La FLC CGIL ha inviato al Ministero dell’Istruzione e del Merito una richiesta di chiarimento formale in merito al riconoscimento delle ore di formazione svolte dal personale ATA nell’ambito dei percorsi previsti dal D.M. n. 140 del 12 luglio 2024, finalizzati all’attribuzione delle nuove posizioni economiche.
La richiesta, indirizzata al Capo di Gabinetto del Ministro, al Direttore generale del personale scolastico e alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, nasce dalle numerose segnalazioni pervenute al sindacato da parte del personale interessato.
Ore di formazione ATA: il problema segnalato
Secondo quanto rappresentato dalla FLC CGIL, in diverse istituzioni scolastiche si starebbero registrando comportamenti difformi da parte dei Dirigenti scolastici.
In particolare, alcuni dirigenti negherebbero il riconoscimento delle ore di formazione svolte dal personale ATA, nonostante la presenza di regolare attestazione di frequenza.
I dinieghi sarebbero motivati soprattutto da due ragioni:
- la formazione sarebbe stata svolta durante il periodo di ferie del personale;
- il lavoratore non avrebbe presentato una richiesta preventiva di partecipazione al corso.
Secondo il sindacato, tali interpretazioni non sarebbero pienamente coerenti con il quadro normativo e contrattuale vigente.
La formazione è servizio a tutti gli effetti
Nella lettera inviata al Ministero, la FLC CGIL richiama innanzitutto l’articolo 11, comma 1, del D.M. n. 140/2024, secondo cui la frequenza dei corsi di formazione è considerata servizio a tutti gli effetti.
Il sindacato evidenzia inoltre che tale principio sarebbe stato ribadito anche dalla FAQ ministeriale n. 20, chiamata a fornire indicazioni applicative sulla materia.
A questo si aggiunge il riferimento all’articolo 36 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, che riconosce la formazione come diritto contrattualmente garantito del personale scolastico.
La formazione, inoltre, è indicata dal Ministero come requisito necessario per l’accesso alle nuove posizioni economiche del personale ATA.
Formazione svolta durante le ferie: cosa chiede la FLC CGIL
Uno dei punti centrali della richiesta riguarda il caso del personale ATA che ha seguito i percorsi formativi durante il periodo di ferie.
La FLC CGIL sottolinea che i corsi si sono svolti in periodo estivo, quando gran parte del personale ATA si trovava in ferie programmate. Proprio questa circostanza, secondo il sindacato, rende ancora più necessario un chiarimento ministeriale uniforme.
Il sindacato ritiene che la partecipazione ai corsi, se debitamente attestata, debba essere riconosciuta come servizio anche quando avvenuta durante il periodo di ferie.
Secondo la FLC CGIL, il diniego del riconoscimento delle ore sarebbe privo di fondamento anche alla luce della possibilità di fruizione asincrona della formazione, compatibile con le disponibilità individuali del personale.
Mancata richiesta preventiva: per il sindacato non può bloccare il riconoscimento
Altro punto sollevato dalla FLC CGIL riguarda l’eventuale assenza di una richiesta preventiva da parte del dipendente.
Il sindacato ricorda che il D.M. n. 140/2024 prevede la partecipazione “a richiesta” in caso di assenza dal servizio. Tuttavia, secondo la FLC CGIL, eventuali ritardi o omissioni nella comunicazione preventiva, se avvenuti in buona fede, non dovrebbero incidere sul riconoscimento del diritto.
La partecipazione effettiva al corso e la relativa attestazione di frequenza, secondo l’organizzazione sindacale, dovrebbero infatti prevalere su eventuali lievi carenze procedurali.
La FLC CGIL richiama anche i principi di correttezza e buona fede nei rapporti di lavoro, sostenendo la possibilità di una autorizzazione successiva, cosiddetta “ora per allora”, nei casi in cui la formazione sia stata comunque realmente svolta e certificata.
Le richieste al Ministero
Alla luce delle criticità segnalate, la FLC CGIL chiede al Ministero di fornire un chiarimento formale che consenta un’applicazione uniforme della normativa su tutto il territorio nazionale.
In particolare, il sindacato chiede che venga chiarito che:
- la partecipazione ai corsi di formazione previsti dal D.M. n. 140/2024, se debitamente attestata, deve essere riconosciuta come servizio a tutti gli effetti anche se svolta durante le ferie;
- la mancata richiesta preventiva non può costituire motivo di diniego del riconoscimento delle ore di formazione o del relativo recupero;
- eventuali lievi deficit procedurali devono ritenersi superati dalla partecipazione certificata al corso.
Obiettivo: evitare disparità di trattamento
La FLC CGIL evidenzia che la richiesta è finalizzata a garantire uniformità di applicazione della normativa nelle scuole, evitando interpretazioni difformi che potrebbero determinare disparità di trattamento tra il personale ATA.
Il sindacato sottolinea inoltre che è nell’interesse della stessa Amministrazione favorire la formazione del maggior numero possibile di lavoratori, considerando che i percorsi sono collegati all’attribuzione delle nuove posizioni economiche.
La questione resta quindi ora al vaglio del Ministero, dal quale la FLC CGIL attende un chiarimento ufficiale.

