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SCUOLA



Il TAR Lazio si è pronunciato con una serie di ordinanze (tra cui le Ordinanze n. 01654 del 2019 e n. 00829 del 5 febbraio 2019) relativamente al ricorso promosso per l'annullamento del bando del concorso straordinario per infanzia e primaria nella parte in cui, all'art. 3, recante i “requisiti di ammissione”, ha previsto che possano accedere alla procedura concorsuale i candidati in possesso del titolo di abilitazione per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria (laurea in scienze della formazione primaria o diploma magistrale con valore di abilitazione), ma soltanto se hanno svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell'infanzia o primaria presso le istituzioni scolastiche statali.
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I ricorrenti contestano quindi l'esclusione dalla procedura concorsuale degli insegnanti abilitati che integrano il requisito dei due anni di servizio specifico con l'insegnamento prestato nelle scuole paritarie ricomprese nel sistema nazionale di istruzione pubblica (e, quindi, latu sensu, dello Stato).
Ebbene, secondo il TAR Lazio:

Ritenuta la natura riservata del concorso de quo, inteso a individuare apposita procedura concorsuale per i diplomati presso gli Istituti magistrali entro l’a.s. 2001/2002 che da anni prestano servizio negli Istituti statali in virtù di ammissione con riserva nella relative graduatorie.

Considerata conseguentemente la cogenza del requisito ulteriore costituito dall’aver svolto almeno due annualità di servizio (specifico in scuola dell'infanzia o primaria) negli ultimi otto anni scolastici (2010/11 – 2017/18) nelle scuole statali italiane, come sancito da costante giurisprudenza della Sezione (ex multis, Ord.n. 593/2019 e da ultimo n. 829 del 5 febbraio 2019), non ritenendosi manifestamente fondata la questione di legittimità costituzionale della norma di fonte primaria autorizzante, che congiuntamente impone siffatti requisiti (art. 4, co. 1 – quinquies, d.l.12 luglio 2018, n. 87 come convertito con modificazioni con l. 9.agosto 2018, n. 96) in tal senso vincolando l’impugnato D.M. 17.10.2018, poiché, ex aliis, l’accesso all’insegnamento nelle scuole statali avviene secondo regole e procedure pubblicistiche e trasparenti".

In sostanza, il TAR Lazio non ha ritenuto sussistente il requisito del "fumus boni iuris" cioè non ha ritenuto  manifestatamente fondata la questione di legittimità costituzionale della fonte primaria (c.d. Decreto dignità) alla luce della natura riservata del concorso in questione, inteso a individuare i docenti che da anni prestano servizio nelle scuole statali in virtù di ammissione con riserva nelle graduatorie ad esaurimento. Di conseguenza ha respinto la domanda cautelare.
Occorre precisare che trattasi di un'ordinanza cautelare che non esaurisce l'iter del contenzioso. Questo, infatti, procederà in riferimento alla questione di merito che dovrà ancora essere esaminata e definita.

Vedi l'ordinanza n. 00829 del 5 febbraio 201900829 del 5 febbraio 2019
Vedi l'ordinanza n. 00593 del 25 gennaio 201900593 del 25 gennaio 2019 

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