OBIETTIVO

SCUOLA

Il D.lgs 151/2001 "Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità", prescrive misure per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a 7 mesi di età del figlio.
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Durante tale periodo (periodo di gravidanza e fino a 7 mesi di età del figlio), è vietato adibire le lavoratrici al trasporto e al sollevamento di pesi, nonchè ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri. I lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono indicati dall'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n. 1026, riportato nell'allegato A del presente testo unico. Tra i lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono inclusi quelli che comportano il rischio di esposizione agli agenti ed alle condizioni di lavoro, indicati nell'elenco di cui all'allegato B, tra cui figurano gli agenti biologici e i vari virus (es. virus della rosolia, toxoplasmosi, ecc.). 

LE MISURE PREVISTE

Nel caso in cui i servizi ispettivi del Ministero del lavoro, d'ufficio o su istanza della lavoratrice, accertino che le condizioni di lavoro o ambientali sono pregiudizievoli alla salute della donna, la lavoratrice è spostata ad altre mansioni. La lavoratrice adibita a mansioni inferiori a quelle abituali conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonchè la qualifica originale.

INTERDIZIONE DAL LAVORO
Quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, il servizio ispettivo del Ministero del lavoro, competente per territorio, può disporre l'interdizione dal lavoro fino al settimo mese.

IL PERSONALE SCOLASTICO

Il mondo della scuola vede diverse figure all’interno, dalle docenti alle collaboratrici e impiegate che quindi necessitano di essere analizzate più in particolare.

Vediamone alcune:

  • Le insegnanti avendo a che fare spesso con classi numerose sono esposte a rischi biologici (stando a contatto con bambini sotto esposti a eventuali malattie infettive quali varicella e rosolia trasmesse dagli alunni), la possibilità di lavorare in un microclima, spesso assumono carichi posturali scorretti e prolungati nel tempo anche a causa del lavoro con i disabili. Si trovano inoltre a dover lavorare con bambini molto piccoli o problematici che diventano la principale fonte di stress;
  • Le insegnanti di sostegno: anche loro possono essere esposte ad agenti biologici (malattie infettive) e a lavorare in un microclima ed inoltre se lavorano con bambini portatori di handicap gravi spesso si vedono costrette a effettuare sforzi fisici notevoli per aiutare il loro assistito durante la vita quotidiana in classe;
  • Le collaboratrici scolastiche: il loro sforzo fisico durante il lavoro è notevole come il pericolo di colpi e urti ma anche l’esposizione ad eventuali agenti biologici (come nei casi precedenti) ed in più il contatto con agenti chimici (prodotti per le pulizie);
  • Le impiegate (segreteria, biblioteca e simili): per le lavoratrici madri appartenenti a questa categoria possono influire sulla salute posture scorrette e prolungate.

Per le insegnanti le problematiche citate si riferiscono sia alle donne che lavorano nella Scuola dell’Infanzia, sia in quella Primaria e Secondaria. Il datore di lavoro deve trovare una diversa mansione che possa far lavorare la neomamma in posizione seduta, non soggetta a carichi pesanti, non esposta a colpi o urti o in qualunque attività che ne possa pregiudicare la sua salute e del suo bambino e nel caso rivedere anche gli orari di lavoro. In caso contrario è prevista l’astensione di 7 mesi dopo il parto.

VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in una nota del 14 novembre 2005 (prot. n. 15) affermava che:

tali astensioni possono essere concesse solo dopo valutazioni molto rigorose dei rischi effettivamente presenti nelle varie situazioni lavorative, atteso che le lavoratrici operano in strutture che non sono genericamente assimilabili a centri di igiene mentale o a reparti di malattie infettive. A tal proposito, si evidenzia come, in sede di sopralluogo ispettivo, debba essere posta particolare attenzione al documento di valutazione dei rischi, che il datore di lavoro è tenuto ad istituire ai sensi dell’art. 11 Dlgs n. 626/1995 ed ad integrare ai sensi dell’art. 11 Dlgs n. 151/2001. Infatti, la corretta e puntuale valutazione dei rischi, unitamente al coordinamento ed alla supervisione a cui sono soggette le attività lavorative in questione, possono condurre ad un abbattimento del numero dei provvedimenti di astensione fino a sette mesi dopo il parto”.

Quindi, nel caso in cui i risultati della valutazione dei rischi rivelino la presenza di uno o più rischi per la sicurezza e la salute della lavoratrice (agenti biologici, rischio toxoplasmosi, virus della rosolia, ecc.) il Dirigente scolastico sarà tenuto ad allontanare immediatamente la dipendente da una eventuale situazione di rischio, adibendola ad altre mansioni o comunque modificando l'organizzazione del lavoro.
Per la lavoratrice con contratto presso più datori di lavoro (per esempio docenti in servizio in più scuole o plessi o insegnanti in regime di part-time), è possibile da parte della DPL, dopo gli opportuni accertamenti, disporre esiti diversi e cioè l’adozione del provvedimento di interdizione solo con riferimento ad uno soltanto di tali rapporti.

TERMINE

L'interidizione dal lavoro può essere disposta fino al settimo mese di vita del bambino e comunque non oltre la durata del contratto. Ciò significa che, qualora si tratti di un docente con contratto a tempo determinato, l'interdizione dal lavoro e il diritto a percepire la piena retribuzione economica all'100% dell'ultimo stipendi percepito, spetterà fino al termine del contratto e non oltre. Non spetta, invece, il diritto a percepire l'indennità fuori nomina corrispondente all'80% (che, invece, spetta nel caso di maternità o di interdizione anticipata).
L'interdizione in questione è connessa alle particolari "condizioni di lavoro a rischio" per cui presuppone l'esistenza di un rapporto di lavoro in corso, in mancanza del quale non si avrà diritto ad alcuna indennità.

RICHIESTA ALLA DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO

Per chiedere l'interdizione dal lavoro, la madre deve presentare una comunicazione scritta alla Direzione Provinciale del Lavoro indicando i rischi per il puerperio e l'allattamento (esposizione ad agenti biologici, radiazioni, assistenza e cura ai malati di mente, esposizione a sostanze tossiche, esposizione a rumore, movimentazione manuale di pesi, lavoro notturno, ecc.).

Modulo di domanda

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