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GILDA INSEGNANTI – Bonus merito, Di Meglio: abolirlo e destinarne i fondi agli stipendi

“Abolire il bonus merito istituito dalla legge 107/2015 e trasferirne i fondi direttamente in busta paga, per incrementare i magri stipendi degli insegnanti in sede di rinnovo contrattuale, è una richiesta che avanziamo da quando è stato introdotto questo iniquo sistema premiale. Accogliamo con soddisfazione, quindi, le critiche negative mosse da Fioramonti al bonus merito e ci auguriamo che dalle parole si passi presto ai fatti eliminandolo. Dal ministro auspichiamo un’analoga presa di posizione riguardo la composizione del Comitato di valutazione”. È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

La netta contrarietà al bonus merito da parte dei docenti italiani è stata ampiamente evidenziata dal sondaggio “Un anno di Buona Scuola: la riforma all’esame degli insegnanti”, realizzato nel 2006 dalla Swg per la Gilda degli Insegnanti. Dall’indagine emerse che due terzi dei docenti intervistati non condividevano il bonus merito assegnato dal dirigente scolastico: il 67% si dichiarò contrario a questa forma di premio che soltanto per 1 docente su 5 (19%) avrebbe sortito un effetto migliorativo sulla scuola pubblica. Secondo il 79%, il bonus previsto dalla “Buona Scuola” avrebbe accentuato situazioni di conflitto e di inutile competitività tra i docenti.

I due terzi degli intervistati, pari al 64%, si espresse anche contro la presenza di studenti, genitori e soggetti esterni nel Comitato di valutazione e appena l’8% ritenne giusto affidare a questo organismo la definizione dei criteri per l’assegnazione del bonus merito.

“Quello istituito dalla famigerata ‘Buona Scuola’ non è un sistema che consente di premiare davvero un bravo insegnante, ma è soltanto un incremento del fondo di istituto con soldi messi a disposizione del dirigente per premiare chi fa progetti”, conclude Di Meglio.

Roma, 20 settembre 2019
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

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