OBIETTIVO

SCUOLA

I CONTROLLI SULLE DICHIARAZIONI DEGLI ASPIRANTI A SUPPLENZE ATA

ART. 7 COMMA 5 D.M. 640/2017

All'atto del primo rapporto di lavoro stipulato in applicazione del presente decreto, i predetti controlli sono tempestivamente effettuati dal dirigente scolastico che conferisce la supplenza temporanea disposta sulla base della graduatoria di circolo o d'istituto di terza fascia della stessa istituzione scolastica e devono riguardare il complesso delle situazioni dichiarate dall'aspirante, per tutte le graduatorie in cui il medesimo è risultato incluso. Qualora i suddetti controlli siano chiesti da altre scuole interessate il controllo sarà effettuato dal dirigente scolastico che gestisce la domanda".

Pertanto, il controllo della validità dei titoli di accesso e dei dati dichiarati dall’aspirante nel modulo di domanda, considerato che per i candidati è ammessa esclusivamente la mera dichiarazione dei requisitipersonaleATA senza la produzione di alcuna certificazione, è affidato al dirigente che conferisce la prima supplenza temporanea, disposta sulla base della graduatoria di circolo o d’istituto di terza fascia della istituzione scolastica cui è preposto.

Il termine “tempestivamente” non fornisce una scadenza temporale definita, ma in casi di procedimenti amministrativi tra la Pubblica Amministrazione ed il cittadino, la legge che norma la tempistica e quindi la durata di questi procedimenti è la legge 69/2009 secondo cui i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni.

 

CONVALIDA POSITIVA

In caso di positiva convalida dei dati, il dirigente scolastico della stessa istituzione scolastica che gestisce il primo rapporto di lavoro comunica all'interessato e alle altre scuole con cui l'aspirante contrae rapporti di lavoro l'avvenuta verifica e convalida dei dati".

Quindi il Dirigente Scolastico, in caso di positiva convalida, rilascerà all’interessato un'apposita certificazione dell’avvenuta verifica e convalida dei dati contenuti nella domanda, e tale convalida risulterà valida per ciascuna scuola con la quale il medesimo contrarrà rapporti di lavoro per tutto il periodo di validità delle graduatorie.

CONVALIDA NEGATIVA

In caso di mancata convalida dei dati il dirigente scolastico, nella cui istizione scolastica si verifica la fattispecie di cui al comma precedente, assume le conseguenti determinazioni, sia ai fini dell'eventuale responsabilità penale, di cui all'art. 76 del D.P.R.28.12.2000, n. 445, sia ai fini delle esclusioni di cui al successivo articolo 8, ovvero ai fini della rideterminazione dei punteggi, o della corrispondenza titoli/aree di laboratori limitatamente al profilo di assistente tecnico e delle posizioni assegnate all'aspirante nelle graduatorie di circolo e di istituto, dandone conseguente comunicazione all'aspirante e contestualmente alle istituzioni scolastiche scelte nel modello di scelta delle scuole nonché al sistema informativo per i necessari adeguamenti".

Quindi, nell’ipotesi, invece, di mancata convalida dei dati, il medesimo dirigente assumerà le sue determinazioni, sia in ordine alla doverosa denuncia penale, nella ipotesi di autocertificazione mendace, sia ai fini della esclusione per tutti i casi previsti, sia, per ultimo, ai fini della rideterminazione dei punteggi e delle conseguenti posizioni assegnate al candidato nelle stesse graduatorie, con conseguente comunicazione all’interessato e, contestualmente, alle istituzioni scolastiche indicate nel modello di domanda ed al sistema informativo per i necessari adeguamenti.

Conseguentemente alle determinazioni di cui al comma precedente, l'eventuale servizio prestato dall' aspirante in assenza del titolo di studio richiesto per l'acesso al profilo e/o ai profili richiesti o sulla base di dichiarazioni mendaci, e assegnato nelle precedenti graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia, sarà, con apposito provvedimento emesso dal Dirigente scolastico, dichiarato come prestato di fatto e non di diritto, con la conseguenza che allo stesso non deve essere attribuito alcun punteggio".

 Questo significa che l'eventuale servizio prestato dall'aspirante senza il prescritto titolo di studio richiesto per l'accesso al profilo oppure prestato sulla base di dichiarazioni mendaci non avrà validità ai fini giuridici e sarà unicamente riconosciuto il trattamento economico ma non giuridico delle prestazioni effettuate ("è da considerarsi prestato di fatto e non di diritto, con la conseguenza che allo stesso non deve essere attribuito alcun punteggio"). Verrà così tutelato il trattamento economico e previdenziale del rapporto di fatto ex art. 2126 c.c., ma non si attribuirà alcuna rilevanza giuridica al suo svolgimento.

DICHIARAZIONI MENDACI E PRODUZIONE DI CERTIFICAZIONI FALSE

Nello specifico, solo “le autodichiarazioni mendaci o l’autoproduzione di certificazioni false o, comunque, la produzione di documentazioni false comportano l’esclusione dalla procedura di cui al presente decreto per tutti i profili e graduatorie di riferimento, nonché la decadenza dalle medesime graduatorie, nel caso di inserimento nelle stesse, e comportano, inoltre, l’irrogazione delle sanzioni penali, come prescritto dagli artt. 75 e 76 del D.P.R. 28.12.2000, n.445” (art. 7/4).
Inoltre, in caso di autodichiarazioni non veritiere sarà necessario procedere ad una segnalazione tempestiva alla Procura della Repubblica ai fini della valutazione del dolo e per l’accertamento della falsità della dichiarazione non veritiera.

Qualora la candidata non abbia fatto dichiarazioni mendaci, ma si è attribuita erroneamente la valutazione di servizi effettivamente prestati (valutazione ancora diversa da quella attribuitole dalla scuola che ha accolto la domanda), è sufficiente rideterminare il punteggio senza escludere la candidata dalla graduatoria.

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