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180 milioni di euro per immettere in ruolo tutti i precari della scuola [Studio UIL Scuola]

La UIL Scuola Rua ha predisposto un’importante studio sulla differenza stipendiale tra personale precario e personale a tempo indeterminato.

Lo studio parte dall’analisi dei livelli stipendiali tra personale precario e personale a tempo determinato: un confronto tabellare basato su dati Ministero Istruzione, Ministero Finanze, INPS e Contratto Scuola 2018.  

Dallo studio emerge che la trasformazione dei posti dall’organico di fatto in posti in organico di diritto, e degli attuali contratti precari del personale della scuola in immissioni in ruolo, avrebbe – dall’analisi dei dati – un’incidenza ‘minima’ per la spesa dello Stato e riflessi esponenziali sulla qualità della vita scolastica, intesa come comunità educante.

La stabilizzazione per 250 mila precari comporta, calcoli alla mano, una differenza di spesa di 180.345.425,04 euro all’anno715 euro per ogni precario – e permetterebbe un beneficio enorme in termini di continuità didattica e un vantaggio sociale, in senso più ampio.

Contratti stabili offrono possibilità concrete alle persone: dall’acquistare una casa al progettare stabilmente. Consentono di pensare al futuro. 

La stabilità economica porta indubbi benefici anche come stabilità contributiva, che si ripercuote anche sulla gestione previdenziale attuale e futura.

La stabilizzazione, come d’altronde il rinnovo del contratto scuola, possono diventare volano di crescita per l’intera economia del Paese, per cui stabilizzare comporta un doppio vantaggio: il primo certezza di una scuola con il personale in servizio già dal primo di settembre e, poi, un’economia che trova un nuovo slancio dagli oltre 200 mila precari che iniziano a vedere un possibile futuro ‘certo’.

  • Come si evince dalla tabella relativa ai supplenti della scuola, personale docente, educativo ed A.T.A., sono 252.157.
  • 76.044 sono personale con supplenza al 31 agosto e, quindi, esclusi dal calcolo perché già con uno stipendio per l’intero anno scolastico;
  • 176.113 hanno una supplenza fino al 30 giugno. Percepiranno la NASPI per i due mesi estivi e dunque comporteranno una spesa aggiuntiva derivante solo dalla differenza tra lo stipendio e NASPI.

Si parte dal presupposto che il personale con supplenza annuale, abbia un costo sovrapponibile a quello del personale a tempo indeterminato, anche se per un calcolo ancora più preciso si dovrebbe tenere conto della differenza di costi dovuti alle garanzie contrattuali diverse per le assenze tra le due tipologie di personale (un esempio: la malattia pagata solo per il primo mese al 100% per il personale precario).

Per cui i dati dei costi sotto riportati riguardano solo le supplenze al 30 di giugno dell’anno scolastico 2020/21.

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