OBIETTIVO

SCUOLA



COME SI ACCEDE ALL'INSEGNAMENTO NELLA SCUOLA SECONDARIA
Per poter insegnare nella scuola secondaria (I grado e II grado) è necessario innanzitutto possedere un titolo di studio che dia accesso a una classe di concorso prevista dal DPR 19/2016.docente
La Tabella A, allegata al DPR 19/2016 così come è stata modificata dal decreto correttivo DM 259/2017, indica per ciascuna classe di concorso quali sono i titoli di studio che consentono l'insegnamento della classe di concorso, distinguendo i titoli di "vecchio ordinamento" (terza colonna della tabella), i titoli di laurea specialistica (quarta colonna) e i titoli di laurea magistrale (quinta colonna).
Così, ad esempio, per quanto riguarda la classe di concorso A-18 tra i titoli di studio vecchio ordinamento figurato le lauree in Filosofia,  Psicologia, Scienze dell'educazione, Scienze della comunicazione, Sociologia che, come specifica la nota 1, costituiscono titolo di ammissione purché il piano di studi seguito abbia compreso due corsi annuali (o quattro semestrali) delle discipline di ciascuna delle seguenti aree: filosofica, pedagogica, psicologica e sociologica.
Pertanto, oltre al titolo di studio richiesto, occorre tenere in considerazione quanto previsto dalle eventuali note indicate nella quarta colonna. Queste specificano eventuali ulteriori requisiti o limiti temporali di accesso alle classi di concorso. Ad esempio, le Lauree in Filosofia, Pedagogia, Psicologia, Scienze dell'educazione vecchio ordiamento costituiscono titolo di accesso all'insegnamento purché conseguite entro l’A.A. 2000/2001 e senza alcuna integrazione.
I requisiti di accesso indicati nella suddetta tabella costituiscono requisito indispensabile per insegnare e devono essere posseduti sia ai fini della partecipazione ai concorsi sia anche ai fini dell'iscrizione nelle graduatorie (graduatorie d'istituto, GAE o altre eventuali graduatorie).
Per la verifica dei requisiti di accesso alle classi di concorso consigliamo di consultare questa applicazione predisposta dal sindacato CGIL: http://classiconcorso.flcgil.it/titoli_studio

I 24 CFU
Il d.lgs 59/2017 (riforma del reclutamento della scuola secondaria) ha introdotto, esclusivamente per la partecipazione ai concorsi, il requisito dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Si tratta di un requisito trasversale a tutte le classi di concorso.
Fermo restando il monte complessivo dei 24 CFU, è necessario garantire comunque il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei suddetti ambiti. Ciò significa che non sarà necessario coprire tutti i quattro ambiti ma è sufficiente coprire solo tre degli ambiti suddetti con almeno 6 CFU ciascuno e purché il monte complessivo sia sempre di 24 CFU.
Sono esonarati dal possesso dei 24 CFU alcune categorie di soggetti: i docenti con 3 anni di servizio di cui 1 specifico nella classe di concorso in cui intendono partecipare e i docenti abilitati nella stessa classe di concorso o in altre classi di concorso od ordini di scuola.
Va sottolineato che i 24 CFU rappresentano un ulteriore requisito rispetto ai requisiti di accesso alla classe di concorso. Tuttavia, qualora coincidano, i crediti acquisiti all’interno del percorso per i 24 CFU possono essere contati anche per il soddisfacimento dei requisiti, espressi in termini di possesso di crediti in determinati SSD, per l’accesso alle classi concorsuali per l’insegnamento. 
Ad esempio, i CFU in M-PSI/01 conseguiti all'interno di detti percorsi volti al conseguimento dei 24 CFU possono essere considerati utili anche ai fini del soddisfacimento dei requisiti di accesso per la classe di concorso A-18 (Filosofia e scienze sociali).
I 24 CFU non sono necessari ai fini dell'iscrizione nelle graduatorie d'istituto. E' opportuno sottolineare però che a normativa vigente, in base a quanto disposto dalla Legge 107/2015, non sono consentite nuove iscrizione nella terza fascia delle graduatorie d'istituto ma al prossimo aggiornamento sarà solo possibile aggiornare titoli e provincia, salvo modifiche alla normativa in oggetto che al momento non sono prevedibili.

PARTECIPAZIONE AI CONCORSI
Come anticipato, per la partecipazione ai concorsi la normativa vigente richiede il possesso di un titolo di studio che dia accesso a una delle classi di concorso previste dalla Tabella A allegata al DPR 19/2016 eventualmente comprensivo degli ulteriori requisiti (CFU\esami) indicati nella colonna delle note.
Sarà inoltre necessario possedere i 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, salvo che si rientri in una delle categorie esonerate (si veda a tal proposito l'articolo linkato a fine pagina).

GRADUATORIE D'ISTITUTO
Le graduatorie d'istituto, distinte a loro volta in fascie (I, II e III) sono delle graduatorie dalle quali si attinge per le convocazioni dei supplenti. La terza fascia è dedicata al personale docente non abilitato e, sulla base della normativa vigente, non sono consentite nuove iscrizione nella terza fascia delle graduatorie d'istituto ma al prossimo aggiornamento sarà solo possibile aggiornare titoli e provincia, salvo modifiche alla normativa in oggetto che al momento non sono prevedibili.
In seguito al conseguimento dell'abilitazione sarà invece possibile inserirsi in seconda fascia. Si ricorda che con il nuovo sistema introdotta con la Legge di bilancio 2019, l'abilitazione si consegue con il superamento di tutte le prove concorsuali con il punteggio minimo previsto (almeno 7/10).

POSSIBILITA' DI INVIARE MAD SENZA IL PRESCRITTO TITOLO DI STUDIO
Trattandosi di istanze informali, le MAD possono essere inviate anche da aspiranti non in possesso del prescritto titolo di studio. Chiaramente, sarà necessario in tal caso, al fine di non incorrere nelle sanzioni penali prescritte nel caso di dichiarazioni mendaci, non dichiarare il falso ed eventualmente specificare di non essere in possesso dei requisiti per insegnare la classe di concorso in questione per la quale si presenta la candidatura.

Detto questo, è evidente che le istituzioni scolastiche dovranno pur sempre preferire i candidati che presentano detti titoli di studio prescritti dalla legge e, fra questi, preferire i docenti in possesso del titolo di abilitazione.
Occorre inoltre precisare che l'eventuale servizio svolto senza il prescritto titolo di studio, presenta unicamente validità economica mentre non ha validità giuridica. Ciò significa che, non sarà valutabile nelle graduatorie d'istituto di II fascia, nella mobilità, nella ricostruzione di carriera, nei concorsi, etc. mentre per quanto riguarda la terza fascia sarà valutabile esclusivamente come altre attività d'insegnamento quindi con valutazione ridotta a 1/4 del punteggio previsto per il servizio specifico.

DPR 19/2016
DM 259/2017
I 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche

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