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Il tema del diritto al completamento di orario dei docenti è stato oggetto negli anni scorsi di numerose controversie. È quindi opportuno analizzarne la disciplina e approfondire la questione.
completamento orarioL'art. 4 comma 1 del DM 13 Giugno 2007 (c.d. Regolamento supplenze) prevede che:

L’aspirante cui viene conferita, in caso di assenza di posti interi, una supplenza ad orario non intero, anche nei casi di attribuzione di supplenze con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell'ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. Tale completamento può attuarsi anche mediante il frazionamento orario delle relative disponibilità, salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno".

Analogamente l'art. 40 comma 7 del CCNL comparto scuola prevede che:

Il personale di cui al presente articolo [personale a tempo determinato], con orario settimanale inferiore alla cattedra oraria, ha diritto, in presenza della disponibilità delle relative ore, al completamento o, comunque, all'elevazione del medesimo orario settimanale".


COMPLETAMENTO ORARIO IN UNA SOLA PROVINCIA
Il diritto al completamento orario opera esclusivamente nell'ambito di una sola provincia per cui non è consentito ottenere un completamento di orario in province differenti nemmeno nel caso in cui le convocazioni provengano da graduatorie differenti (es: GAE da una provincia e graduatorie d'istituto\MAD da altra provincia) oppure quando si presti servizio in una scuola statale in una provincia e in una scuola non statale in altra provincia.

COMPLETAMENTO FINO ALL'ORARIO OBBLIGATORIO
Il diritto al completamento opera esclusivamente fino al raggiungimento dell'orario di insegnamento previsto per corrispondente personale di ruolo. Ciò significa che, ad esempio, i docenti di scuola secondaria avranno diritto al completamento fino alle 18 ore, i docenti della scuola dell'infanzia fino alle 25 ore e i docenti della scuola primaria fino alle 22 ore.
Il diritto al completamento opera in relazione alle posizioni utili occupate nelle varie graduatorie di supplenza. Ciò significa che, coloro che hanno accettato una supplenza ad orario ridotto per mancanza di posti interi, hanno diritto ad essere riconvocati per ottenere il completamento orario se si trovano in posizione utile nelle graduatorie per essere convocati.

CONTEMPORANEITÀ DEI RAPPORTI DI LAVORO
Il completamento è conseguibile con più rapporti di lavoro a tempo determinato da svolgere in contemporaneità esclusivamente per insegnamenti appartenenti alla medesima tipologia, per i quali risulti omogenea la prestazione dell'orario obbligatorio di insegnamento prevista per il corrispondente personale di ruolo. Ciò significa che non sarà possibile un completamento orario fra ordini di scuola differenti (es. primaria e infanzia oppure primaria e scuola secondaria). Ciò in quanto nei diversi ordini di scuola l'orario di insegnamento previsto è differente (25 ore nell'infanzia, 22 nella primaria e 18 nella secondaria).

Per il personale docente della scuola secondaria il completamento dell’orario di cattedra può realizzarsi per tutte le classi di concorso, sia di primo che di secondo grado, sia cumulando ore appartenenti alla medesima classe di concorso sia con ore appartenenti a diverse classi di concorso ma con il limite rispettivo di massimo tre sedi scolastiche e massimo due comuni, tenendo presente il criterio della facile raggiungibilità.
Quindi, per i docenti della scuola secondaria sarà possibile ottenere il completamento anche su diverse classi di concorso anche se appartenenti ai diversi gradi della scuola secondaria (I e II grado). Ad esempio, sarà possibile insegnare sulla CDC A012 per 10 ore (Disciplina letteraria negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e contemporaneamente insegnare sulla CDC A022 per ulteriori 8 ore (Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado).

IL NUMERO DI SEDI E DI COMUNI DEL COMPLETAMENTO
Il regolamento supplenze pone come limite al completamento orario quello delle tre sedi scolastiche e dei due comuni tenendo conto del criterio della facile raggiungibilità. Questo criterio deve essere valutato tenendo conto non solo della distanza ma anche in relazione alla rete stradale e all'esistenza di adeguati mezzi di trasporto pubblico. 
Il limite delle tre scuole e dei due comuni può essere derogato dalle contrattazioni decentrate regionali o direttamente dagli uffici scolastici regionali e dagli ambiti territoriali provinciali. Ad esempi, l'USR Umbria ha più volte affermato che è possibile derogare dai due comuni solo quando i tre comuni insistono su una sola presidenza.

COMPLETAMENTO FRA SUPPLENZA SU POSTO COMUNE E SUPPLENZA SU POSTO DI SOSTEGNO
È possibile ottenere il completamento orario fra il posto comune (materia) e il posto di sostegno nei limiti suddetti nel paragrafo precedente. Infatti, il completamento fra materia e posto comune può avvenire solamente nello stesso ordine di scuola (primaria, infanzia o secondaria). Per quanto riguarda, invece, la scuola secondaria è possibile ottenere il completamento fra gradi diversi (I e II grado). Per esempio, sarà possibile avere una supplenza su posto comune di 10 ore per la scuola secondaria di secondo grado e poi ottenere un completamento di 8 ore per la scuola secondaria di primo grado su posto di sostegno.

