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Carta Docente 2025/26: importo verso i 400 euro, nuove spese ammesse e fondi alle scuole

In arrivo la carta del docente 2025/2026. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, l’importo orientativo sarà intorno alle 400 euro, accompagnato da nuove modalità di utilizzo e da un significativo rafforzamento degli interventi di sistema a favore della formazione del personale scolastico.

La Carta sarà destinata non solo ai docenti di ruolo, ma anche ai docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno e al 31 agosto, oltre che al personale educativo, ampliando in modo rilevante la platea dei beneficiari.


La base normativa: il decreto-legge n. 127/2025

Nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026, è stato approvato un emendamento di particolare rilievo in materia di Carta del Docente.

Il nuovo comma 5-bis dell’articolo 3, introdotto durante l’esame in sede referente, interviene su più fronti:

  • amplia la platea dei beneficiari;
  • aggiorna le modalità di utilizzo della Carta elettronica;
  • definisce nuovi criteri per la determinazione annuale dell’importo.

Estensione della platea dei beneficiari

La misura estende il diritto alla Carta del Docente anche ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e al personale educativo, includendo complessivamente circa 200.000 lavoratori della scuola.

La finalità della Carta viene esplicitamente ampliata: non solo strumento di formazione e aggiornamento professionale, ma anche mezzo per favorire l’esercizio della funzione docente.

In origine, fino all’entrata in vigore della legge di bilancio 2025, il beneficio era riservato esclusivamente ai docenti di ruolo. Successivamente era stato esteso ai docenti con contratto annuale al 31 agosto, in adeguamento alla giurisprudenza europea e nazionale.

Con l’attuale estensione anche ai contratti al 30 giugno e al personale educativo, il legislatore colma definitivamente il divario tra personale di ruolo e non di ruolo, allineando la disciplina italiana al principio di parità di trattamento.

Nuove modalità di spesa e beni ammissibili

Il comma 5-bis interviene anche sulle spese consentite tramite la Carta.

Accanto agli strumenti tradizionali per l’autoformazione — libri, riviste, corsi di aggiornamento, master universitari, spettacoli teatrali e cinematografici, musei ed eventi culturali — viene introdotta una novità significativala possibilità di acquistare servizi di trasporto di persone, rendendo lo strumento più flessibile e aderente alle esigenze professionali e logistiche dei docenti.

Hardware e software: limiti temporali

Vengono inoltre fissate regole più stringenti per l’acquisto di hardware e software:

  • dal 2025/2026, tali acquisti potranno essere effettuati solo al momento della prima erogazione della Carta e successivamente ogni quattro anni;
  • chi ha già beneficiato della Carta negli anni precedenti potrà utilizzare il bonus per hardware e software una sola volta nel 2025/2026, per poi accedere nuovamente con cadenza quadriennale.

L’obiettivo è razionalizzare la spesa ed evitare un utilizzo ripetuto a breve distanza per beni tecnologici durevoli.

Importo e tempistiche

La norma stabilisce che il decreto ministeriale annuale che definisce criteri, modalità operative e importo nominale della Carta debba essere emanato entro il 30 gennaio di ogni anno.

A differenza del passato, l’importo:

  • potrà arrivare fino a 500 euro, ma
  • sarà determinato tenendo conto non solo dei docenti di ruolo, bensì anche del personale supplente ed educativo e delle risorse complessive disponibili.

Per l’anno scolastico 2025/2026, primo anno di applicazione della nuova disciplina, il decreto non è ancora stato emanato e l’importo potrebbe risultare inferiore ai 500 euro, con stime attuali intorno ai 400 euro.

200 milioni alle scuole per la formazione

Accanto alla Carta individuale, il provvedimento prevede uno stanziamento di circa 200 milioni di euro destinato direttamente alle istituzioni scolastiche per attività di formazione.

Le scuole potranno utilizzare tali risorse anche per:

  • l’acquisto di PC e tablet;
  • la concessione degli stessi in comodato d’uso ai docenti,

rafforzando così le dotazioni tecnologiche e sostenendo l’innovazione didattica attraverso strumenti condivisi.

Importo ridotto, platea ampliata

La riduzione dell’importo nominale rispetto agli anni precedenti è la conseguenza diretta dell’ampliamento della platea dei beneficiari, avvenuto senza un proporzionale incremento delle risorse complessive.

Un effetto che si inserisce in un contesto già segnato dall’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione degli ultimi anni.

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