È stata firmata ieri all’Aran l’ipotesi di accordo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per il comparto dell’istruzione e della ricerca, relativo al periodo 2019-2021.
In questo articolo vediamo cosa prevede il nuovo contratto dal punto di vista economico. Ricordiamo che a dicembre era stato firmato l’accordo che prevedeva l’anticipazione del 95% delle risorse già stanziate. Il presente accordo va quindi a completare l’accordo precedente.
AUMENTI DELLE INDENNITÁ FISSE
- Innanzitutto in aggiunta agli aumenti salariali e agli arretrati già ottenuti con la firma del CCNL a dicembre 2022, si prevede un ulteriore incremento delle indennità fisse in particolare:
- della RPD (Retribuzione Professionale dei Docenti) pari in media a 13 euro mensili;
- del CIA (Compenso Individuale Accessorio) per il personale ATA pari in media a 6 euro mensili;
- dell’Indennità di direzione per i DSGA (60 euro).


EMOLUMENTO UNA TANTUM
A tutto il personale in servizio nell’a.s. 2022/2023 (compresi i supplenti annuali al 31 agosto o 30 giugno) viene riconosciuto un emolumento una tantum pari a 63,84 euro per i docenti e 44,11 per il personale ATA (vedi art. 75 del CCNL).
Il personale con contratto di lavoro a tempo determinato ha titolo a percepire l’emolumento una tantum a condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31/12/2022 e non sia cessato anticipatamente.
Al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale l’emolumento è corrisposto in proporzione alla percentuale di part-time.
AUMENTO DELLE MISURE ORARIE PER ATTIVITÀ AGGIUNTIVE
L’art. 80 prevede la rideterminazione delle misure orarie di alcuni compensi:
- attività aggiuntive di insegnamento
- prestazioni aggiuntive del personale ATA


In particolare, rispetto al precedente contratto, vengono aumentate del 10% tutte le misure dei compensi orari spettanti al personale docente e ATA per le prestazioni aggiuntive all’orario d’obbligo da liquidare a carico del fondo di scuola (FMOF).


