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Reclutamento: inviata alla Commissione Europea la proposta per le assunzioni da GPS per i docenti con 3 anni di servizio

Sono giorni caldi per le sorti del reclutamento dei docenti. Nel corso dell’incontro svoltosi venerdì scorso, i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e quelli delle organizzioni sindacali hanno raggiunto l’accordo di massima in merito alla proposta comune da sottoporre alla Commissione Europea.

Ricordiamo che il tema del reclutamento del personale docente è stato oggetto della riforma prevista dal Decreto 36/2022 (convertito nella Legge 79/2022).

La formazione iniziale dei docenti nella scuola di I e II grado rappresenta infatti un tassello cardine della riforma del sistema di reclutamento dei docenti prevista nel PNRR (M4C1-Riforma 2.1). Mancano però ad oggi i decreti attuativi che si sarebbero dovuti emanare entro il 31 luglio 2022.

La proposta mira a valorizzazione le esperienze lavorative tenendo prioritariamente conto dei docenti che sono già presenti nelle attuali graduatorie per le supplenze (GPS).

Secondo quanto si apprende dal quotidiano Italia Oggi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha inviato oggi la proposta alla Commissione Europea. La fase transitoria, che sarebbe valida solo per l’anno 2023 e in attesa di attivare i famosi percorsi abilitanti da 60 CFU, interesserebbe i docenti della scuola secondaria con tre annualità di servizio e in possesso dei 24 CFU (conseguiti entro il 31 ottobre 2022, così come stabilito dalla Legge 79/2022). 

Secondo la proposta, si legge sempre su Italia Oggi, si utilizzerebbero per le nomine a tempo determinato le graduatorie per le supplenze (soluzione già esperita negli ultimi due anni). I docenti sarebbero quindi inizialmente individuati in ordine di graduatoria. Durante l’anno di contratto a tempo determinato i docenti svolgerebbero un percorso di formazione universitario con una prova scritta e\o orale al termine, propedeudica alla stipula del contratto a tempo indeterminato. 

Restano però ancora diversi nodi da sciogliere con riferimento alla tempistica, ai requisiti di partecipazione e alla tipologia di percorso che i docenti individuati dovranno svolgere ai fini di una definitiva immissione in ruolo.

Si attende a questo punto il parere della Commissione Europea che dovrà esprimersi sulla modifica richiesta. Qualora la Commissione Europea dovesse dare il via libera, le novità dovrebbero essere contenute nel decreto PNNR che il governo dovrebbe varare nelle prossime settimane. 

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