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Sostegno ADSS: sovraffollamento critico in molte province; comunicato del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati

Negli ultimi mesi sta emergendo sempre di più, una situazione di forte squilibrio nel sistema del reclutamento e delle specializzazioni su posto di sostegno, in particolare per quanto riguarda la scuola secondaria di II grado (ADSS).

Il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati lancia un allarme al Ministero dell’Istruzione e del Merito: il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado è in sovraffollamento critico:

  • oltre 22.000 docenti specializzati ADSS nel 2024/25 sono rimasti senza nomina,

  • 69 province risultano già sature

  • l’ingresso dei nuovi specializzati del IX ciclo TFA e l’attivazione dei percorsi INDIRE – concentrati quasi esclusivamente sulla secondaria – sta aggravando una condizione già critica,

  • nel frattempo infanzia e primaria, dove la carenza di specializzati è reale, continuano a non essere oggetto di adeguata programmazione.

Il comunicato ufficiale del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, riportato di seguito integralmente, chiede un intervento immediato del Ministero per evitare un ulteriore aumento del precariato e per ripristinare una gestione equilibrata e sostenibile del sistema di specializzazione sul sostegno.

IL COMUNICATO DEL COLLETTIVO DOCENTI DI SOSTEGNO SPECIALIZZATI

Il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati rivolge al Ministero dell’Istruzione e del Merito una richiesta immediata di intervento per affrontare la situazione ormai insostenibile del sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.

Il TFA continua a essere attivo e, parallelamente, si sta procedendo in deroga al legittimo affidamento di migliaia di docenti che, dopo anni di formazione, servizio e ingenti investimenti personali, si trovano oggi in una condizione di incertezza professionale senza precedenti.

Esprimiamo forte preoccupazione per la crescente saturazione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) nel settore ADSS. Già nell’anno scolastico 2024/2025 oltre 22.000 docenti specializzati non hanno ricevuto alcuna nomina, con un eccesso stimato di circa 15.000 insegnanti e 44 province in cui le graduatorie non si sono esaurite.

L’ingresso dei nuovi specializzati del IX ciclo TFA — circa 15.000 ulteriori docenti — ha aggravato una situazione già critica: oggi, secondo le analisi previsionali del Collettivo, le province sature risultano 69 e il surplus di insegnanti di sostegno nella secondaria è diventato strutturale.

A rendere ancor più allarmante il quadro contribuisce l’imminente attivazione dei percorsi straordinari di specializzazione INDIRE previsti dal D.L. 71/2024. Le domande di accesso si stanno concentrando quasi esclusivamente sulla secondaria di secondo grado, dove il fabbisogno è attualmente pari a zero, mentre infanzia e primaria — gli ordini di scuola dove esiste una reale carenza di personale specializzato — registrano scarso interesse o corsi non attivati.

In alcuni percorsi, come quelli previsti dall’articolo 6, si è addirittura raggiunto un tasso di saturazione superiore al 250% dei posti disponibili per l’area ADSS.

Alla luce di questi dati, chiediamo al Ministero:

  1. La sospensione o la drastica riduzione dei corsi INDIRE per l’area ADSS, limitandoli esclusivamente alle province e ai gradi di scuola dove sia documentata un’effettiva carenza.

  2. Una revisione complessiva della programmazione dei futuri percorsi di specializzazione, sia TFA sia INDIRE, fondata su dati trasparenti, verificabili e differenziati territorialmente.

  3. Un impegno concreto a prevenire la creazione di nuovo precariato, evitando di immettere migliaia di docenti in un settore già ampiamente saturo, mentre altri segmenti della scuola rimangono scoperti.

Proseguire con l’attuale programmazione significa alimentare precarietà, spreco di risorse pubbliche e frustrazione professionale, oltre a compromettere la qualità del sostegno e dell’inclusione scolastica.

Il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati chiede al Ministero un confronto urgente e l’adozione di misure immediate e responsabili, affinché il sistema di sostegno sia realmente inclusivo, sostenibile e coerente con i bisogni concreti della scuola italiana.

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