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Fioramonti (Gruppo misto), emendamento per l’eliminazione del vincolo quinquennale: maggioranza riveda la propria posizione.

Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, l’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (Gruppo misto) ha parlato dell’emendamento che prevede l’eliminazione del c.d. “Vincolo quinquennale” invitando i colleghi di maggioranza a rivedere la propria posizione su tale punto.
Ricordiamo che il nuovo vincolo quinquennale, entrato in vigore per tutte le immissioni in ruolo disposte a decorrere dall’anno scolastico 2020\2021,  non consente di chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso prima che siano trascorsi 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità.
SCUOLA: ABOLIZIONE VINCOLO QUINQUENNALE
Ho appena saputo che il mio emendamento che abolisce il vincolo quinquennale e lo riduce ad un anno per le immissioni in ruolo degli insegnanti ha superato il vaglio di ammissibilità e quindi sarà discusso e votato in Commissione Bilancio.
Mai come quest’anno si è evidenziata la necessità di una maggiore prossimità tra luogo di lavoro/formazione e vita personale. Abbiamo visto quanto sia stato difficile spostarsi sul territorio nazionale, per ragioni oggettive, che hanno ulteriormente aggravato il problema delle cattedre scoperte. Inoltre, abbiamo toccato con mano le tante contraddizioni di un sistema di mobilità che costringe tanti insegnanti a spostarsi lontano dalla propria provincia o regione quando invece sarebbero disponibili tante cattedre sotto casa, che magari vanno a supplenza. A ciò bisogna aggiungere che il lavoro fuori sede aumenta significativamente i costi della vita, cui è difficile far fronte con lo stipendio esiguo dei docenti.
Come sostenni da Ministro, il problema del reperimento degli insegnanti, soprattutto nelle regioni settentrionali, non si risolve con un vincolo ma migliorando il trattamento economico degli stessi. Siccome il costo della vita non è lo stesso su tutto il Paese, si potrebbe cominciare consentendo ad alcune regioni di fornire ulteriori incentivi economici, come buoni per vitto e alloggio, in attesa di un dibattito più maturo sulla questione salariale.
Invito il Governo e i miei colleghi di maggioranza a rivedere la propria posizione in merito e a muoversi nella direzione auspicata dal mio emendamento.

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