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Riforma degli istituti tecnici al via dal 2026/27: nuove indicazioni operative del Ministero per curricoli, organici e flessibilità didattica

In data 19 marzo è stata inviata alle scuole la nota 1397, a firma del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, contenente le indicazioni operative per l’avvio, dal prossimo anno scolastico, della riforma degli istituti tecnici, che troverà applicazione a partire dalle classi prime.

Com’è noto, in attuazione dell’art. 26-bis, comma 1, del decreto-legge 144/2022, è stato pubblicato il Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 con il quale vengono definiti gli indirizzi di studio dei percorsi di istruzione tecnica, le articolazioni quali specializzazioni all’interno dell’indirizzo che si sviluppano nel triennio conclusivo, i quadri orari e i risultati di apprendimento in esito ai singoli percorsi.

QUADRI ORARI

Il curricolo dei percorsi di istruzione tecnica così come riorganizzato si struttura:

  • in un’area di istruzione generale nazionale
  • un un’area di indirizzo flessibile, comprensiva di una eventuale area territoriale. Nell’Area è ricompresa una quota del curricolo a disposizione delle istituzioni scolastiche per il potenziamento dei diversi insegnamenti, per l’introduzione di nuove discipline e per l’eventuale attivazione dell’area territoriale indirizzata allo sviluppo di competenze coerenti con le esigenze del territorio e i fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni.

I quadri orari dei percorsi di studio sono:

  • Per l’area di istruzione generale nazionale sono definiti tenuto conto del curricolo dei percorsi di istruzione tecnica di cui all’Allegato 2-ter del decreto-legge n. 144/2022 nei limiti del monte ore definito per le singole aree dalle Tabelle 1, 2 e 3 del medesimo Allegato 2-ter e contenuti nell’allegato B
  • Per l’area di indirizzo flessibile sono contenuti negli Allegati da C-1 a C-11 afferente i diversi indirizzi di studio e le relative articolazioni.

Le istituzioni scolastiche possono ulteriormente caratterizzare l’offerta formativa per lo sviluppo di competenze coerenti con le esigenze e i fabbisogni formativi espressi dal territorio attraverso l’utilizzo delle quote di autonomia e di flessibilità e dalla quota del curricolo a disposizione della scuola. Nella definizione dei suddetti percorsi le istituzioni scolastiche sono tenute a garantire il raggiungimento dei risultati di apprendimento in esito fissati per l’indirizzo o articolazione in cui il percorso si inserisce.

SPAZI DI AUTONOMIA E FLESSIBILITÀ
Gli istituti tecnici, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, possono:

  1. utilizzare la quota di autonomia del 20 per cento dell’orario complessivo del primo biennio, del secondo biennio e del quinto anno, distintamente calcolati per area di istruzione generale nazionale e area di indirizzo flessibile, tenuto conto dell’organico dell’autonomia, anche per potenziare gli insegnamenti obbligatori di entrambe le aree e per attivare ulteriori insegnamenti. Nell’utilizzo della quota di autonomia, ciascuna disciplina non può essere decurtata in misura superiore al 25 per cento del suo complessivo monte ore nel quinquennio, secondo quanto previsto dai quadri orari dei singoli indirizzi o articolazioni;
  2. utilizzare gli spazi di flessibilità, in coerenza con i risultati di apprendimento previsti dal Profilo educativo, culturale e professionale di cui all’Allegato 2-bis e con i profili dei diversi indirizzi e di studi articolazione per l’attivazione degli interventi previsti dal precedente paragrafo 1, lettera c) nel limite del 30 per cento del monte ore del quinto anno.

LE INDICAZIONI DELLA NOTA
Il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento presuppone una fase di transizione nell’ambito della quale le istituzioni scolastiche sono chiamate ad importanti scelte che riguardano soprattutto l’utilizzo della quota del curricolo che la norma affida alle loro autonome determinazioni e che concorre alla progressiva riprogettazione dei percorsi in coerenza con il PECUP introdotto dal DL 45/2025.

Si ritiene, quindi, che nel primo biennio l’utilizzo della quota del curricolo a disposizione delle scuole (66 ore per ciascun anno del biennio) debba tener conto di alcuni elementi imprescindibili, al fine di garantire il mantenimento degli organici dei docenti e di evitare il determinarsi di situazioni di soprannumero a livello di scuola e di esubero a livello provinciale.

