OBIETTIVO

SCUOLA

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. L'astensione obbligatoria di norma opera nei 2 mesi precedenti alla data presunta del parto nei 3 mesi successivi al parto.
congedo maternità

L'INTERDIZIONE OBBLIGATORIA ANTICIPATA

Secondo l'art. 17 del d.lgs 151/2001, nel caso in cui le lavoratrici siano impegnate in lavori ritenuti gravosi e pregiudizievoli, il congedo di maternità è anticipato a 3 mesi dalla data presunta del parto. Tali lavori sono individuati con proprio decreto dal Ministero del Lavoro e della previdenza sociale.
Fino all'emanazione del primo decreto, l’anticipazione è disposta dal Servizio ispezione della Direzione provinciale del lavoro (DPL) competente in base alla residenza abituale della lavoratrice, sulla base di accertamenti medici effettuati dal SSN.
In particolare, l'ASL (Azienda Sanitaria Locale) può disporre, sulla base di accertamenti medici effettuati dal Servizio sanitario nazionale, uno o più periodi di interdizione anticipata dal lavoro in favore delle lavoratrici in stato di gravidanza per uno dei seguenti motivi:

1) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
2) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna o del bambino
3) quando la lavoratrice addetta al trasporto ed al sollevamento pesi, nonché a lavori pericolosi faticosi ed insalubri, non possa essere spostata ad altre mansioni. 

Nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose, la lavoratrice deve presentare all'ASL (Azienda Sanitaria Locale) competente in base alla propria residenza abituale:
a) la domanda di interdizione anticipata;
b) il certificato medico di gravidanza;
c) il certificato medico attestante le gravi complicanze della gravidanza oppure le preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
d) qualunque altra documentazione che ritenga utile.

Il Servizio ispezione della DPL, sulla base di accertamenti medico-sanitari, che sono effettuati a cura del Servizio Sanitario Nazionale, emette il provvedimento entro 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di ricezione della documentazione completa. 

All'atto della ricezione della documentazione, il Servizio ispezione del lavoro rilascia apposita ricevuta in duplice copia, una delle quali verrà presentata dalla lavoratrice alla scuola. In ogni caso, qualora entro il termine di 7 giorni non sia stato emesso il provvedimento del Servizio ispettivo, la domanda si intende accolta. 

Nei altri due casi previsti, l’istanza di interdizione può essere presentata sia dalla lavoratrice sia dal datore di lavoro. Il provvedimento è emesso dal Servizio ispezione del lavoro della DPL entro il termine di 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di ricezione della documentazione completa. 

L’interdizione decorre in ogni caso dalla data del provvedimento del Servizio ispezione e può essere disposta anche d’ufficio.

RETRIBUZIONE
La retribuzione spettante durante il periodo di interdizione anticipata è pari al 100% sia per i docenti di ruolo sia per i docenti con contratto a tempo determinato durante il periodo coperto dal contratto. Per i periodi non coperti da contratto, ai supplenti spetta un'indennità di disoccupazione pari all'80% della retribuzione media del mese precedente compresa la 13esima. Tale periodo di indennità fuori nomina non vale ai fini del servizio né ai fini pensionistici (benché possa essere riscattato).

 

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