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A norma dell’art. 39 del D.Lgs 26 marzo 2001 n. 151 le madri hanno diritto, durante il primo anno di vita del bambino (compreso il giorno del 1° compleanno), a due periodi di riposo di un ora ciascuno, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo però è solo uno quando l’orario giornaliero è inferiore a 6 ore. Tali periodi di riposo sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro.  allattamento dubbi2
Gli stessi permessi spettano alla madre entro il primo anno dall'ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.
Nel caso dei docenti il riposo spetta in funzione del numero di ore giornaliere e non del monte ore settimanali. 
Quindi se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo spetta nella misura di 2 ore (anche cumulabili) mentre se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è solo di 1 ora. Inoltre, nel caso in cui il docente, pur prestando in media servizio per meno di 6 ore al giorno, di fatto in alcuni giorni presti servizio per più di 6 ore (consigli di classe, collegio docenti o altra attività funzionale all'insegnamento che si cumula con l’orario di lavoro) spettano 2 ore di riposo. 

COME AVVIENE LA RIDUZIONE DELLE ORE
Il Ministero della pubblica istruzione (MPI) con il Telex 22 febbraio 1985 prot. 278 affermava che atteso che l'orario di insegnamento viene prestato in 5 giorni settimanali i docenti hanno di conseguenza diritto ad avere non meno di 5 ore di riposo settimanali per esigenze di allattamento.
Si precisava inoltre che la riduzione stessa potrà essere realizzata togliendo all'insegnante predetta una o più classi, evitando in tal modo che in una stessa classe prestino servizio due insegnanti nell'arco settimanale.
Sarà possibile eventualmente anche lasciare a disposizione il docente per qualche ora, al fine di salvaguardare l'unicità dell'insegnamento (es: se il docente ha una cattedra completa di 18 ore con servizio articolato in 5 giorni, allora avrà diritto ad usufruire di 5 ore di permesso. Il dirigente scolastico potrebbe togliere una classe dove si insegna per ore 5 oppure togliere una classe dove si insegna per ore 4 lasciando il docente a disposizione per un ora. Per le 5 ore di permesso la scuola dovrà nominare un supplente). 
Di regola, non sarà possibile cumulare le ore di allattamento nello stesso giorno facendo in modo che il docente usufruisca di un ulteriore giorno libero o comunque usufruisca nello stesso giorno di "più ore di allattamento" in quanto la legge prevede espressamente una riduzione oraria "su base giornaliera" e non "su base settimanale".
Tuttavia, in casi particolari motivati da esigenze didattiche (es.: numero delle classi in cui insegna il docente) o dovuti a difficoltà di adattamento dell'orario scolastico, sarà possibile "cumulare" le ore di allattamento nel medesimo giorno purché sia salvaguardata l'unicità dell'insegnamento nella classe.
Non a caso la Circolare Ministeriale 1 dicembre 1980 n. prot. 2210 prevedeva l’autorizzazione ai riposi con l’accortezza che non “dia luogo ad eventuali fenomeni di <frantumazione delle cattedre>, che, qualora si verificassero, contrasterebbero fortemente con ogni considerazione di opportunità funzionale e di efficienza didattica”.
 

DOCENTE SUPPLENTE CON SPEZZONI DI ORARIO
Con il Telex del 21 gennaio 1984, il Ministero della pubblica istruzione riconosceva il diritto ai riposi anche ai supplenti temporanei ma si precisava che esso non spetta nel caso in cui il docente presenti delle ore di insegnamento talmente ridotto per cui la concessione si risolverebbe di fatto in un esonero totale dell'insegnamento. 
Dal momento che il D. Lgs. n. 151/2001 fa esclusivamente riferimento all'orario giornaliero del lavoratore, per cui non vi è più alcun dubbio che al docente in regime di part time o di spezzone orario (o comunque ad orario non intero) spettino i riposi, indipendentemente dunque dall'orario settimanale che svolge.
Sul punto però la Circolare INPS n° 95 bis del 6 Settembre 2006 afferma che è possibile fruire del riposo anche qualora il docente sia tenuto in base al programma contrattuale ad effettuare solo un’ora di lavoro nell'arco della giornata. 
Infatti,
la dizione letterale della norma (art. 39, comma 1, del citato testo unico) non pare interdire una siffatta possibilità, limitandosi soltanto a prevedere l’orario giornaliero di lavoro (6 ore) al di sotto del quale il riposo è pari ad un’ora, ma non anche l’orario di lavoro minimo necessario per poter fruire del riposo giornaliero. L’eventuale coincidenza del riposo giornaliero con l’unica ora di lavoro, pur comportando la totale astensione della lavoratrice dall'attività lavorativa, non precluderà pertanto il riconoscimento del diritto al riposo in questione."

