OBIETTIVO SCUOLA

PORTALE DI INFORMAZIONE SCOLASTICA

A settembre, con il suono della prima campanella dell'anno, cominceranno le lezioni per tutti gli studenti che vivono in Italia. O meglio: per quasi tutti. I più fragili - i bambini e i ragazzi con disabilità che frequentano le nostre scuole - finiranno nel vortice degli insegnanti di sostegno precari, o, peggio ancora, saranno abbandonati a se stessi un mese e più.
equitaÈ per questo che gli specializzandi nelle attività di sostegno - che stanno frequentando un corso annuale in molti Atenei in tutta Italia- chiedono al Ministero di prevedere la possibilità di partecipare con riserva al prossimo concorso, per il quale mancano docenti in possesso dei requisiti: solo così si permetterà agli alunni di avere garantita la continuità didattica, alle scuole di avere personale qualificato presente in maniera non estemporanea, alle famiglie di avere un punto di riferimento stabile. Perché l'obiettivo di avere una scuola che fornisca servizi di qualità sull'inclusione non sia qualcosa soltanto scritto e dichiarato, ma realizzato nei fatti.

Seguendo questo link trovate la lettera che abbiamo inviato al Ministero, che potete sottoscrivere firmando questa petizione. 

Grazie !



Egregio Ministro, gentili Viceministro e Sottosegretari,

gli Specializzandi del Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno a.a. 2018-2019 Vi augurano innanzitutto buon lavoro. Cogliamo questa occasione per portare all'attenzione delle Istituzioni le criticità emerse da un'attenta analisi della situazione attuale della Scuola in merito alle attività di Sostegno.

La carenza di docenti specializzati costituisce una grave mancanza nei confronti degli alunni con disabilità e un insormontabile ostacolo alla realizzazione di una Scuola realmente inclusiva, come più volte denunciato da varie associazioni e dalle famiglie degli stessi alunni.

Carenza che a nostro avviso non può essere affrontata all'inizio di ogni anno scolastico con logiche che si limitino ad arginare il problema senza mai risolverlo definitivamente.

Occorre delineare un iter coerente e razionale per evitare di creare un ulteriore esercito di precari anche in questo ambito, cosa che arrecherebbe enorme danno sia agli alunni con Bisogni Educativi Speciali sia alla dignità del corpo docente specializzato sul sostegno.

Un iter strutturato attraverso le tre fasi di selezione, formazione ed inserimento: accesso al corso limitato all'effettiva necessità e scaglionato negli anni attraverso selezioni a numero chiuso che consentano un graduale inserimento degli Specializzati nell'organico della scuola.

Lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, annunciando che le deleghe sulla disabilità resteranno alla Presidenza del Consiglio, ha sottolineato con fermezza che: "Massima attenzione sarà riservata al tema, particolarmente sensibile, della disabilità. Occorre realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia di sostegno alla disabilità e alla non autosufficienza, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate all’inclusione sociale dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Ci tengo a informare quest’Aula che le deleghe sulla disabilità saranno in capo direttamente alla Presidenza del Consiglio". Siamo fermamente convinti della necessità di richiedere un concorso non selettivo per il sostegno, con carattere di extraurgenza, aperto a tutti gli specializzati e gli specializzandi.

La nostra richiesta è motivata sia dagli obiettivi previsti dall’Agenda 2030, dove si raccomandano politiche che promuovano l’inclusione e l’alta specializzazione professionale, che da un’attenta analisi dei dati concreti circa la situazione della scuola per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno: il numero dei posti vacanti su tutto il territorio nazionale è di fatto superiore al numero dei docenti specializzati e specializzandi.

Noi Specializzandi, per accedere al Corso di Specializzazione, abbiamo affrontato un vero e proprio concorso strutturato in tre prove altamente selettive e specifiche; stiamo seguendo lezioni e laboratori, sostenendo i relativi esami per maturare e certificare quelle competenze necessarie a garantire la piena realizzazione dei paradigmi dell'integrazione e dell'inclusione. Il nostro obiettivo è porre l'alunno al centro del processo formativo, consentendogli di sviluppare al massimo le sue potenzialità.

Convinti di rappresentare in questo momento una risorsa preziosa per la Scuola, per gli alunni e le loro famiglie, chiediamo di poter delineare con Lei una via ragionevole per il nostro inserimento, che valorizzi la dura selezione sostenuta e le competenze che andiamo maturando.

A tal proposito concordiamo senza riserve con la linea condivisa da alcuni esperti del settore, che fonda la sua ragion d’essere su due istanze ben precise:

– la necessità di coprire le innumerevoli cattedre di sostegno vuote con personale di ruolo specializzato, al fine di garantire qualità e continuità didattica

– razionalizzare i ridondanti percorsi di reclutamento sul sostegno, che già prevedono una fase selettiva in ingresso, in itinere ed in uscita. La nostra è una formazione altamente qualificante, al termine della quale l’opzione più logica (e meno onerosa per lo Stato) sarebbe l’immissione in ruolo dopo un colloquio orale non selettivo.

Idea ribadita e valorizzata qualche giorno addietro dal neo Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca on Lucia Azzolina, ospite di una trasmissione radiofonica.

Certi della Vostra sensibilità nei confronti del problema, Vi chiediamo di poter mettere al servizio della Scuola e degli Alunni con Bisogni Educativi Speciali, nel più breve tempo possibile, la nostra passione, la nostra dedizione, la nostra professionalità; Vi chiediamo di poter fare la differenza, di costruire insieme a Voi quel “nuovo corso” di cui le Istituzioni Scolastiche hanno tanto bisogno.

Il Comitato nazionale degli Specializzandi per le attività di sostegno

23 Settembre 2019

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