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Incontro col Ministro Bianchi rinviato a domani mattina. FLC CGIL, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams non parteciperanno

È stato spostato a domani mattina 18 novembre 2021, l’incontro che il ministro Bianchi aveva fissato con i sindacati scuola per il pomeriggio di oggi per discutere dei temi connessi alla Legge di bilancio. 

L’incontro era stato fissato prima della nota organizzativa unitaria con cui FLC CGIL, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS e SNALS-Confsal hanno proclamato lo stato di agitazione. 

I segretari delle quattro organizzazioni sindacali con un comunicato unitario fanno sapere che non prenderanno parte all’incontro di domani mattina. 

Ci aspettavamo una diversa sede di discussione e confronto – dichiarano Sinopoli, Turi, Serafini e Di Meglio – magari dopo una valutazione politica che coinvolgesse l’intero Governo per cercare di comporre la vertenza in atto dando possibili risposte alle problematiche che abbiamo sollevato”.

“Il momento è particolarmente serio: il testo della legge di Bilancio non contiene le risorse necessarie per il rinnovo del contratto; le relazioni tecnica e politica spostano denaro da un capitolo all’altro, a parità di impiego di risorse e persone, con giustificazioni formali, offensive e gravissime nei confronti dei docenti; gli interventi normativi, come la mobilità del personale, vengono fatti a costo zero; l’organico Covid, strumento d’emergenza utilizzato in pandemia, viene prorogato per gli insegnanti ma non per il restante personale. Sono questi – sottolineano i quattro segretari generali  – i temi sui quali vorremmo confrontarci con il ministro”.

“La Legge di Bilancio l’abbiamo letta bene, la scuola è completamente marginalizzata e bisogna rimediare. Ci aspettiamo che il ministro intervenga sul Governo per fargli capire quali sono i temi cruciali che preoccupano il personale della scuola.  Non è con gli annunci in divenire del Pnrr che si promuove e si investe sulla scuola, servono le risorse in Finanziaria.

Le infrastrutture della scuola sono sostanzialmente il suo personale. Bisogna prendersi cura di chi a scuola lavoragarantendo stabilità del personale, classi meno numerose, mobilità liberata dai vincoli e pienamente contrattualizzata, eliminando il precariato e garantendo retribuzioni adeguate.

Nei mesi scorsi è stato firmato un Patto per la Scuola che è rimasto completamente inattuato nei modelli, negli obiettivi, negli investimenti. Ci aspettiamo un deciso cambio di rotta – concludono – altrimenti la risposta non potrà che essere la mobilitazione generale della categoria”.

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