Ieri ha avuto inizio il nuovo anno scolastico e tra pochi giorni si darà il via alle attività didattiche ma in Campania e, soprattutto a Napoli, i problemi sono quelli di sempre.
A denunciarlo è la UIL Scuola RUA. Sono 4926 i posti autorizzati per il ruolo dei docenti nella regione ma molti probabilmente non saranno coperti perché alcune procedure concorsuali non sono ancora terminate o addirittura iniziate.
Per il personale ATA, invece, nonostante 1418 posti disponibili, il MEF ne ha autorizzati per il ruolo solo 586 a fronte di migliaia di aspiranti presenti nelle graduatorie permanenti.
L’Organico di fatto è ridotto al lumicino: la mancanza di risorse umane rischia di compromettere il sereno avvio delle attività didattiche. Il sindacato continua a ricevere telefonate di Dirigenti Scolastici che non hanno un numero sufficiente di amministrativi e tecnici e soprattutto non hanno in organico collaboratori scolastici per aprire plessi e assicurare l’ordinaria sorveglianza.
In alcune realtà si prospettano classi con 28/30 alunni, in barba ad ogni forma di distanziamento e di sicurezza e alunni con disabilità senza docenti di sostegno o al massimo con uno a “mezzo servizio” oltre a segreterie oberate di lavoro.
Il 13 settembre, quando suonerà la campanella nelle scuole della regione, sarà un evento festoso ed è questo che la UIL Scuola della Campania ha chiesto al direttore dell’USR – Ettore Acerra – di attivarsi affinché le tante criticità rappresentate dagli stessi Dirigenti Scolastici siano risolte autorizzando più posti.
Senza contare che quest’anno il Ministero ha “preso la rincorsa” a scapito degli stessi uffici Scolastici Regionali e Territoriali ormai al collasso, pensando di ultimare tutte le procedure di assegnazione, utilizzazione, immissione in ruolo, graduatorie per le supplenze e incarichi a tempo determinato in tempi record…ma si sa che “la fretta genera l’errore in ogni cosa”!
I pochi funzionari degli uffici territoriali – conclude il sindacato – sono costretti a un tour de force per cercare di sopperire alle scadenze, in un clima di grande tensione.



