Mentre il Governo è chiamato ad approntare misure che contrastino gli effetti della pandemia sul sistema economico e produttivo, altrettanta attenzione va posta per quanto riguarda i possibili rischi in termini di aumento della dispersione scolastica e della povertà educativa, di segregazione sociale, mancata inclusione e mancata possibilità di emanciparsi da situazioni di disagio; rischi che toccano in generale la nostra società, ma in particolare i soggetti più deboli, esposti a pagare prezzi altissimi.
È questo il filo conduttore della riflessione che la CISL (Dipartimento Servizi socio assistenziali e famiglia, Dipartimento Salute e Sicurezza), con il contributo delle Federazioni di categoria di Scuola e Funzione Pubblica, riporta in un documento contenente osservazioni e proposte in merito alla cosiddetta “fase due” dell’emergenza e alle questioni che più direttamente investono le bambine e i bambini e di cui occorre farsi carico attraverso un progetto al quale partecipino tutti i soggetti coinvolti nel sistema di istruzione ed educazione, le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e l’associazionismo, con l’obiettivo di garantire anche ai bambini un graduale ritorno alla normalità, alla pari e in modo compatibile con quello degli adulti.
Tornare a vivere forme di socializzazione e riapertura degli spazi di vita è possibile solo creando a livello territoriale forme di diagnosi e accompagnamento precoce da parte dei servizi socio-sanitari, coniugando il bisogno di salute e sicurezza con quello di riavvio delle attività economiche e sociali.
La scuola è uno dei paragrafi in cui si articola il documento, con l’individuazione di percorsi e strumenti volti a governare in modo efficace il ritorno alle attività in presenza, a partire dalla necessità di definire a livello nazionale un Protocollo di intervento che fornisca precisi punti di riferimento e procedure anti-contagio chiare e dettagliate, come orientamento per le analisi e le decisioni da assumere a livello locale, declinando le linee guida secondo le specificità di ogni scuola.
Area dell’inclusione sociale, sostegno economico alle famiglie, conciliazione famiglia – lavoro, offerta educativa territoriale e mobilità sostenibile sono gli altri punti su cui il documento si sofferma, rivendicando interventi specifici con risorse finanziarie, umane e strumentali rafforzate per abbattere i divari territoriali tra aree del paese che hanno livelli di qualità del servizio di istruzione ed educazione profondamente diversi.
“Priorità per la scuola in vista della ripartenza”. La CISL Scuola sollecita confronto per gestire il ritorno in sicurezza alle attività in presenza
cisl_bambini_ripartenza_2_01.pdf


