HomeSindacati e AssociazioniAzioni di rivalsa INPS sulle scuole, l’ANQUAP chiede l’intervento urgente del Ministero

Azioni di rivalsa INPS sulle scuole, l’ANQUAP chiede l’intervento urgente del Ministero

L’ANQUAP (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche) interviene sulla questione delle azioni di rivalsa avanzate dall’INPS nei confronti delle istituzioni scolastiche, in particolare per gli interessi legati alle pratiche TFS/TFR, e chiede un intervento urgente del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Con una nota indirizzata al Ministro Giuseppe Valditara, al Capo di Gabinetto del MIM e ai Capi Dipartimento competenti, l’Associazione segnala una criticità che continua a creare forte preoccupazione nelle scuole, con ricadute dirette sull’organizzazione amministrativa, sul lavoro delle segreterie e sui rapporti interni tra Dirigenti scolastici, Direttori SGA e Assistenti amministrativi.

Il nodo delle rivalse INPS

La questione riguarda le richieste di rivalsa che l’INPS trasmette alle scuole a seguito di presunti ritardi o irregolarità nella gestione delle pratiche relative ai trattamenti di fine servizio e fine rapporto.

Secondo quanto evidenziato dall’ANQUAP, nonostante il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato e la successiva nota ministeriale del 25 luglio 2024, continuano ad arrivare alle istituzioni scolastiche richieste spesso generalizzate e non sempre adeguatamente motivate.

Il punto centrale, ricorda l’Associazione, è che tali richieste non possono essere considerate automaticamente fondate per il solo fatto del ritardo. L’INPS dovrebbe infatti dimostrare l’effettivo danno subito, l’avvenuto pagamento degli interessi e l’imputabilità del ritardo alla condotta dell’Amministrazione scolastica.

Segreterie sotto pressione e rischio contenzioso

Per l’ANQUAP, il problema non è soltanto giuridico, ma anche organizzativo. Le scuole si trovano infatti a gestire adempimenti complessi, spesso tramite procedure e applicativi non pienamente adeguati alla mole e alla delicatezza delle attività richieste.

Particolare attenzione viene posta su Nuova Passweb e sulla gestione del cosiddetto “ultimo miglio”, che continuano a produrre difficoltà operative nelle istituzioni scolastiche.

In questo quadro, l’Associazione giudica paradossale che le scuole siano chiamate a gestire procedure complesse attraverso strumenti non sempre governabili e che, in caso di criticità, diventino poi destinatarie di richieste di rivalsa da parte dello stesso ente previdenziale.

La richiesta al Ministero: confronto urgente con l’INPS

L’ANQUAP chiede quindi al Ministero di assumere una posizione più incisiva nel confronto con l’INPS, al fine di evitare che le scuole continuino a subire un flusso costante di richieste di rivalsa, con aggravio di lavoro, rischio di contenzioso e possibili ricadute improprie sul personale amministrativo.

L’obiettivo, secondo l’Associazione, dovrebbe essere quello di definire modalità operative uniformi, coerenti con il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato e capaci di prevenire il ripetersi di richieste generalizzate o non adeguatamente documentate.

Semplificazione, alert automatici e flussi integrati

Tra le proposte avanzate vi è l’inserimento della questione nei tavoli tecnici per la semplificazione amministrativa già attivati presso il Ministero.

L’ANQUAP propone soluzioni strutturali per la gestione dell’ultimo miglio, dei flussi TFS/TFR e della loro trasmissione all’INPS. In particolare, viene indicata la necessità di prevedere:

  • alert automatici;
  • produzione automatizzata dei flussi;
  • validazione da parte dell’amministrazione scolastica;
  • invio all’INPS tramite canali integrati, tracciati e coerenti con i sistemi già in uso, come il portale SIDI.

Contestazioni anche via PEC

Un altro aspetto evidenziato riguarda le modalità di contestazione delle richieste INPS. Secondo l’ANQUAP, non dovrebbe essere imposto alle scuole il solo utilizzo del canale interno “Rivalse Ente”, che richiede specifiche abilitazioni tramite modelli INPS.

Le istituzioni scolastiche, in quanto pubbliche amministrazioni autonome e dotate di PEC istituzionale, dovrebbero poter interloquire anche tramite posta elettronica certificata, soprattutto in caso di richieste di riesame, contestazioni giuridiche o istanze di autotutela.

Il rischio di procedimenti disciplinari

L’Associazione segnala infine un ulteriore effetto distorsivo: in alcuni casi, a fronte delle richieste INPS, sarebbero stati avviati procedimenti disciplinari nei confronti del personale amministrativo senza una valutazione piena della complessità del procedimento e delle responsabilità di sistema.

Per l’ANQUAP, il Dirigente scolastico, in quanto legale rappresentante dell’istituzione scolastica, dovrebbe essere coinvolto in modo sostanziale nella validazione, nell’indirizzo e nel presidio delle procedure connesse al diritto a pensione e ai trattamenti di fine servizio e fine rapporto.

La conclusione

L’ANQUAP chiede dunque un intervento urgente del Ministero per riaprire un confronto istituzionale con l’INPS e per ricondurre l’intera gestione delle pratiche pensionistiche e TFS/TFR entro un quadro più chiaro, sostenibile e compatibile con l’effettiva capacità operativa delle scuole.

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