RIPOSO GIORNALIERO DEL PADRE
A norma dell'art. 40 del D.Lgs. n. 151/2001 i riposi giornalieri sono riconosciuti al padre nel seguenti casi:

  1. I figli sono affidati esclusivamente al padre;

  2. In alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;

  3. Nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente ma sia lavoratrice autonome (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, colona, mezzadra, imprenditrice agricola professionale, parasubordinata e libera professionista) purché avente diritto ad un trattamento economico di maternità a carico dell’Istituto o di altro Ente previdenziale;

  4. In caso di morte o grave infermità della madre indipendentemente dalla sua condizione di lavoro.

Se la madre non è lavoratrice, il padre lavoratore non ha diritto ai riposi giornalieri per allattamento (INPS n. 8 del 17 Gennaio 2003) compresi quelli aggiuntivi previsti nel caso di parto plurimo.

PARTI PLURIMI
In caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle previste ordinariamente, possono essere utilizzate anche dal padre.
Nel caso in cui la madre sia una lavoratrice non dipendente (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, colona, mezzadra, imprenditrice agricola professionale, parasubordinata e libera professionista) anche il padre ha diritto fruire del doppio del riposi (Circolare INPS n. 95 bis del 6 settembre 2006) che potranno essere fruiti a partire dal giorno successivo rispetto alla fine del trattamento economico di maternità che spetta alla madre e sempreché la madre non usufruisca del congedo parentale (durante il quale, come sopra detto, è precluso al padre il godimento dei riposi giornalieri).
Per la ripartizione dei riposi tra madre e padre nel caso di parto plurimo si veda questa circolare INPS. 

RIPOSI GIORNALIERI E CONGEDO PARENTALE
Secondo la Circolare INPS n. 8 del 17 Gennaio 2003, la madre ha diritto a fruire dei riposi giornalieri di cui art. 39 del T.U. durante il congedo parentale del padre. Viceversa, non è invece, possibile che il padre utilizzi i riposi giornalieri durante il congedo di maternità e/o parentale della madre, come pure nei casi in cui la madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per cause che determinano una sospensione del rapporto di lavoro (es.: aspettative o permessi non retribuiti, pause lavorative previste nei contratti a part-time verticale di tipo settimanale, mensile, annuale).
A parziale rettifica di quanto detto la Circolare INPS n. 95 del 6 Settembre 2006 precisa che, qualora la madre sia una lavoratrice non dipendente, il padre lavoratore dipendente può fruire dei riposi stessi anche durante i tre mesi dopo il parto nonché durante l’eventuale periodo di congedo parentale della madre. 
Nel caso di parto plurimo, il padre può però usufruire delle ore aggiuntive anche durante il congedo parentale della madre della madre lavoratrice dipendente.

RIPOSI GIORNALIERI E ANNO DI PROVA
La fruizione dei riposi e la relativa riduzione delle ore dei docenti non rileva ai fini dell'anno di formazione e prova in quanto i docenti sono comunque impegnati in effettiva attività di insegnamento, pertanto non c’è dubbio che i riposi giornalieri sono utili sia al raggiungimento dei 180 gg richiesti dalla normativa di cui 120 per lo svolgimento di attività didattiche.
SUPPLENZE PER LE ORE DI ALLATTAMENTO
Le ore derivanti da una riduzione oraria per allattamento non possono, con le normative attualmente in vigore, essere assegnate ai docenti di ruolo (fino alle 24 ore) o supplenti già in servizio presso la scuola anche se aventi diritto al completamento dell’orario. Tali ore devono invece essere conferite mediante il normale scorrimento delle graduatorie d'istituto in quanto non si tratta di "spezzoni" in quanto tali ma di ore che derivano dalla riduzione oraria per allattamento.

ALLATTAMENTO E CONGEDO PARENTALE A ORE
Nei casi in cui si usufruisca del congedo parentale su base oraria non è consentito il cumulo con la altri permessi o riposi disciplinati dallo stesso decreto legislativo quali, i permessi per allattamento anche per altro figlio. Lo precisa un messaggio dell’Inps (6704) pubblicato in data 3 novembre 2015, nel quale si sottolinea che il congedo ad ore invece si puo’ usare insieme ai permessi previsti dalla legge 104 sull’assistenza ai familiari disabili e in caso di disabilità personali.

Circolare Circolare numero 8 del 17-1-2003
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