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Scuola fanalino di coda della PA: intollerabile. Dichiarazione di Maddalena Gissi [Cisl Scuola]

Si parla spesso del divario che si registra fra le retribuzioni di chi lavora nella scuola in Italia e quelle, ben più consistenti, riconosciute in altri Paesi europei e non solo. Uno scarto segnalato ancora una volta dall’annuale rapporto OCSE (Education at a Glance 2021) e che è di tutta evidenza, al di là delle differenti e specifiche situazioni di cui ogni confronto fra Paese diversi deve comunque tenere conto.
La situazione non è molto diversa, né migliore, se anziché guardare all’esterno rimaniamo nei confini del nostro Paese, mettendo a confronto le retribuzioni dei diversi comparti della Pubblica Amministrazione. Dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici, oltre un milione è impiegato nella scuola. Di questi, il 51,40% è impiegato su profili che richiedono il possesso di un titolo di laurea, la percentuale di gran lunga più alta nell’ambito della Pubblica Amministrazione, dove la media di personale laureato si attesta al 32,10%. Nonostante ciò, la retribuzione media del comparto istruzione e ricerca, di cui la scuola è settore largamente prevalente, occupa posizioni da fondo classifica, superando solo di poco le retribuzioni del comparto funzioni locali.
Ce lo dicono i dati dell’ultimo Rapporto ARAN sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, certificando una situazione alla quale è doveroso porre rimedio. La penalizzazione del mondo del lavoro scolastico, nel confronto con gli altri comparti pubblici, investe tutti i profili, compreso quello dei dirigenti, le cui retribuzioni sono lontanissime da quelle dei loro colleghi della PA.
I dati forniti dall’ARAN sono di per sé eloquenti e illustrano una situazione intollerabile, dimostrando quanto sia urgente, quando si afferma la necessità di restituire al lavoro nella scuola il giusto valore, passare dalle parole ai fatti.
Servono politiche di forte investimento che ridiano dignità e attrattività a professioni di fondamentale importanza sul piano sociale e civile.

Roma, 22 ottobre 2021

Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

COMPARTO RETRIB. 2019
Funzioni centrali 36.731
Istruzione e ricerca 30.854
Funzioni locali 30.284
Sanità 41.883
Pres. Cons. Ministri 66.767
Comp. autonomo 39.664
Pers. in regime diritto pubbl. 45.156
Media PA 36.782

 Fonte: elaborazioni Aran su dati RGS – IGOP. Dati aggiornati al 12/07/2021

COMPARTO % LAUREATI
Funzioni centrali 31,80%
Istruzione e ricerca 51,40%
Funzioni locali 24,40%
Sanità 15,70%
Comparto autonomo 29,90%
Pers. in regime diritto pubbl. 14,90%
PUBBLICA AMMINISTR. 32,10%

Fonte: elaborazioni Aran su dati RGS – IGOP. Dati aggiornati al 28/07/2021

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