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In base alla legge 104/92 i lavoratori diversamente abili o che assistono parenti e affini entro un certo grado, hanno la priorità nella scelta della sede di lavoro.
Legge104 disabilità
CHI PUÒ FRUIRE DELLA PRECEDENZA
Ai sensi degli art. 21 e 33 comma 6 della Legge 104/1992 la persona con disabilità personale ha diritto alla precedenza nell'assegnazione della sede. Analogo diritto spetta alla persona che assiste un parente o affine in situazione di disabilità (art. 33 comma 5 Legge 104/1992).
In particolare questo diritto spetta nelle seguenti situazioni:

  • persone disabili in situazione di gravità (art. 33 comma 6), le quali hanno diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio;
  • persone disabili (anche non gravi) ma con un grado di invalidità civile superiore ai 2\3 oppure con minorazioni iscritte alle categorie, prima, seconda e terza.
  • persone che assistono un parente o affine in situazione di gravità ai sensi dell'art. 33 comma 5 Legge 104. In tal caso la precedenza è limitata all'assistenza nei confronti dei figli, dei genitori, del coniuge e dei fratelli-sorelle nel caso in cui i genitori siano a loro volta impossibilitati ad assistere i loro figli oppure siano scomparsi.


RECLUTAMENTO A TEMPO INDETERMINATO E DETERMINATO
Nelle operazioni di reclutamento, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, si dà luogo, innanzitutto, all'applicazione delle priorità nella scelta della sede ai sensi dell’art.21 della legge n.104/92 nei riguardi dei soli aspiranti utilmente collocati nella stessa graduatoria e successivamente, nell'ordine, nei riguardi dei destinatari del comma 6 e del comma 5 dell’art.33 della medesima legge, tenendo conto delle disponibili iniziali.

COME OPERA LA PRECEDENZA
La priorità nella scelta della sede, essendo riconducibile a semplice precedenza e non a riserva di posti si realizza, ovviamente, solo nell’ambito del contingente di nominandi aventi titolo al conferimento della stessa tipologia di supplenza.
Trattandosi di priorità nella scelta della sede e non di riserva di posti, questa agisce esclusivamente tra gli aventi diritto alla stessa tipologia di contratto (a T.I. o a T.D.) e, nel caso di contratti a tempo determinato, per posti annuali (fino al 31/8), per posti interi fino al termine delle attività didattiche (fino al 30/06) e per le varie tipologie di spezzoni. La priorità nella scelta della sede non può che riferirsi a posti della medesima durata contrattuale e consistenza economica. In pratica la priorità nella scelta della sede non può essere utilizzata per avere posti di maggiore durata giuridica e maggiore consistenza economica.
Naturalmente, se l’interessato non ritiene di accettare nel proprio contingente una supplenza rientrante nella tipologia assegnata con precedenza rispetto ad altra (es., supplenza annuale), il medesimo conserva il diritto a scegliere altra tipologia di supplenza (es., supplenza sino al termine delle attività didattiche).
Coloro che beneficiano della precedenza per assistenza a parente\affine in situazione di gravità, sono tenuti prioritariamente a scegliere la sede di servizio nel comune di residenza della persona da assistere, ovvero, in assenza del posto, in comune limitrofo, secondo le tabelle di viciniorità.
Coloro che beneficiano della precedenza per disabilità personale potranno invece scegliere su tutto il territorio della provincia.


CONDIZIONI PER USUFRUIRE DELLA PRECEDENZA
La precedenza viene riconosciuta alle condizioni previste dal vigente contratto nazionale integrativo sulla mobilità del personale di ruolo. Per la fruizione del beneficio e per la produzione della documentazione, si applicano integralmente le disposizioni previste dal vigente CCNI sulla mobilità del personale di ruolo. 
L'attuale CCNI mobilità prevede che la precedenza per il figlio che assiste un genitore in qualità di referente unico viene riconosciuta in presenza di tutte le sottoelencate condizioni:

1. documentata impossibilità del coniuge di provvedere all'assistenza per motivi oggettivi (è infatti il coniuge del disabile il primo soggetto obbligato per legge all'assistenza salvo non possa occuparsi dell'assistenza per motivi oggettivi, quali motivi di salute e situazioni personali che vanno opportunamente documentate).

2. documentata impossibilità, da parte di ciascun altro figlio di effettuare l'assistenza al genitore disabile in situazione di gravità per ragioni esclusivamente oggettive, tali da non consentire l'effettiva assistenza nel corso dell'anno scolastico. La documentazione rilasciata dagli altri figli non è necessaria laddove il figlio richiedente la precedenza in qualità di referente unico, sia anche l'unico figlio convivente con il genitore disabile

3. essere anche l'unico figlio che ha chiesto di fruire periodicamente nell'anno scolastico in cui si presenta la domanda di mobilità, dei 3 giorni di permesso retribuito mensile per l'assistenza ovvero del congedo straordinario ai sensi dell'art. 42 comma 5 del D.L.vo 151/2001.

DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE
Per usufruire della priorità nella scelta è necessario produrre:

1) la certificazione medica rilasciata dall’Asl attestante la situazione di gravità della disabilità e la necessità di una assistenza, globale e permanente.

2) Dichiarazione personale che il disabile non è ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.

3) Una dichiarazione personale (redatta sotto la propria responsabilità ai sensi delle disposizioni di cui al DPR 445/2000) da cui risulti il grado di parentela e la prestazione di assistenza continuativa.

4) Una dichiarazione personale da cui risulti l'attività di assistenza svolta con carattere di unicità (art. 33, comma 3, legge 104/1992 come modificato dall’art. 24 comma 1 lettera a) della legge 183/2010). Si precisa che la precedenza non viene riconosciuta ad alcuno dei figli qualora, oltre al richiedente, convivano con il genitore disabile, il coniuge del disabile - primo soggetto obbligato per legge all’assistenza - non impedito all’assistenza per motivi oggettivi.

5) Dichiarazione in cui risulti l'impossibilità, da parte di ciascun figlio di effettuare l’assistenza al genitore disabile in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive, tali da non consentire l’effettiva assistenza nel corso dell’anno scolastico. L’autodichiarazione rilasciata dagli altri figli non è necessaria laddove il figlio richiedente la precedenza in qualità di referente unico, sia anche l’unico figlio convivente con il genitore disabile.

6) Dichiarazione in cui risulti di essere anche l’unico soggetto che ha chiesto di fruire per l’intero anno scolastico in cui presenta la domanda, dei 3 giorni di permesso retribuito mensile per l’assistenza ovvero del congedo straordinario ex art. 42 comma 5 del D.L.vo n. 151/2001


Domande di mobilità USP Brindisi: Chiarimenti

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