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SCUOLA

Dopo la diffusione della bozza del decreto contenente le "disposizioni concernenti le procedure di specializzazione su sostegno" di cui al DM 249/2010 (c.d. TFA sostegno), oggi sono state diffuse indiscrezioni sul parere espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) chiamato a esprimere il parere obbligatorio, ma non vincolante, sulla bozza del decreto ministeriale sui corsi di specializzazione su sostegno.
Sostegno
Nel mese di novembre il MIUR aveva inviato al CSPI la bozza del decreto in oggetto al fine di emanare il parere. Martedì 11 dicembre 2018 il CSPI si è riunito con procedura d’urgenza per esprimere il suddetto parere, esprimendo un voto favorevole a maggioranza (con un voto contrario) a condizione che vengano accolte le seguenti osservazioni avanzate.

PREMESSA

Il CSPI rileva che il decreto in esame si inserisce in un contesto di fortissima incertezza normativa nel quale insistono sistemi di reclutamento e di formazione iniziale non conciliabili. Il decreto in esame infatti nel titolo e nelle premesse fa riferimento al Decreto ministeriale di natura regolamentare 10 settembre 2010 n. 249 ed alle successive modificazioni. Il decreto n. 249 dispone e regolamenta il sistema delle lauree abilitanti magistrali per tutti gli ordini e gradi di istruzione(mai attuato nel nostro ordinamento) oltre al diploma di specializzazione da conseguire in apposito corso per accedere all’insegnamento sul sostegno, successivamente regolamentato con decreto ministeriale 30/9/2011. Le successive modificazioni riguardano i Decreti legislativi n.59 e 66 del 13/4/2017, che in applicazione della delega conferita con la legge n.107/2015, hanno previsto come titolo di accesso alle procedure concorsuali nelle istituzioni scolastiche del ciclo secondario, il semplice titolo di studio prescritto congiunto a 24 CFU, rinviando al percorso formativo successivo l’acquisizione del titolo di specializzazione sulla classe di concorso e/o sul sostegno, e per l’accesso all’insegnamento su posti di sostegno nelle scuole dell’infanzia e primarie, il titolo di studio congiunto a 60 CFU. Inoltre si osserva che nel disegno di legge di bilancio in esame al Parlamento, è previsto un ulteriore sistema di reclutamento, che contrasta con il decreto all’esame di questo CSPI.
Il Consiglio ritiene inoltre che l’evoluzione ancora non definita e confusa del quadro normativo non debba influire in modo negativo sulla possibilità di ampliare la platea di partecipanti, estendendo anche ai docenti che hanno 36 mesi di servizio la partecipazione ai concorsi selettivi per l’accesso al corso di specializzazione.

Le principali proposte di modifica suggerite dal CSPI sono le seguenti:

ACCESSO DEI NON ABILITATI

La bozza del decreto prevede che al corso di specializzazione per le attività di sostegno possano accedere esclusivamente i docenti abilitati, così come è sempre avvenuto fin'ora in base a quanto disposto dal DM 30 settembre 2011. Il parere del CSPI chiede di modificare tale punto introducendo la possibilità di accedere al corso per coloro che siano in possesso di laurea o titoli accademici equipollenti, o di titolo di istruzione secondaria di secondo grado valido per l’accesso agli insegnamenti tecnico-pratici di cui alla tabella b del DPR 19/2016, purché congiunti, o al possesso dei 24 cfu (art.5 comma 1, lettera b), o di 36 mesi di servizio.

 

ABOLIZIONE DELLE DATE UNICHE NAZIONALI

La bozza del decreto all'art. 2 comma 2, prevede che il MIUR stabilirà una data unica nazionale per il test preliminare di ciascun indirizzo di specializzazione. Ciò precluderebbe la possibilità di poter concorrere in più università, cosa che nei precedenti cicli era di fatto stata consentita. Nel parere del CSPI si chiede l’abolizione delle date uniche nazionali delle prove per ciascuno dei quattro indirizzi di specializzazione (sostegno infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado).  A livello nazionale verrebbe fissato il termine ultimo entro cui completare le prove selettive in tutti gli atenei.  Rimane ferma la previsione di date distinte per le prove dei diversi ordini di scuola, per permettere  ai candidati  di partecipare a tutte le procedure per cui hanno titolo. Infatti, secondo norme dell’Unione europea ciascun cittadino ha diritto di poter utilizzare tutti i titoli di cui è in possesso nelle procedure professionalizzanti.
Si ritiene quindi di indicare agli Atenei di prevedere unicamente quattro date differenti e di terminare le procedure di selezione e accesso dei candidati entro una data massima finale stabilita a livello nazionale con successivo Decreto Ministeriale.

 

DIPLOMA SPERIMENTALE DI LICEO PSICO-PEDAGOGICO

Per quanto riguarda le procedure per infanzia e primaria si chiede di prevedere, fra i titoli di accesso, il diploma sperimentale psico-pedagogico, che è stato tra l’altro riconosciuto come titolo valido per l’accesso al concorso straordinario della scuola primaria e dell’infanzia.

 

AMMISSIONE CON RISERVA PER COLORO CHE HANNO CONSEGUITO L'ABILITAZIONE ALL'ESTERNO

Il CSPI chiede di prevedere l'ammissione con riserva per coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’estero, in attesa che il titolo venga riconosciuto, purché la domanda di riconoscimento in Italia del titolo estero sia stata presentata entro la data di scadenza del bando. Sul punto va rilevato come tale partecipazione con riserva è stata prevista tanto nel concorso 2018 per abilitati tanto nel concorso staordinario per infanzia e primaria.

IL DECRETO

E' opportuno precisare che il parere espresso dal CSPI, benché obbligatorio, non è vincolante. Di conseguenza spetterà al MIUR la decisione finale in merito al recepimento delle proposte di modifica avanzate dal CSPI.
In considerazione anche dell'urgenza con cui si è riunito il CSPI, che aveva tempo per esprimersi entro il 23 di dicembre, sembra che l'uscita del bando sia imminente.

Leggi il parere del CSPI
Leggi la bozza del decreto

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