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Il GISS – Italia, insieme agli idonei sostegno siciliani per la scuola secondaria, chiede il riconoscimento al diritto dei palermitani ad iscriversi presso l’Ateneo della propria città ora che avvierà i corsi, con l’ampliamento delle deroghe ai residenti.

giss

 

Il caso di Palermo.

L’anno scorso è stato pubblicato un articolo esaustivo al riguardo:

L’Università di Palermo si distingue dagli altri atenei italiani per quanto riguarda il corso di sostegno. Niente a che vedere, però, con innovative misure didattiche.

L’Ateneo del capoluogo siciliano è l’unico in tutta Italia a non attivare i corsi per insegnanti di sostegno nella scuola secondaria (scuole medie e superiori). Gli unici corsi ad essere attivati sono quelli per poter insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria: nello specifico sono stati previsti 100 posti per l’infanzia e 340 per la primaria".

Questo è quanto pubblicato da Andrea Carlino il 06/03/2019.

L’anno scorso i tanti aspiranti insegnanti di sostegno per la scuola secondaria che attendevano di potere partecipare a Palermo, si sono visti costretti, per la seconda volta, a spostarsi per concorrere alle selezioni (test, prova scritta, prova orale) presso sedi diverse da quella di residenza.

Finalmente l’Università di Palermo, a fronte delle tante richieste e proteste ricevute, ha deciso di mettersi al pari con gli altri Atenei d’Italia e nel c.a. 2020 attiverà i corsi.

Gli idonei sostegno per la scuola secondaria che hanno, per un disservizio pubblico, concorso altrove, chiedono di potere frequentare i corsi nella propria città di residenza, senza dovere fare i bagagli per seguire un corso che non sarà certo differente presso altro Ateneo.

L’Università di Palermo non ha idonei per la scuola secondaria, per cui potrebbe, ed a nostro avviso dovrebbe, accogliere gli idonei residenti nella propria città.

L’Ateneo del capoluogo siciliano da anni tiene le porte chiuse, i palermitani hanno dovuto iscriversi forzatamente altrove per ottenere l’idoneità al corso.

Cosa bisogna fare ?

Ripetere le prove di accesso come se il dispendio di energie, di impegno, di stress ed anche economico (iscrizione alle prove, pullman/treno/macchina, pernottamenti) già affrontati e superati non avessero alcuna importanza?

Gli Atenei permetteranno di ripetere le prove, nonostante l’idoneità, senza precludere tale possibilità avvalendosi delle preiscrizioni?

Ed ancora, aggiungiamo le difficoltà legate alle vecchie e nuove interruzioni autostradali da Palermo ad Enna, Messina, Catania e ritorno; i conseguenti lunghi tempi di tragitto, in particolare durante i mesi invernali, i costi legati a questi spostamenti oltre quelli per l’alloggio e il vitto che si sommano a quelli non indifferenti stabiliti per la frequenza ai corsi, ad esempio ai 3700 euro di Enna.

Il lavoro?

Le convocazioni e gli incarichi per le supplenze si ricevono solo nella provincia scelta, nel nostro caso Palermo, ovviamente.

La famiglia?

 I delegati dei Rettori delle quattro università siciliane, riunitesi in un tavolo tecnico il 20 novembre u.s., hanno convenuto che tali deroghe “potranno essere concesse, previa attenta valutazione delle singole richieste, nei casi di grave malattia comprovata e documentata, nei casi di maternità ovvero in compensazione e a numero invariato di idonei nelle sedi siciliane” .

così ci è stato risposto.

Sempre porte chiuse per questi idonei.

Per tutti questi motivi, ma soprattutto perché non è stata data loro la possibilità di concorrere nella propria città, chiediamo il riconoscimento al diritto di iscrizione nella città di appartenenza ampliando le deroghe ai residenti.

Solidarietà ai bolognesi!

A coloro che intendono concorrere per accedere al TFA, non potranno presso l’Università della loro città e solidarietà agli idonei privati della loro sede.

Tutto quanto ciò a dispetto del fabbisogno nazionale di docenti specializzati e formati.

GISS - Italia

idonei alla specializzazione sostegno

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