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Permessi Legge 104: dal 2026 più controlli e nuovi obblighi informativi per le PA

 

Tra le novità normative di maggiore impatto per il pubblico impiego rientrano le disposizioni contenute nei commi 723 e 724 della Legge di Bilancio 2026, che intervengono in modo significativo sulla gestione dei permessi e congedi legati alla Legge 104/1992 e agli istituti connessi alla disabilità grave e alla necessità di sostegno elevato o molto elevato.

Le misure mirano a rafforzare i controlli, migliorare il monitoraggio della spesa e prevenire utilizzi non conformi degli istituti di tutela, coinvolgendo in maniera diretta l’INPS e le pubbliche amministrazioni.


Accertamento dei requisiti sanitari: il nuovo ruolo dell’INPS (comma 723)

A decorrere dall’anno 2026, l’INPS sarà chiamato ad accertare, su richiesta del datore di lavoro pubblico, la permanenza dei requisiti sanitari che giustificano la fruizione dei permessi retribuiti previsti dall’articolo 33, commi 2, 3 e 6, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.

L’accertamento potrà riguardare:

  • il dipendente pubblico che usufruisce dei permessi per una propria condizione di disabilità;
  • il familiare o altro soggetto assistito, nel caso di permessi fruiti per assistenza a persone con disabilità in situazione di gravità, con necessità di sostegno elevato o molto elevato.

Collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale

Per lo svolgimento delle verifiche, l’INPS potrà avvalersi – tramite specifiche convenzioni – delle risorse umane e strumentali di:

  • aziende sanitarie locali (ASL);
  • aziende ospedaliere;
  • istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici, anche se trasformati in fondazioni;
  • aziende ospedaliero-universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale;
  • medici della sanità militare.

Gli oneri economici derivanti da tali verifiche saranno a carico delle amministrazioni richiedenti.

Le modalità operative di attuazione del comma 723 saranno definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previo parere dell’INPS.


A chi si applicano le nuove disposizioni

La norma si riferisce alle pubbliche amministrazioni così come definite dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, includendo:

  • amministrazioni dello Stato;
  • istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
  • istituzioni educative;
  • enti pubblici non economici;
  • aziende e amministrazioni del Servizio sanitario nazionale.

Di fatto, il perimetro applicativo è molto ampio e riguarda l’intero comparto pubblico, scuola compresa.


Nuovi obblighi informativi nelle denunce UNIEMENS (comma 724)

Il comma 724 introduce un ulteriore e rilevante adempimento a carico delle pubbliche amministrazioni: l’obbligo di trasmettere all’INPS, attraverso il flusso mensile UNIEMENS (ListaPosPA), informazioni dettagliate sui permessi e congedi fruiti dai dipendenti.

In particolare, dovranno essere comunicati i dati relativi a:

  • permessi ex art. 33 della Legge 104/1992;
  • congedi straordinari ex art. 42, commi 5 e seguenti, del d.lgs. 151/2001;
  • congedi parentali di cui agli articoli 32 e 33 del d.lgs. 151/2001;
  • congedi e tutele previste dall’art. 8, commi 4-7, della Legge n. 81/2017, anche per lavoratori iscritti alla Gestione separata, ove applicabile.

L’indicazione del “dante causa”: cosa cambia

La vera novità consiste nell’obbligo di indicare, all’interno del flusso UNIEMENS, il soggetto per il quale il permesso o il congedo è riconosciuto (cosiddetto dante causa), ovvero:

  • la persona con disabilità grave assistita;
  • il minore per il quale si fruiscono i congedi parentali.

Tale adempimento è necessario per permettere il controllo del limite massimo complessivo di utilizzo e di spesa per i permessi di cui alla legge n. 104 del 1992, i congedi parentali nonché per verificare che non si eludano previsioni che vietano la contemporanea fruizione nello stesso periodo da parte di entrambi i familiari, della medesima prestazione (ad esempio, il congedo straordinario per lo stesso disabile).


Finalità delle nuove misure

Secondo la relazione illustrativa, le disposizioni dei commi 723 e 724 sono finalizzate a:

  • rafforzare i controlli ex post sulla legittimità della fruizione dei permessi;
  • garantire una maggiore trasparenza nell’utilizzo degli istituti di tutela;
  • assicurare un uso corretto e sostenibile delle risorse pubbliche;
  • prevenire abusi, senza incidere sui diritti sostanziali dei lavoratori aventi titolo.

Conclusioni

Le novità in materia di Legge 104 segnano un cambio di passo nella gestione dei permessi nel pubblico impiego, con un ruolo più incisivo dell’INPS e un rafforzamento degli obblighi informativi per le amministrazioni.

Se da un lato viene ribadita la centralità delle tutele per le persone con disabilità e per chi le assiste, dall’altro emerge con chiarezza la volontà del legislatore di potenziare i controlli e il monitoraggio, a partire dal 2026.

Un equilibrio delicato, che richiederà attenzione applicativa, chiarezza nei decreti attuativi e un’adeguata informazione ai lavoratori e agli uffici del personale.

VEDI LA RELAZIONE ILLUSTRATIVA ALLA LEGGE DI BILANCIO

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