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lunedì, Agosto 15, 2022
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Festività soppresse: ai dipendenti spettano quattro giorni l’anno che si aggiungono alle ferie; modalità di calcolo e fruizione

La legge 23 dicembre 1977 n.937 abolì diverse festività (religiose e civili) introducendo in compenso 6 giorni di riposo “ad personam”, di cui due da aggiungere obbligatoriamente alle ferie e quattro da poter fruire a discrezione del lavoratore, compatibilmente con le esigenze di servizio”.

Coerentemente a quanto detto, l’art. 14 del CCNL comparto scuola 2007\2008 prevede che

A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937. É altresì considerata giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente in giorno lavorativo”.

Le quattro giornate di riposo (c.d. festività soppresse) sono quindi attribuite per la soppressione di festività precedentemente riconosciute e sono fruite nel corso dell’anno scolastico cui si riferiscono e, in ogni caso, dal personale docente esclusivamente durante il periodo tra il termine delle lezioni e degli esami e l’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, ovvero durante i periodi di sospensione delle lezioni.

Pertanto, le festività soppresse non possono essere usufruire durante il normale svolgimento delle attività didattiche.

Le festività soppresse (4 giorni) si aggiungono ai giorni di ferie (32 o 30) previsti dal CCNL, queste ultime già comprensive delle due giornate previste dall’art. 1, comma 1, lett. a), della legge 23 dicembre 1977, n. 937.

In definitiva, ai docenti spettano complessivamente n. 32 (o 30 se in servizio da meno di 3 anni) giorni di ferie più 4 di festività soppresse.

IL CALCOLO PER IL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO
In mancanza di una specifica regolamentazione sul calcolo delle “festività soppresse maturate” per il personale a tempo determinato, si ritiene che tale computo non possa differenziarsi da quello adottato per il computo delle ferie. 

Infatti “vecchie” circolari che disponevano, in tali casi, un computo basato sul “numero esatto” (senza resti) sono da considerarsi superate, essendo oggi la materia regolata dalla contrattazione e non più da norme unilaterali dell’Amministrazione. Pertanto anche per tali festività, si dovrà procedere tramite la proporzione: mesi di servizio/12 x 4 = n° giorni di festività maturati.

Nel calcolo dei giorni spettanti per festività soppresse, la frazione di mese superiore a 15 giorni è considerata a tutti gli effetti come mese intero.

MONETIZZAZIONE
Anche per quanto concerne l’eventuale monetizzazione si ritengono applicabili le medesime regole previste per le ferie in quanto le “vecchie” regole dettate in regime pre-contrattuale non sono più vincolanti. In mancanza di nuove specifiche norme si deve applicare quanto i CCNL disciplinano per il computo delle ferie: unica fonte normativa oggi disponibile.

Pertanto ad esempio, in caso di supplente con contratto dal 12 settembre al 30 giugno (mesi 9 + gg. 20 = mesi 10), i giorni spettanti risultano pari a : 10/12 x 4 = 3,33 giorni (ai fini dell’attribuzione dei riposi) e pari a: [(9 x 30) + 21]/360 x 4 = 291/360 x 4 = 3,23 giorni (ai fini della retribuzione sostitutiva).

PERSONALE ATA
Il personale ATA, non essendo invece strettamente vincolato agli impegni didattici, può richiedere la fruizione di tali “festività soppresse” durante tutto l’anno scolastico, ferma restando l’autorizzazione del DS, sentito il DSGA, che deve valutare eventuali motivi ostativi dovuti a superiori esigenze di servizio.

In ogni caso le giornate in discorso possono essere aggiunte alle ferie, per un totale, quindi, di 34 o 36 giorni.

PERSONALE PART-TIME
Nel caso di part-time orizzontale, l’art. 39 comma 11, dispone che «I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie e di festività soppresse pari a quello dei lavoratori a tempo pieno».

Nel caso di part-time verticale, invece, l’art. 39 comma 11, dispone che «I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno». Pertanto, ciò che rileva non è il numero di ore di lavoro settimanali bensì il numero di giorni lavorativi settimanali (che nel caso del part-time verticale deve essere almeno pari a 3 giorni lavorativi).

Per determinare il numero di giorni di ferie spettanti al docente bisognerà rapportare il numero di giorni di part-time rispetto al numero di giorni lavorativi teorici. Se ad esempio, il part-time viene articolato in 3 giorni mentre la prestazione lavorativa è articolata in 6 giorni settimanali allora avremo:

3:6 = X: 32 —> X = 32 * 3 / 6 = 16 giorni di ferie

FERIE E RIPOSI SOLIDALI
In base all’art. 46 del nuovo CCNL 2016\2018, su base volontaria ed a titolo gratuito, il dipendente può cedere, in tutto o in parte, ad altro dipendente che abbia esigenza di prestare assistenza a figli minori che necessitino di cure costanti, per particolari condizioni di salute:

  • Le giornate di ferie, nella propria disponibilità, eccedenti le quattro settimane annuali di cui il lavoratore deve necessariamente fruire ai sensi dell’art. 10 del D. lgs. n. 66/2003 in materia di ferie; queste ultime sono quantificate in 20 giorni nel caso di articolazione dell’orario di lavoro settimanale su cinque giorni e 24 giorni nel caso di articolazione dell’orario settimanale di lavoro su sei giorni.
  • Le quattro giornate di riposo per le festività soppresse di cui all’art. 28 del CCNL 16/10/2008.

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