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NUOVO VINCOLO QUINQUENNALE: SI APPLICA A TUTTE LE IMMISSIONI IN RUOLO DISPOSTE DALL’A.S. 2020/2021

Tra le norme previste dal Decreto Scuola (D.L. 126/2019) vi sono quelle che riguardano l’introduzione di un vincolo quinquennale su scuola. Diciamo subito che la questione dei vincoli è abbastanza complessa in quanto frutto della stratificazione di diverse normative che si sono succedute negli anni. 

In sostanza, il decreto introduce un vincolo quinquennale su scuola in sostituzione del vincolo triennale su provincia previsto dall’attuale normativa ma prevede soprattutto l’inderogabilità di tale norma da parte dei CCNL.

SITUAZIONE PREESISTENTE AL DECRETO SCUOLA
Il testo unico comparto scuola (D.lgs 297/1994) ha previsto un generico vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo. Il docente neoassunto non poteva quindi, prima che fossero trascorsi 3 anni dall’immissione in ruolo, presentare domanda di mobilità interprovinciale fermo restando la possibilità di richiedere la mobilità provinciale nonché di usufruire della c.d. “mobilità annuale” (utilizzazione e assegnazione provvisoria) nonché di ricoprire di incarichi a tempo determinato ai sensi dell’art. 36 del CCNL.
Il Decreto Legge 104 del 2013 convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2013, n. 128 (art. 15 comma 10 bis) ha esteso tale vincolo anche alle operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria:

I docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra provincia dopo tre anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità”.

La legge 107/2015 ha introdotto un “vincolo triennale” (c.d. “incarico triennale”) di permanenza nella stessa istituzione scolastica operante per i docenti neoassunti e titolari su ambito, vincolo che di fatto è stato però annualmente derogato sulla base della contrattazione tra Ministero e sindacati in occasione della stipula del contratto sulla mobilità al pari del vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo.
La legge di bilancio 2019 ha introdotto limitatamente alle assunzioni dei docenti della scuola secondaria di secondo grado nominati dalle GM2018 e dai futuri concorsi ordinari, un vincolo quinquennale di permanenza nell’istituzione scolastica di immissione in ruolo.  Questo vincolo però non trovava applicazione con riferimento alle assunzioni derivanti da altre graduatorie (GAE, GM concorso 2016) nonché per le assunzioni riguardanti altri ordini di scuola (infanzia e primaria).
Quindi per la scuola secondaria il docente era già tenuto a rimanere nella scuola dove ha svolto il periodo annuale di prova, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, in base a quanto disposto dall’art. 13, co. 3, del d. lgs. 59/2017. L’obbligo di permanenza quinquennale dunque vigeva già per i soli docenti della scuola secondaria immessi in ruolo dalle GM2018. 

IL NUOVO VINCOLO QUINQUENNALE
Il Decreto Legge 126/2019 (c.d. Decreto Scuola) ha invece introdotto il c.d. “blocco quinquennale” cioè l’obbligo di permanenza nella scuola di titolarità per tutti i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato a partire dall’anno scolastico 2020\2021, con alcune limitate eccezioni.
In base a tale norma, tutti i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato non potranno chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso prima che siano trascorsi 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità.
La modifica prevista dal Decreto Scuola mira a rendere coerente le specifiche disposizioni già introdotte con riguardo a determinate categorie di docenti, attribuendo dunque una valenza generale all’obbligo di permanenza quinquennaleIn questo modo viene quindi esteso a tutte le immissioni in ruolo disposte a partire dall’anno scolastico 2020\2021 a qualsiasi titolo (quindi da qualsiasi graduatoria).

Rispetto alla normativa previgente quindi:

  1. Il blocco in questione si applica a tutte le assunzioni quale che sia la graduatoria da cui viene disposta l’assunzione (GAE, GM2018, GM2016, GM concorsi ordinari, ecc.). Il precedente vincolo quinquennale si applicava alle sole assunzioni della scuola secondaria derivanti da GM2018 e futuri concorsi.
  2. Il blocco si applica non solo ai trasferimenti, alle utilizzazioni e alle assegnazioni provvisorie ma viene esteso anche agli incarichi di insegnamento a tempo determinato ai sensi dell’art. 36 del CCNL comparto scuola.

ECCEZIONI AL VINCOLO QUINQUENNALE (PERSONALE IN ESUBERO)
Vengono comunque fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero, che dunque legittimano una deroga al vincolo di permanenza quinquennale. Questo significa che nel caso in cui il docente risulti soprannumerario nella scuola di titolarità, potrà eventualmente presentare domanda di mobilità volontaria (o condizionata).

ECCEZIONI AL VINCOLO QUINQUENNALE (LEGGE 104)
L’art. 399 del Testo Unico prevede che:

La disposizione del presente comma non si applica al personale di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, purché le condizioni ivi previste siano intervenute successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali ovvero all’inserimento periodico nelle graduatorie di cui all’articolo 401 del presente testo unico”.

Il vincolo quindi non si applica:

  • al personale di cui all’art. 33, co. 6, della L. 104/1992, cioè alla persona maggiorenne con handicap grave la quale, oltre a usufruire alternativamente dei permessi orari giornalieri o mensili, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.
  • al personale di cui all’art. 33, co. 3, della L. 104/1992, cioè al lavoratore dipendente che, assistendo una persona con handicap grave, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Tale personale a norma del comma 5, ha infatti diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. Si valuti dunque se richiamare tale disposizione.

La non applicazione del vincolo di permanenza per tali categorie di personale è però subordinata al fatto che le suddette condizioni (il riferimento è alle situazioni di handicap grave) siano intervenute successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali ovvero all’inserimento periodico nelle graduatorie ad esaurimento.

NORME NON DEROGABILI DAI CCNL 
Le disposizioni di cui al comma suddette non sono derogabili dai contratti collettivi nazionali. Si tratta di una precisazione molto importante poiché in passato le norme vigenti sono state spesso derogate dai contratti collettivi negoziati con le organizzazioni sindacali.
Sono fatti salvi i diversi regimi previsti per il personale immesso in ruolo antecedentemente al termine all’anno scolastico 2020/2021. Pertanto i nuovi vincoli non si applicano ai docenti immessi in ruolo precedentemente all’anno scolastico 2020/2021.

NORMA CONTESTATA DAI SINDACATI
La FCL CGIL e altri sindacati contestano tale norma sia perché foriera di disparità di trattamento rispetto a docenti che hanno partecipato alla medesima procedura concorsuale, sia perché viene introdotta l’inderogabilità della norma tramite il contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) che contrasterebbe con quanto stabilito dal decreto legislativo n. 75/2017 che ha modificato il Testo Unico (n. 165/2001) e che prevede (art.2 comma 2) che norme di legge o regolamento, nonché di contratto precedente, che introducono o che abbiano introdotto la propria inderogabilità, possano essere modificate dal contratto.

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