Il Prof. Dario Ianes, Docente ordinario di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università di Bolzano, è intervenuto oggi nell’ambito della riunione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica (istituito con il D.lgs 66/2017). Fanno parte di questo organismo i rappresentanti delle Associazioni di persone con disabilità e dei loro familiari più rappresentative a livello nazionale, i rappresentanti dell’Amministrazione centrale e periferica del Miur e quelli di altri Ministeri competenti in tema di diritti delle persone con disabilità, oltre ai presidenti delle principali società scientifiche e professionali.
I PUNTI SALIENTI DELL’INTERVENTO DEL PROF. IANES
Intervenendo anche a nome della SIPES (Società Italiana di Pedagogia Speciale), il Prof. Ianes ha messo in evidenza alcuni punti chiave:
- È urgente che il Ministero rilasci il nuovo modello di PEI in prospettiva Biopsicosociale, coordinandosi con le Linee Guida sul Profilo di funzionamento i base ICF del Ministero della Salute.
- È urgente che vengano definiti gli indicatori di qualità dell’inclusione (art. 4 del D.lgs 66/2017) a cura dell’INVALSI coordinati ai nuovi contenuti del Piano dell’Inclusione e del RAV.
- Rispetto al recente Decreto Scuola si segnala che:
- Siamo contrari all’articolo sulla reiscrizione degli alunni/e con disabilità alla classe frequentata nel corrente anno scolastico.
- Siamo contrari all’articolo che consente a chi ha 3 anni di servizio su posto di sostegno di bypassare la prova preselettiva TFA sostegno V ciclo
- Siamo favorevoli alla costituzione del tavolo percorsi abilitanti, in particolare al fatto che siano coinvolti i corsi di scienze della formazione: dovrà essere definito cosa si intende per percorsi abilitanti, solo secondaria oppure anche primaria?
- Rispetto ai corsi di specializzazione sul sostegno, avendo verificato il moltiplicarsi di varie problematiche (DAD idonei IV ciclo, Specializzati IV ciclo e concorsi, problemi con le prove di ammissione gigantesche, discrepanze tra posti richiesti e messi a concorso e posti disponibili nei TFA/frattura Nord-Sud Italia, richieste dei laureati in scienze dell’educazione – classe A18, insegnanti con tre anni di sostegno che bypassano la preselettiva) riteniamo che i tempi siano maturi per un ripensamento complessivo e radicale della formazione di questa figura.
- Rispetto alla figura degli Assistenti all’autonomia e alla comunicazione, si ritiene urgente che ne venga definito il profilo professionale, come previsto dal Decreto 66, e che questa figura sia stabilizzata nei ruoli del Ministero, togliendola dalla frammentazione e precarietà dei rapporti lavoro attuali con Enti Locali e Cooperative.
- Rispetto alle prospettive di ripartenza a Settembre:
- Si raccomanda che gli alunni/e con disabilità ritornino a scuola in presenza.
- Si raccomanda la costituzione di strutture stabili microsociali nella classe (cordate di 3 alunni) che facilitano il supporto e la responsabilità reciproca, sia nell’apprendimento che nella partecipazione sociale.
- Si raccomanda la piena contitolarità degli insegnanti di sostegno nel gestire piccoli gruppi eterogenei di alunni/e, se necessaria la suddivisione dei gruppi classe in piccoli gruppi.
- Si raccomanda l’uso degli eventuali “aule di sostegno” come spazi normali per attività di tutti gli alunni/e, evitandone l’uso esclusivo per alunni/e con BES.
- Si raccomanda la valorizzazione della figura dell’assistente all’autonomia e comunicazione attribuendole un ruolo chiave nel costruire, attraverso il PEI, un ponte pedagogico con la famiglia e la comunità.
- Si sostiene la proposta ANCI di raddoppiare, nel periodo settembre-dicembre 2020, le ore di assistente autonomia e comunicazione, dato che sono attualmente 53.000 operatori a part-time (spesa prevista 200 milioni di euro).


