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Nella notte è stato siglato l'accordo fra Governo e organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca con il quale è stato scongiurato lo sciopero unitario previsto per il 17 maggio. Di particolare rilievo la parte relativa ai docenti precari, una delle principali rivendicazioni sindacali.
Intesa Governo sindacati
AGEVOLAZIONI CONCORSUALI

L'intesa afferma che:

in prima attuazione e tenendo conto della c.d. "Quota 100", il Governo nel rispetto del principio dell'accesso al pubblico impiego tramite Concorsi, individuerà le più adeguate e semplificate modalità per agevolare le immissioni in ruolo del personale docente che abbia maturato una pregressa esperienza di servizio di almeno 36 mesi".

L'intesa non specifica di quali modalità si tratti ma è presumibile pensare a un'aumento della riserva di posti per i docenti in possesso di almeno 36 mesi di servizio (quota che attualmente è fissata dal d.lgs 59/2017 nella misura del 10%) e l'esonero dall'eventuale prova preselettiva. Si tratta di interventi di cui già si parlava da qualche settimana, dopo il vertice di maggioranza dell'11 aprile. Per la quota di posti riservata si parla di una percentuale compresa tra il 30% e il 50%, che tuttavia dovrà ancora essere stabilita.

PERCORSI ABILITANTI E SELETTIVI
In aggiunta alle agevolazioni di cui sopra, nell'intesa si parla anche dell'attivazione, in via transitoria, di "percosi abilitanti e selettivi" riservati ai docenti con 36 mesi di servizio.

In via transitoria, il Governo si impegna a prevedere percorsi abilitanti e selettivi riservati al personale docente che abbia una pregressa esperienza di servizio pari a 36 mesi finalizzati all'immissione in ruolo".

A ben vedere, non si tratterà di veri e propri PAS (Percorsi Abilitanti Speciali), i quali non prevedevano alcuno sbarramento in ingresso. Si parla, invece, di "percorsi abilitanti e selettivi", le cui caratteristiche concrete evidentemente sono ancora da definire. Sarà rilevante capire se si tratterà di corsi "a numero chiuso" con un numero di partecipanti comunque limitato e determinato dal fabbisogno di docenti a livello regionale\nazionale oppure di corsi "a numero aperto" ai quali potranno partecipare tutti coloro che supereranno le selezioni con il punteggio minimo richiesto.
Una risposta in tal senso arriva dal Turi, segretario nazionale della UIL, secondo cui:

Selezione non deve essere intesa come valutazione ma deve assicurare che al percorso acceda il numero dei docenti corrispondente al numero dei posti vacanti, in modo che conseguita l’abilitazione abbia la certezza dell’immissione in ruolo l’anno successivo”.

Si tratterà quindi inevitabilmente di percorsi, non solo selettivi ma anche "a numero chiuso" per garantire, appunto, che chi conseguirà l'abilitazione potrà essere immesso in ruolo l'anno successivo. Resta da capire però secondo quali modalità tecniche e giuridiche possa avvenire l'immissione in ruolo, stante il rispetto del principio dell'accesso al pubblico impiego tramite concorsi, peraltro richiamato nella stessa intesa.
Ne deriva, inoltre, che i percorsi in parola dovrebbero essere attivati solamente per quelle classi di concorso (e quelle Regioni?) con posti vacanti e disponibili.


Intesa Governo-Sindacati


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