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La Uil Scuola boccia il contratto sul MOF e l’uso delle risorse per la continuita’ didattica

PROPOSTE IRRICEVIBILI

La Uil Scuola è stata rappresentata da: Giancarlo Turi, Paolo Pizzo e Pasquale Raimondo.

Alla ripresa delle trattative dopo la pausa feriale, l’Amministrazione ha convocato le Organizzazioni Sindacali per procedere alla discussione del seguente ordine del giorno:

  • DM continuità didattica ai sensi dell’art.45 della L.79/2022 (nuova formulazione) – informativa
  • CCNI relativo al MOF

Per quanto attiene al primo punto all’o.d.g., l’Amministrazione ha illustrato la bozza di decreto finalizzata a remunerare, premiandoli, (cfr. legge art.45 Legge 79/2022) i docenti che permangono volontariamente nella stessa scuola per affermare il principio della continuità didattica. Il provvedimento prevede una nuova distribuzione delle risorse (30.000.000,00), che adesso vengono ripartite equamente tra i docenti che permangono nella stessa scuola e quelli che operano in sedi disagiate. Da una simulazione effettuata, risulterebbero destinatarie del beneficio: 5.700 scuole e 19.000 docenti che percepirebbero un compenso annuo lordo di circa 1.500 €. Tale compenso sarebbe redistribuito dalle scuole.

La Uil Scuola ha eccepito che trattasi di risorse destinate alla valorizzazione del personale docente e che, come tali, vanno contrattualizzate. Ha, altresì, argomentato che l’intera materia della mobilità è ancora sub judice a seguito del pronunciamento del Tribunale di Roma che ha annullato la validità del CCNI. Inoltre, tali somme vanno inserite tra quelle destinate al rinnovo del CCNL Scuola. Per cui, ha chiesto la sospensione di ogni iniziativa che miri ad incidere sulle risorse contrattuali al fine di non compromettere l’intera operazione di definizione della trattativa in corso all’ARAN. Nel merito, ha precisato che il riconoscimento professionale (continuità didattica) può essere limitato anche all’individuazione di un punteggio aggiuntivo da utilizzare nella formulazione delle graduatorie interne di istituto evitando di parcellizzare le risorse in mille rivoli che, in definitiva, non mutano significativamente la condizione economica dei singoli docenti, il cui “premio” viene attinto non da nuove risorse ma da quelle dello stesso comparto di appartenenza. A beneficiarne sarebbe solo il 2.9% del personale docente. 

Sul secondo aspetto, l’Amministrazione ha illustrato i contenuti del Decreto Direttoriale con cui si costituisce il Fondo, per l’.a.s..2022/2023, finalizzato al Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF), il cui importo complessivo ammonta a € 1.162.719.276,00. In esso risultano portate in decremento le somme per:

  • finanziare il nuovo sistema formativo (€ 5.000.000,00)
  • retribuire il personale in esonero e in semiesonero (€ 8.333.333,00), misure queste entrambe previste dal D.L.36/2022;
  • adottare le misure di contrasto al Covid (€ 14.207.391,00). 

Dopo aver decrementato l’importo per la valorizzazione del personale docente previste dalla Legge di Bilancio per il 2022 di 30.000.000,00, l’ Amministrazione inserisce i 270.000.000,00 rimanenti nel Fondo MOF unitamente agli altri 89,4 mln di €, sempre previsti dalla stessa Legge di Bilancio. In tal modo queste ultime due poste vengono sottratte ai finanziamenti disponibili per il rinnovo del CCNL del Comparto Istruzione scaduto il 31 dicembre 2022.

La possibilità di congelare tali somme (300.000.000,00 €), nelle more della definizione sulla loro definitiva utilizzazione, erogando alle scuole i fondi per l’avvio delle attività negoziali decentrate nella vecchia dotazione, è stata negata dal MEF che ne impone l’inserimento all’interno del FMOF. Lo stesso MEF ha puntualizzato la propria posizione rispondendo ad un quesito specifico proposto dall’Amministrazione Scolastica. La Uil Scuola ha stigmatizzato il comportamento tenuto dall’Amministrazione che, inopinatamente, intende utilizzare quelle stesse somme, che l’ARAN ha messo a disposizione per il rinnovo del CCNL del Comparto Istruzione, per incrementare il Fondo MOF. Un’operazione questa che limita fortemente la possibilità di concludere la trattativa aperta con l’ARAN per la palese incongruità dei finanziamenti per incrementare le retribuzioni del personale. Le stesse scenderebbero da una disponibilità media pro-capite di 123 € a 101.69, perdendo un ulteriore – 0.79% rispetto al 4.22% . Valutando che il tasso di inflazione viaggia al livello del 9/10%, il rinnovo contrattuale colmerebbe di appena un terzo la perdita del potere di acquisto dei salari. Una situazione insostenibile quella rappresentata che ha indotto la Uil Scuola a reiterare la richiesta di de- finalizzazione dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio e a manifestare, conseguentemente, la propria indisponibilità a sottoscrivere alcun accordo per il FMOF. Le altre Organizzazioni Sindacali presenti al tavolo si sono associate alla posizione assunta dalla Uil Scuola. In conclusione, un governo dimissionario tenta sino all’ultimo di imporre scelte unilaterali che sanciscono le costanti invasioni di campo che ne hanno caratterizzato l’intera azione politico-ammnistrativa sin dal suo insediamento. Un’azione che costituisce un’insidia costante per l’integrità della Comunità Educante che va contrastata in tutte le sedi.

In chiusura il Capo Dipartimento, preso atto delle eccezioni sollevate, ha aggiornato la riunione a lunedì 3 ottobre p.v. alle ore 15.00.

L’Amministrazione è stata rappresentata dal: Capo Dipartimento, dott. Jacopo Greco, dal Direttore Generale, Antonella Tozza e dalla dott.ssa Francesca Busceti.

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