Si forniscono al riguardo alcune indicazioni:

  • nel primo biennio degli indirizzi del settore economico, la quota di cui sopra sarà utilizzata per il potenziamento delle ore di geografia e/o di seconda lingua comunitaria;
  • nel primo biennio degli indirizzi del settore tecnologico-ambientale, la quota sarà destinata al potenziamento delle discipline scientifiche, afferenti alle scienze sperimentali;
  • sempre con riguardo alle scienze sperimentali, tale insegnamento sarà affidato nella stessa classe a più docenti di diverse classi di concorso anche facendo ricorso alle diverse metodologie didattiche suggerite dall’art. 26 del DL 144/2022 quali la progettazione interdisciplinare e le unità di apprendimento;
  • per quanto concerne le tecnologie di base e gli elementi di base degli indirizzi, la scuola potrà programmare l’organizzazione e la determinazione del curricolo nel primo biennio, considerando la possibilità di redistribuire le discipline tra il primo e il secondo anno o, in via subordinata, di ripartire il monte ore d’ambito annuale (99h) tra le due discipline, sempre avendo come fine quello di non determinare soprannumero;
  • nel caso in cui una disciplina, come previsto nel nuovo ordinamento, possa essere affidata a più classi di concorso di cui una o più non presenti nel previgente ordinamento, l’insegnamento della medesima, per continuità, sarà assegnato alle classi di concorso già presenti.

Tali indicazioni attengono, quindi, all’adozione di idonee misure didattico/organizzative finalizzate ad un passaggio al nuovo ordinamento che possa valorizzare le innovazioni previste dalla nuova norma, senza creare discontinuità nella progettualità e nella gestione delle risorse professionali già presenti nell’organico dell’autonomia, fattore quest’ultimo che deve essere tenuto ben presente.

Restano confermate le indicazioni riportate nelle precedenti note. 

In particolare:

  •  le classi del primo anno degli istituti tecnici sono riconducibili ai nuovi codici già presenti in SIDI.
  • per accedere alla funzione in oggetto è necessario selezionare l’area “Organico di  Diritto=>Scuole Secondarie Di Secondo Grado=>Acquisizione dati” e dal menù la funzionalità Acquisizione/Rettifica Organico/Ore Residue Maxisperimentali. In caso di necessità è possibile consultare le guide operative disponibili al percorso SIDIDocumenti e Manuali-Organici.
  • al fine di provvedere al perfezionamento di tali operazioni, è in corso di trasmissione la tabella di corrispondenza tra discipline e classi di concorso, che permetterà alle istituzioni scolastiche e agli Uffici di elaborare lo sviluppo.

Tenendo conto della necessità di procedere con una elaborazione manuale degli organici delle classi prime per l’anno scolastico 2026/2027, gli Uffici scolastici regionali e le loro articolazioni consentiranno alle istituzioni scolastiche di poter disporre di tempi congrui, prestando il massimo supporto ai dirigenti scolastici, nella consueta ottica di collaborazione.

Inoltre, gli USR garantiranno la piena applicazione delle presenti indicazioni operative nella definizione dell’organico delle istituzioni scolastiche interessate.

Al fine di assicurare la progressiva messa a regime della revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici in piena attuazione del PNRR e al contempo consolidare, anche per gli anni scolastici successivi, le suddette indicazioni riguardanti il primo biennio dei percorsi dell’istruzione tecnica, è allo studio l’adeguamento dell’Allegato 2-ter dell’articolo 26-bis, comma 1, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 novembre 2022, n. 175.

VEDI IL DECRETO 29 DEL 19 FEBBRAIO 2026
VEDI LA NOTA 1397 DEL 19 MARZO
VEDI L’ALLEGATO 2 TER decreto-legge n. 144/2022 
VEDI TABELLA B (AREA D’ISTRUZIONE GENERALE NAZIONALE)
VEDI TABELLA C1 – ECONOMICO AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING
VEDI TABELLA C2 – ECONOMICO – TURISTICO
VEDI TABELLA C3 – AGRARIA AGROALIMENTARE AGROINDUSTRIA
VEDI TABELLA C4 – TECNOLOGICO – CHIMICA
VEDI TABELLA C5 TECNOLOGICO – COSTRUZIONI
VEDI TABELLA C6 TECNOLOGICO ELETTRONICA ELETTROTECNICA
VEDI TABELLA C7 TECNOLOGICO GRAFICA E COMUNICAZIONI
VEDI TABELLA C8 TECNOLOGICO INFORMATICA
VEDI TABELLA C9 TECNOLOGICO MECCANICA
VEDI TABELLA C10 TECNOLOGICO SISTEMA MODA
VEDI TABELLA C11 TECNOLOGICO TRASPORTI E LOGISTICA

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