che non rileva il fatto che il posto sia semplicemente disponibile (30 giugno) o sia vacante e disponibile (31 agosto). Lo scopo, infatti, è quello di tutelare la continuità dell’anno scolastico sotto il profilo organizzativo e didattico.

La norma non fa riferimento ad alcun orario minimo. Ne consegue che sarà possibile accettare anche una supplenza con una cattedra ad orario ridotta, fatto salvo il diritto al completamento.

La supplenza può riguardare anche una provincia diversa rispetto a quella di titolarità o di servizio.

È necessario naturalmente che i docenti in questione siano iscritti nelle graduatorie per le supplenze per classi di concorso diverse da quella in cui si è stati immissione in ruolo. 
La decisione di accettare o meno la supplenza compete esclusivamente al docente, essendo sottratta a qualsiasi discrezionalità amministrativa del dirigente della scuola di titolarità.
Dal punto di vista operativo, il docente dopo aver accettato la supplenza dovrà comunicarla alla scuola di titolarità che procederà al collocamento in aspettativa per incarico su altro ruolo o classe di concorso per l’anno scolastico in questione.
La norma in questione trova applicazione esclusivamente con riferimento alle scuole Statali anche in ragione della vigenza delle norme sull’incompatibilità di cui all’art. 53 del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 

IL DEPENNAMENTO DALLE GRADUATORIE
La suddetta norma, prevista dal CCNL comparto scuola, deve però fare i conti con altre due norme introdotte con il Decreto Legge 126/2019 convertito nella Legge 159/2019.

La prima è prevista dall’art. 399 comma 3 bis del Testo Unico 297/1994 secondo cui:

L’immissione in ruolo comporta, all’esito positivo del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad eccezione di graduatorie di concorsi ordinari, per titoli ed esami, di procedure concorsuali diverse da quella di immissione in ruolo”.

Pertanto, all’atto della conferma in ruolo il docente viene depennato da tutte le graduatorie, comprese quelle da cui si attinge per le supplenze, ad eccezione di quelle dei concorsi ordinari. Ciò quindi rende di fatto inapplicabile per i neoimmessi in ruolo quanto previsto dall’art. 36 CCNL a meno ché il docente interessato non presenti una nuova domanda di inserimento nelle relative graduatorie in occasione del successivo aggiornamento, circostanza che al momento non risulta vietata.

IL NUOVO VINCOLO QUINQUENNALE IN VIGORE A PARTIRE DALL’ANNO SCOLASTICO 2020\2021
La possibilità di accettare supplenze si scontra inoltre con quanto previsto dall’
art. 1 comma 17-octies del Decreto Legge 126/2019 convertito in Legge con modificazioni dalla Legge 20 dicembre 2019, n. 159, che ha introdotto il c.d. “vincolo quinquennale su scuola” (recentemente ridotto a tre anni dal decreto n. 73 del 25 maggio 2021), inderogabile in sede contrattuale. La nuova norma prevede inoltre l’inderogabilità del vincolo da parte dei contratti collettivi nazionali negoziati con le organizzazioni sindacali.

A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo 3 anni scolastici di effettivo servizio nell’istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero”.

In base a tale norma, tutti i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato a partire dall’anno scolastico 2020\21 non possono quindi nemmeno ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso prima che siano trascorsi 3 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità.
Sono fatti salvi i diversi regimi previsti per il personale immesso in ruolo antecedentemente al termine all’anno scolastico 2020/2021. Pertanto i nuovi vincoli non si applicano ai docenti immessi in ruolo precedentemente all’anno scolastico 2020/2021 che potranno eventualmente usufruire di quanto previsto dall’art. 36 del CNNL.

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