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Ampliamento della sperimentazione dei percorsi quadriennali: parere negativo dal CSPI

Il CSPI ha espresso parere negativo sullo schema di decreto del Ministro dell’Istruzione concernente l’ampliamento della sperimentazione di percorsi quadriennali previsto dal PNRR.

In particolare, quest’ultimo prevede l’ampliamento della sperimentazione dei licei e istituti tecnici quadriennali all’interno della “Riforma 1.4 – Riforma del sistema di orientamento”, con riferimento alla quale è prevista esplicitamente la presentazione di una legge entro dicembre 2021 e l’entrata in vigore dell’intera riforma dell’istruzione (comprendente anche la Riforma del sistema di orientamento) entro dicembre 2022.

Il CSPI:

  • ritiene indispensabile un collegamento organico tra la previsione dell’ampliamento dei quadriennali e il complessivo intervento normativo sulla Riforma del sistema di orientamento.
    Considerata l’importanza del percorso proposto e la necessità di acquisire elementi per interventi organici sul sistema scolastico, così come previsto dallo stesso PNRR, è necessario che l’ampliamento della sperimentazione sia basato su elementi di riscontro certi e chiari per poter fornire dati utili alle conseguenti decisioni politiche e alle ricadute ordinamentali, mentre nello schema di Decreto non si esplicita in modo coerente tale connessione e la proposta appare come una implicita prefigurazione della futura Riforma non suffragata dalla valutazione degli esiti della sperimentazione in atto.
  • sottolinea anche che l’attuazione di quanto previsto dallo schema di Decreto in esame, che intende ampliare la sperimentazione già in atto, avverrà in tempi non congrui rispetto alla gestione ordinaria delle attività di orientamento finalizzate alle iscrizioni per l’anno scolastico 2022/23 e comporterà per gli Uffici Scolastici Regionali la necessità di valutare le proposte progettuali in tempi ristretti con il rischio di non garantire la qualità della selezione.
  • ribadisce, come già richiamato in occasione dell’espressione dei precedenti pareri sull’avvio della sperimentazione dei percorsi quadriennali, la necessità di una regia nazionale, di una organica proposta metodologico-didattica supportata da validi criteri di selezione del campione rappresentativo e di strumenti di verifica e valutazione condivisi. Esiste quindi il rischio che la proposta di estensione della sperimentazione, se non supportata da un solido impianto teorico e da una cornice di riferimento nazionale, possa concretizzarsi in soluzioni difformi sul territorio nazionale e difformi rispetto alle finalità dichiarate ed orientare scelte dell’utenza verso una mera abbreviazione dei percorsi di studi.
  • sottolinea ancora una volta che intervenire sulla struttura e la durata dei percorsi presuppone un’attenta rimodulazione dei curricoli per evitare la loro frammentazione. Il CSPI nella seduta del 10 maggio 2017 aveva espresso parere positivo richiedendo uno scrupoloso monitoraggio sui percorsi sperimentali da attivare. Tale monitoraggio, che doveva valutare l’andamento nazionale del piano di innovazione ordinamentale, doveva essere trasmesso tramite una relazione annuale del Comitato Scientifico Nazionale (CSN) al CSPI come previsto dall’art. 9, c. 1, del DM 3 agosto 2017, n. 567. Tali relazioni non sono mai pervenute; l’assenza di riscontri relativi alle esperienze effettuate e ancora in atto, non consente al CSPI di utilizzare tali dati per analizzare la scelta di ampliare la sperimentazione ad ulteriori 1000 classi.
  • ritiene che il rinnovo e l’eventuale ampliamento della sperimentazione sarebbero dovuto avvenire, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del suddetto DM 567/2017, previa valutazione positiva da parte del CSN al termine del ciclo sperimentale quadriennale.
  • ritiene che ai fini dell’espressione del presente parere sarebbe stata necessaria anche la condivisione degli esiti delle valutazioni, come richiamato nelle premesse del dispositivo in esame, «concernenti i risultati del Piano di innovazione ordinamentale di cui ai citati decreti ministeriali 3 agosto 2017, n. 567 e 2 febbraio 2018, n. 89, come emergenti dalla relazione del Comitato scientifico nazionale in esito al primo anno dei percorsi, nonché dalla relazione elaborata dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi) a seguito dell’esame degli esiti relativi al terzo anno dei medesimi percorsi».
  • evidenzia, con riferimento all’estensione della sperimentazione dei percorsi quadriennali agli istituti professionali contenuta nel presente Schema di Decreto, che la stessa, non prevista nella sperimentazione in atto in quanto le classi prime degli istituti professionali riformati ai sensi del D.Lgs. 61/2017 sarebbero state attivate a partire dall’a.s. 2018/19, non è contemplata neanche nel testo del PNRR che fa riferimento solo ai licei e agli istituti tecnici. Tale estensione in ogni caso risulterebbe poco coerente per questo segmento del sistema d’istruzione proprio in funzione della recente riforma dei Professionali che ha ancora bisogno di misure di implementazione e di accompagnamento per la completa attuazione del nuovo modello.
  • rileva inoltre che, in considerazione del rapporto tra il V anno degli istituti professionali e i percorsi regionali quadriennali, si rischia la sovrapposizione delle proposte di entrambi i percorsi e il condizionamento dei profili in uscita e ciò comporterebbe unicamente la riduzione di un anno della scuola superiore anche per gli studenti degli Istituti professionali, già segnati da un alto tasso di dispersione scolastica.
  • ritiene necessario che, anziché procedere ora a ulteriori ampliamenti del numero delle classi coinvolte, la sperimentazione in atto sia portata a termine e sia valutata secondo le modalità indicate nella norma stessa, in modo tale da considerare le eventuali e conseguenti modifiche ordinamentali, anche in riferimento alla complessiva Riforma prevista dal PNRR.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, il CSPI esprime parere negativo sullo Schema del Decreto in esame.

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