fbpx
HomeSostegnoGIT e CTS: parere negativo del CSPI sugli schemi dei decreti sui...

GIT e CTS: parere negativo del CSPI sugli schemi dei decreti sui Gruppi per l’Inclusione Territoriale e sui Centri Territoriali di Supporto

Il CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) ha espresso, con voto unanime, due pareri:

  • sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economie e delle finanze, concernente il “Gruppo per l’Inclusione Territoriale (GIT), ai sensi dell’articolo 15, comma 7 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”;
  • sullo schema di decreto del Ministro dell’Istruzione recante “Centri Territoriali di Supporto (CTS), ai sensi dell’articolo 9, comma 2-bis del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66”. 

PARERE SUI GIT
Nel primo parere si legge che:

  • Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) rileva che l’emanazione dei Decreti sulla costituzione del Gruppo per l’Inclusione Territoriale (GIT) e dei Centri territoriali per il supporto (CTS), dopo la Sentenza del Tar del Lazio n. 9795 del 14 settembre 2021, pur non avendo connessioni dirette con quanto impugnato e annullato, potrebbe essere utile se orientata a ridurre il senso di confusione delle scuole sulla tematica dell’inclusione, razionalizzando e valorizzando le risorse a disposizione.
  • A questo proposito, il CSPI rileva che le modifiche apportate dal d.lgs. 7 agosto 2019 n. 96 al d.lgs. 13 aprile 2017 n. 66, in particolare all’art. 9 comma 1, che interviene sull’art. 15 della L. 104/92, hanno creato unaproliferazione di organismi e una sovrapposizione di competenze, di ruoli e di funzioni degli stessi che, invece di semplificare, rendono caotica la governance territoriale sull’inclusione.
  • Il CSPI, pertanto, ritiene che le funzioni e le modalità di collaborazione, relazione e coordinamento tra i diversi organismi territoriali operanti sul tema dell’inclusione possano essere opportunamente definite in un unico decreto, considerato soprattutto che il comma 2-bis dell’art. 9 del d.lgs. 66/17 e ss.mm.ii prevede l’emanazione di un decreto per la sola individuazione di istituzioni scolastiche quali CTS, oltre a indicare la necessità che essi collaborino con il GIT, senza alcun riferimento alle modalità di funzionamento del CTS stesso.
  • Il CSPI, altresì, ritiene che lo Schema di decreto oggetto di questo parere debba contenere indicazioni sulle modalità di funzionamento anche dei CTS eventualmente incardinandoli presso i GIT, pur mantenendo la distinzione delle competenze e degli ambiti di intervento a seconda delle differenti composizioni previste dall’art. 9 commi 1 e 2 del d.lgs. 66/17 e ss.mm.ii. In tal senso l’indicazione della sede per entrambi presso la stessa istituzione scolastica di riferimento consentirebbe di razionalizzare e ottimizzare le risorse a disposizione, semplificare la governance, garantire un reale coordinamento delle attività e della progettazione delle iniziative, anche grazie all’utilizzo del personale individuato per i GIT per il quale è prevista una specifica copertura finanziaria dall’art. 20 del d.lgs. 66/17 e ss.mm.ii. Per gli stessi obiettivi sarebbe necessario prevedere che anche le scuole polo per l’inclusione coincidessero con le istituzioni scolastiche individuate quali CTS e incardinate nei GIT.
  • Inoltre, il CSPI ritiene opportuno che nel decreto sia esplicitamente prevista la presenza di una
    regolamentazione interna del GIT per espletare al meglio le funzioni assegnate, integrate da quelle attribuite al CTS e alle scuole polo per l’inclusione, per attribuire alle diverse composizioni dell’organismo ruoli e compiti anche in relazione alle responsabilità connesse alle materie da trattare ai sensi della normativa di riferimento, ossia il d.lgs. 66/17 e ss.mm.ii.
  • Per quanto riguarda la collocazione a livello provinciale del GIT, il CSPI ritiene necessaria un’articolazione coerente con le specificità territoriali, anche per utilizzare al meglio le risorse assegnate alle province/città metropolitane, e per garantire uno dei principali obiettivi della normativa, ossia l’interlocuzione con le scuole del e nel territorio. Inoltre, per consentire al GIT di avere una più approfondita consapevolezza delle situazioni territoriali, anche in merito alle richieste di risorse per il sostegno didattico, andrebbe meglio chiarito il ruolo degli Enti locali e delle Aziende sanitarie locali, previsto nella lettera b del comma 2 art. 3 dello Schema di decreto in oggetto. Siffatta articolazione del GIT consentirebbe un utilizzo più razionale e funzionale dei docenti ad esso assegnati. Nella nota a piè di pagina nell’Allegato 1 si esplicita che è possibile una diversa “distribuzione” regionale dei docenti esperti tra i GIT provinciali, mentre sarebbe opportuno prevedere tale flessibilità all’interno dello stesso GIT in modo da consentirne la diversa articolazione. 
  • Per l’individuazione dei docenti da assegnare al GIT, utilizzare come unico parametro il numero di istituzioni scolastiche, un docente ogni 23 scuole, risulta non adeguato alla complessità delle differenti realtà dei territori. Pertanto, si chiede di integrare detto criterio almeno con quello più significativo del numero degli alunni con disabilità in rapporto alla popolazione scolastica del territorio nell’ultimo triennio
  • Infine, considerate le finalità, la complessità e l’importanza degli interventi e dei compiti affidati al GIT e al CTS, è necessario prevedere che i docenti assegnati possano usufruire quantomeno di forme di parziale esonero dall’insegnamento.

Il CSPI, considerata la portata sostanziale delle modifiche proposte, esprime parere negativo sullo Schema di decreto in oggetto salvo che vengano accolte tutte le richieste e le osservazioni come sopra formulate.

PARERE SUI CTS
Per quanto riguarda il parere sui CTS, il CSPI ritiene che il contenuto dello Schema di decreto in oggetto sia esorbitante rispetto alla delega assegnata che prevede unicamente l’individuazione delle istituzioni scolastiche di riferimento per i CTS, mentre il testo interviene nella definizione di aspetti non previsti dalla norma di riferimento, quali sede,
composizione, funzionamento, ecc. 
Inoltre, il CSPI rileva che le modifiche apportate dal d.lgs. 7 agosto 2019 n.96 al d.lgs. 13 aprile 2017 n. 66, in particolare all’art. 9 comma 1, che interviene sull’art. 15 della L. 104/92, hanno creato una proliferazione di organismi con una sovrapposizione di competenze, di ruoli e di funzioni che, invece di semplificare, rendono caotica la governance territoriale dell’inclusione. Pertanto, il CSPI ritiene che le funzioni e le modalità di collaborazione, relazione e coordinamento tra i diversi organismi territoriali operanti sul tema dell’inclusione possano essere opportunamente definite nel decreto di funzionamento del GIT.

Il CSPI, alla luce delle motivazioni sopra esposte, esprime parere negativo in merito allo schema di decreto in oggetto.

 

CSPI_Parere_CTS_1ott_21.pdf
CSPI_Parere_GIT_1ott_21.pdf

ARTICOLI CORRELATI

ARTICOLI PIÙ POPOLARI

ULTIMI ARTICOLI