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Nuovo PEI e Linee guida: il Consiglio di Stato respinge la richiesta di misura cautelare monocratica [Decreto]

Il Consiglio di Stato con decreto monocratico n. 6062 dell’8 Novembre 2021 si è pronunciato sul ricorso proposto dal Ministero dell’Istruzione per la riforma della sentenza di I grado del TAR Lazio concernente adozione del modello nazionale di PEI e delle correlate linee guida e modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità, respingendo la domanda di concessione di misura monocratica cautelare.

Allo stesso tempo si fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 25 novembre 2021.

In particolare, 

  • rilevato che la questione più delicata, sul piano del fumus boni iuris, attiene alla propedeuticità delle linee guida sanitarie rispetto alla nuova disciplina e che le linee guida sanitarie non sono state ancora adottate e ritenuto, sul piano del periculum, che il Ministero con la circolare inviata dopo la sentenza ha comunque dato prime istruzioni per il completamento delle procedure finalizzate all’approvazione dei PEI e che il succedersi dei provvedimenti cautelari aventi possibili esiti diversi ( fra fase monocratica e fase collegiale ) rischierebbe di determinare maggiori disfunzioni amministrative di quelle prospettate dall’appello;
  • rilevato che appare delicata anche la questione relativa all’esonero generalizzato dei disabili prevista dagli atti impugnati con modalità che non appaiono allineate a quelle della normativa primari;
  • ritenuto che le altre questioni – relative alla composizione del GLO, con preclusione agli esperti ove più di uno e retribuiti dalla famiglia ed alla frequenza con orario ridotto in assenza di possibilità di recupero – al di là dei profili formali relativi alla natura regolamentare o meno dell’atto e dell’eventuale legittimità sostanziale e/o ragionevolezza delle scelte effettuate, non appaiono di pregnanza tale da imporre un intervento immediato, poiché la possibilità, nelle more della decisione collegiale, di comporre il GLO come in passato (prima del DI impugnato) e la necessità di programmare ore di recupero a fronte di una riduzione d’orario motivata da ragioni sanitarie non appaiono comportare un danno di estrema gravità ed urgenza per l’organizzazione ministeriale nelle more della celebrazione della camera di consiglio.

VEDI DECRETO

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