OBIETTIVO

SCUOLA

CHI SONO GLI ITP

Gli insegnanti tecnico pratici (ITP) sono docenti con competenze prevalentemente tecniche e pratiche che operano per lo più all'interno dei laboratori. Negli istituti tecnici lavorano in compresenza con il docente curriculare, mentre negli Istituti Professionali possono svolgere la propria attività in completa autonomia. E' questo il caso, per esempio, dei docenti che insegnano le discipline di sala, ricevimento e cucina negli istituti professionali a indirizzo alberghiero.
Insegnanti teorico pratici

CLASSI DI CONCORSO ITP
La Tabella B, allegata al DRP 19/2016, individua le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico per la scuola secondaria di primo e secondo grado, identificate attraverso uno specifico codice alfanumerico che comincia con la lettera B seguita da un numero. Per ciascuna classe di concorso sono indicati i titoli di accesso sia previsti dal previgente ordinamento (DM  39/1998) sia previsti dalle riforme successive (DPR n. 87 e 88 del 2010).
Le classi di concorso ITP si insegnano quasi esclusivamente nella scuola secondaria di II grado (superiori) ad eccezione della classe B-01 (Attività pratiche speciali) che si insegna nella scuola secondaria di I grado (medie).
Alle classi di concorso ITP si accede di regola mediante un diploma di scuola secondaria superiore conseguito in esito all'esame di stato. Talvolta sono specificati ulteriori requisiti che devono essere posseduti dai candidati (es.: il possesso di un titolo congiunto).
Ad esempio, tra i titoli di ammissione alla classe di concorso B-16 rappresentata da "Laboratori di scienze e tecnologie informatiche" vi rientra il Diploma di istruzione tecnica - settore Economico indirizzo Amministrazione, finanza e marketing.
Per una verifica puntuale dei titoli di studio che danno accesso alle classi di concorso ITP consigliamo di utilizzare la seguente applicazione: http://classiconcorso.flcgil.it/scheda_titolo_sudio?id=LM-01400

L
A RIFORMA DEL RECLUTAMENTO PER LA SCUOLA SECONDARIA
Il D.lgs 59/2017 ha riformato il sistema di reclutamento della scuola secondaria prevedendo che a partire dal 2024\2025 per i posti di insegnante tecnico pratico sarà necessario possedere una laurea (triennale), oppure il diploma dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica di primo livello, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso. 
Sino ad allora, per i posti di insegnante tecnico pratico, rimangono fermi i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di classi di concorso. Sarà possibile accedere al concorso con il solo possesso del diploma essendo anche esonerati dal conseguimento dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Tale impostazione è stata confermata dalla Legge di bilancio 2019.

LA PARTECIPAZIONE AL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER LE ATTIVITA' DI SOSTEGNO
Anche gli insegnanti tecnico pratici possono in linea di principio partecipare, al pari degli insegnanti laureati, alle selezioni per l'accesso al corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno agli alunni con disabilità (c.d. TFA sostegno). Fin'ora il corso in questione, secondo quanto disposto dal DM 30 settembre 2011, è stato unicamente riservato ai docenti abilitati, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici abilitati. Poiché nel caso degli ITP, non sono mai stati banditi percorsi abilitanti ordinari (TFA, SSIS) ma solo percorsi abilitanti speciali (PAS), di fatto la partecipazione al corso in questione è stata riservata ai pochi ITP con molti anni di servizio che hanno potuto conseguire il titolo di abilitazione tramite il PAS (ricordiamo che il PAS è un percorso abilitante speciale, attivato unicamente nel 2014 e riservato ai docenti in possesso del requisito dei 3 anni di servizio di cui almeno uno specifico).
Le modifiche apportate dalla Legge di bilancio 2019 al D.lgs 59/2017 aprono la strada alla partecipazione al corso di sostegno anche per i docenti in questione. Infatti, tutti i docenti in possesso di un titolo di studio utile a insegnare almeno una classe di concorso potranno accedere alle selezioni del corso di specializzazione. Resta da chiarire se gli insegnanti tecnico pratici saranno esonerati o meno dal possesso del requisito dei 24 CFU (requisito che ricordiamo non è richiesto, fino al 2024\2025 per la partecipazione al concorso per posti di insegnante tecnico pratico).

IL VALORE ABILITANTE DEL DIPLOMA ITP

Negli ultimi anni la questione relativa al presunto valore abilitante  dei diplomi tecnico pratici ha assunto grande importanza nel dibattito relativo alla scuola e nei tribunali. Numerosi avvocati e sindacati hanno promosso ricorsi per l'inserimento nella II fascia delle graduatorie d'istituto che, com'è noto, è riservata ai docenti in possesso del titolo di abilitazione.
La giustizia amministrativa ha assunto sul punto posizioni contrastanti. Da un lato il TAR del Lazio secondo cui:

è indubbio che alle tipologie di diplomi rientranti in tale elenco fosse riconosciuto valore di «titolo abilitativo all’insegnamento» senza alcuna necessità, qualora il diplomato intendesse svolgere attività di insegnamento nelle corrispondenti classi di concorso, di conseguire titolo abilitativo ulteriore previa frequenza di un corso di tirocinio formativo attivo (…) né di acquisire il relativo titolo mediante frequenza di percorsi abilitanti speciali.
Di conseguenza «il D.M. (374 del 2017) impugnato deve ritenersi illegittimo e va annullato nella parte in cui all’art. 2 esclude dalla possibilità di inserimento nella II fascia delle Graduatorie di circolo e di istituto i docenti ITP»".

Dall'altra il Consiglio di Stato, in secondo grado, secondo cui «non può ritenersi che il diploma Itp abbia valore abilitante». Infatti:

non risulta infatti che le parti resistenti abbiamo seguito uno dei percorsi ordinari o speciali sopra riportati. Né il valore abilitante può desumersi, come ritenuto dal primo giudice, dal decreto ministeriale 30 giugno 1998, n. 39, in quanto tale decreto si è limitato ad ordinare le classi di concorso. Non sussistono, pertanto, i presupposti giuridici, previsti dalla normativa sopra riportata, perché gli insegnanti in possesso del diploma in esame abbiano diritto all’iscrizione nelle seconde fasce delle graduatorie di circolo e di istituto di seconda fascia".

Secondo il Consiglio di Stato, non rileva il fatto che i ricorrenti non sono stati messi in condizione di ottenere l'abilitazione a causa della mancata attivazione di procedure abilitative ordinarie.

Ciò «può giustificare la partecipazione degli insegnanti pregiudicati a concorsi pubblici che richiedono l’abilitazione in quanto in questo caso la verifica dell’idoneità all’insegnamento stesso passa attraverso il filtro della procedura concorsuale. Ma la suddetta mancanza non può valere per consentire l’iscrizione nella seconda fascia che autorizza direttamente l’insegnamento. Si tratterebbe di una finzione giuridica priva di fondamento giustificativo».
Per effetto di tali sentenze quindi, i ricorrenti in questione dovranno ritornare nella terza fascia delle graduatorie d'istituto riservata ai docenti privi del titolo di abilitazione.


DPR 19/2016
D.lgs 59/2017 così come modificato dalla Legge di bilancio 2019
I 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche
Concorso 2019: quali requisiti per partecipare?

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