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Sindacati Puglia – Scuola in presenza: il tempo delle proposte non è più rinviabile. Come garantire il ritorno alla didattica in presenza in Puglia

Comunicato stampa FLC CGIL Puglia, CISL SCUOLA, SNALS- CONFSAL, FGU e ANIEF Puglia

La fase di riapertura delle attività didattiche dopo le festività natalizie deve indurre il Presidente di Regione a comprendere che il modello di “scuola alla carta” – che lascia solo alle famiglie la facoltà di scegliere se frequentare o no la scuola in presenza – impone alle scuole un modello di didattica mista.
Tale modello, affiancando alla “didattica in presenza” la “didattica digitale integrata” (DDI) espletata in modalità sincrona

  • sta sfiancando inutilmente il personale scolastico
  • sta abbassando notevolmente la qualità della formazione e dell’istruzione sia per chi sta a scuola, sia per chi è a distanza, in quanto non tiene conto delle oggettive difficoltà metodologiche che stanno ampliando le diseguaglianze cognitive, discriminando soprattutto gli studenti più fragili.

    Tutte le ordinanze prodotte dalla Regione in questi mesi hanno posto in grave contrapposizione il diritto alla salute con quello all’istruzione. È indubbio che il diritto alla salute prevalga su quello all’istruzione, come sostiene il Presidente Emiliano, ma questa priorità deve essere non competitiva bensì costruttiva e rispettosa di entrambi i diritti in una sintesi politica capace di sana e leale collaborazione. Ma così non è stato dopo che il Governo ha, incautamente, autorizzato le regioni (legge 14 luglio 2020, n. 74) a introdurre misure ulteriormente restrittive nelle more dei successivi decreti del Presidente del Consiglio.

    Nel ribadire con forza che tali misure restrittive devono essere esercitate dalle Regioni “esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza” constatiamo, purtroppo, che in tutte le ordinanze regionali, il ruolo delle autonomie scolastiche è stato sistematicamente ignorato perché:

    1. si è pervicacemente ignorata l’importante funzione di sintesi e di supporto che i Consigli di Istituto/Circolo possono garantire – essendo presieduti proprio dai rappresentanti dei genitori e, nel secondo ciclo, anche da studenti e studentesse;

    2. si è intervenuti su questioni di natura didattica, di pertinenza esclusiva degli organi collegiali, sminuendone così ruolo e significato.

    Vorremmo dire al Presidente Emiliano che, con appelli sui social, non si può fermare l’onda delle famiglie che, sfidando ora la sospensione della didattica in presenza, pretendono dalle scuole la didattica in presenza esattamente come accadeva, nelle settimane precedenti, alle famiglie che mantenevano liberamente i figli a casa quando, sfidando l’attivazione della didattica in presenza, pretendevano dalle scuole l’attivazione della didattica digitale.

    Il risultato è che oggi si è instillato nella scuola pugliese il virus della divisione e della contrapposizione tra le componenti scolastiche smantellando, nei fatti, quella alleanza tra scuola e famiglia pur citata nell’ ordinanza 1/2021 e che nel contratto collettivo nazionale è definita “comunità educante”.
    Adesso però non è più il tempo delle proteste: riteniamo sia giunto il momento di fare proposte concrete per mettere fine alle lacerazioni poste in essere. Le scuole si devono riaprire ma, al punto in cui siamo, dobbiamo pretendere, quale imprescindibile condizione, che siano previste assolute garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori.

    Le scriventi formulano, pertanto, le seguenti proposte:

  1.  visto quanto indicato nelle premesse dell’ordinanza regionale n. 1 del 5 gennaio 2021 in merito al piano dell’assessorato alla Sanità sugli “Indirizzi operativi per la riapertura in sicurezza delle scuole nella Regione Puglia”, chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali al fine di individuare una road map nella quale si introduca nell’immediato in ogni scuola (dall’ infanzia alla secondaria di secondo grado) la figura dell’operatore sanitario COVID scolastico, e si pianifichino programmi di screening con tampone antigenico periodico del personale della scuola, possibilmente già a partire dal prossimo 18 gennaio ;
  2. vengano adottate integralmente, anche in Puglia, le disposizioni del prossimo DPCM senza alcun ulteriore provvedimento restrittivo regionale, in modo da non creare    ulteriori problemi alle scuole costrette all’ennesima riorganizzazione delle attività didattiche;
  1. si costituisca un coordinamento regionale dei tavoli sui trasporti provinciali, con la partecipazione anche delle parti sociali, al fine di armonizzare l’organizzazione delle attività didattiche e il mantenimento del turno unico nel secondo ciclo;
  2. venga valorizzata l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche attribuendo alle scuole la massima facoltà di scaglionare ingressi/uscite e di decidere la riduzione fino all’azzeramento, sia pure temporaneamente, della frequenza di alunne e alunni della didattica in presenza, a causa della pandemia in corso.
  3. si inserisca il personale scolastico come prima categoria a rischio da vaccinare nella fase del “Piano Strategico Nazionale”.                                          

Siamo certi che queste nostre proposte, qualora venissero accolte, permetterebbero sia di assicurare il diritto allo studio salvaguardando il diritto alla salute del personale scolastico, degli studenti e delle studentesse, sia di far ripartire le scuole in un clima di maggiore serenità. In alternativa non potremo aspettare oltre: in mancanza di risposte credibili e in tempi brevi attiveremo tutte le iniziative di mobilitazione consentite dalla situazione che stiamo vivendo.

Bari, 9 gennaio 2021.

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