POSTO COMUNE E POSTO DI LINGUE NELLA SCUOLA PRIMARIA
Nella scuola primaria, l'aspirante fornito di titolo specifico può unire spezzoni di lingua e di posto comune, se in posizione utile per tale tipologia di posto, fino alla concorrenza delle 22 ore di servizio.

COMPLETAMENTO FRA SUPPLENZA CONFERITA DA GAE E SUPPLENZA CONFERITA DA GRADUATORIE D'ISTITUTO
È consentito il completamento fra supplenze conferite sulla base delle Graduatorie ad esaurimento (GAE) e supplenze assegnate sulla base delle graduatorie d'istituto. 

COMPLETAMENTO FRA SCUOLA PARITARIA E SCUOLA STATALE
Il completamento d’orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche tra scuole statali e non statali con rispettiva ripartizione dei relativi oneri. Anche in questo caso il completamento potrà avvenire solamente nello stesso ordine di scuola, come spiegato nel paragrafo precedente e senza superare comunque il monte ore obbligatorio previsto per il grado di riferimento (18 ore nella scuola secondaria, 22 nella scuola primaria, 25 nella scuola dell'infanzia).

Solo per i docenti della scuola secondaria il completamento potrà avvenire anche su diverse classi di concorso anche se appartenenti ai diversi gradi della scuola secondaria (I e II grado).

Tuttavia, nel caso dei docenti già impegnati nelle scuole paritarie il diritto al completamento non può realizzarsi mediante il frazionamento della cattedra intera come spiegato nei paragrafi successivi.

IL FRAZIONAMENTO DELLA CATTEDRA O DELLO SPEZZONE
Il diritto al completamento dei docenti può realizzarsi anche mediante il frazionamento orario delle relative disponibilità, salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno
Pertanto, benché la norma consenta il frazionamento orario delle ore che costituirebbero il completamento, ciò non potrà in ogni caso avvenire a danno dell'unicità dell'insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno. Ad esempio, una cattedra di 18 ore su sostegno per un unico alunno disabile non potrà certamente essere spezzata. Analogamente, non potrà essere spezzata una cattedra di 8 ore se queste ore sono tutte relative all'insegnamento di una certa disciplina in un'unica classe. Infatti, l'insegnante di una certa materia in una certa classe deve essere sempre unico. 
Pertanto, fatto salvo quanto detto in precedenza, i docenti già in servizio per una supplenza ad orario non intero nella scuola statale possono chiedere il frazionamento di una cattedra intera

IL FRAZIONAMENTO DELLA CATTEDRA O DELLO SPEZZONE PER I DOCENTI OCCUPATI NELLE SCUOLE PARITARIE 
Diversamente dai docenti già impegnati nelle scuole statali, i docenti già impegnati nella scuole non statali (paritarie e private) ad orario non intero non hanno alcun diritto a chiedere lo spezzettamento di una cattedra intera offerta dalla scuola statale per poter completare.

LA COMPATIBILITÀ DELL'ORARIO DI SERVIZIO
Posto che esistano le condizioni per il completamento (docente in servizio con orario non intero in servizio presso la scuola statale e la possibilità eventualmente di frazionare la cattedra senza incidere sull'unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno), il vero nodo da sciogliere che in concreto pone problemi di ordine pratico è rappresentato dalla compatibilità degli orari di insegnamento. Il altri termini, il docente che presta servizio presso una scuola e che viene chiamato a completare presso un'altra scuola potrebbe trovarsi nella condizione per cui le ore di servizio non sono fra di loro compatibili in quanto sovrapposte o troppo ravvicinate per consentire al docente di raggiungere la sede di servizio. 
In questi casi il Dirigente Scolastico potrebbe, al fine di realizzare tale compatibilità, modificare l'orario dell'istituto. Tuttavia, è impensabile che il Dirigente modifichi l'orario dell'istituto (e quindi l'orario degli altri docenti nonché delle classi) per ogni nuovo supplente che arriva in istituto nonché per ogni tipologia di supplenza, anche breve. 

Sul punto si è recentemente pronunciata la Corte suprema di Cassazione con la sentenza n. 24214 del 13 ottobre 2017 secondo cui «la disciplina di riferimento impone al Dirigente scolastico di interpellare anche i docenti che abbiano già accettato una supplenza ad orario ridotto, ma non gli impone di modificare, specie ad anno scolastico già iniziato, l’orario delle lezioni al fine di rendere compatibile lo spezzone di ore assegnabile con la prestazione lavorativa dell’aspirante». Quindi, non esiste alcun obbligo del Dirigente scolastico di modificare l’orario interno dell’Istituto al fine di realizzare tale compatibilità.

Il docente assunto a tempo determinato può esercitare tale diritto nell’ambito delle disponibilità che gli vengono offerte, senza alcuna facoltà di stabilire la collocazione o la distribuzione del monte ore, nè possibilità di condizionare a propria scelta l’organizzazione e la pianificazione dell’orario dell’Istituto scolastico o addirittura di imporne una modificazione, anche con pregiudizio degli altri docenti in servizio. Il diritto al completamento (o all'elevazione) dell’orario settimanale del docente a tempo determinato esige infatti un coordinamento con le regole che, all'interno dell’ordinamento scolastico e della pianificazione dell’offerta formativa, presiedono all'organizzazione dell’orario delle lezioni. 
In altri termini,  la norma non prevede un diritto incondizionato al completamento, o comunque all'elevazione, dell’orario settimanale.

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