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TFA sostegno: nel caso di disponibilità di posti, idonei di altri atenei possono presentare domanda di ammissione

L’art. 4 comma 5 del DM 92/2019 relativo alle procedure di specializzazione sul sostegno di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249 (c.d. TFA sostegno) prevede che:

Nel caso in cui la graduatoria dei candidati ammessi risulti composta da un numero di candidati inferiore al numero di posti messi a bando, si può procedere ad integrarla con soggetti, collocati in posizione non utile nelle graduatorie di merito di altri atenei, che ne facciano specifica richiesta, a loro volta graduati e ammessi dagli atenei sino ad esaurimento dei posti disponibili. A tal fine, preso atto che la valutazione dei titoli di cui all’articolo 6, comma 8 del DM Sostegno è demandata alle autonome scelte delle sedi, gli atenei provvedono a rivalutare i titoli dei soggetti di cui al presente comma in conformità ai propri bandi”.

Pertanto, nel caso in cui la graduatoria di una certa università risulti composta da un numero di candidati inferiore rispetto al numero di posti banditi, potranno essere ammessi i candidati risultati idonei (non vincitori) in altri atenei, che ne facciano specifica richiesta e sino a esaurimento dei posti disponibili. Ciò al fine di garantire la saturazione di tutti i posti banditi.

Considerato che potrebbero farne richiesta un numero di soggetti idonei superiore rispetto ai posti disponibili nell’ateneo in questione, le università dovranno procedere a graduare tali soggetti e a rivalutare nuovamente i titoli posseduti. Ciò perché la valutazione dei titoli è demandata alle autonome scelte delle università, ragione per cui occorrerà procedere nuovamente alla valutazione dei titoli sulla base del rispettivo bando. 

LA SENTENZA N. 11745/2017 RELATIVA AL III CICLO 2017\2018
Già in occasione del III ciclo 2017\2018, il TAR Lazio con sentenza n. 11745/2017, aveva annullato l’intera struttura del Tfa Sostegno “nella parte in cui non consentono la copertura dei posti disponibili, con conseguente scorrimento delle (altre) graduatorie di merito fino a copertura dei posti disponibili”. Il TAR, condividendo la tesi degli avvocati Bonetti e Delia in difesa di un centinaio di idonei all’esito della selezione presso Atenei con posti saturi, aveva ritenuto pienamente legittima la possibilità che tali soggetti vengano ammessi presso Atenei con posti vacanti.

Il Tribunale Amministrativo, accogliendo la tesi dei legali, aveva chiarito che “la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire violerebbe i principi e i criteri su cui è basata la stessa disciplina legislativa (…) dei corsi di specializzazione”, riconoscendo che “tale interpretazione adeguatrice della disposizione ministeriale si impone per il rispetto dovuto ai principi, di rilievo costituzionale, dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio”.

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