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Il nostro ordinamento giuridico riconosce alle persone disabili o invalide una serie di agevolazioni in materia di assunzioni e concorsi. Questi benefici sono attribuiti talvolta a categorie parzialmente non coincidenti per cui è opportuno fare chiarezza.
disabile


INVALIDITÀ CIVILE  E TITOLO DI PREFERENZA
Sono considerati mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo (compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico o per insufficienze mentali dovute a difetti sensoriali e funzionali), che hanno subito una riduzione permanente della capacità lavorativa di almeno un terzo o, se minori, con persistenti difficoltà nel fare i compiti e nelle funzioni proprie della loro età.

Il grado minimo per la qualifica di invalido civile è di un terzo (33%) della riduzione permanente di capacità lavorativa, determinato da una tabella approvata con decreto del Ministro della Sanità del 5 febbraio 1992.
Non rientrano tra gli invalidi civili gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro e gli invalidi per servizio, riconosciuti tali per cause specifiche dovute alla guerra, alla prestazione lavorativa (per i lavoratori privati) o a un servizio (per i dipendenti pubblici e le categorie assimilate).
Nei concorsi pubblici, a parità di merito e di titoli, hanno titolo di preferenza alcune categorie di cittadini che sono indicati all'art. 5 comma 4 del DPR 9 maggio 1994, n. 487. Tra questi vi rientrano gli  i mutilati ed invalidi di guerra, gli invalidi per servizio e i mutilati e gli invalidi per servizio.
Pertanto, se due o più candidati ottengono, a conclusione delle operazioni di valutazione dei titoli e delle prove di esame, pari punteggio, viene preferito il candidato invalido.

TITOLI DI RISERVA
Secondo l'art. 3 della legge 68/99 i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette nella seguente misura:
a) 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
b) 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
c) 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

La legge 12 marzo 1999, n. 68 distingue  i lavoratori appartenenti alle categorie protette in “disabili” e “altre categorie”.  I disabili sono:
  • invalidi civili con percentuale minima di invalidità pari o superiore al 46%
  • invalidi del lavoro con percentuale minima di invalidità pari o superiore al 34%;
  • non vedenti (rientrano in tale categoria le persone colpite da cecità assoluta o con residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi anche con correzione di lenti);
  • non udenti (persone colpite da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio ai sensi della legge 381/70)
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi di servizio (T.U. pensioni di guerra - DPR 915/78 e successive modifiche).
Le  altre categorie protette di cui all’art. 18, della Legge 68/99 sono:
  • orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per cause di lavoro, di guerra e di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni (inclusi gli orfani, le vedove e i familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata ex L. 407/98); (*)
  •  soggetti equiparati, ovvero coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, lavoro e servizio. (*)
  • profughi italiani rimpatriati riconosciuti ai sensi della legge 763/81;
Per poter usufruire della riserva dei posti i soggetti in questione devono dichiarare di essere iscritti nelle liste di collocamento obbligatorio previste dall'art. 8 della legge 68/1999. La riserva in questione opera sia per le assunzioni derivanti dalle procedure concorsuali sia per quelle derivanti dalle GAE. Non opera invece per quanto riguarda le supplenze derivanti dalle graduatorie d'istituto.
A tal fine, il titolo di riserva può essere inserito nel momento dell'aggiornamento annuale delle GAE. 
Per quanto riguarda i concorsi, il titolo di riserva deve essere dichiarato entro il termine di presentazione delle domande di partecipazione al concorso (in quanto tutti i titoli, compresi i titoli di riserva, vanno posseduti entro la scadenza delle domande di partecipazione al concorso).

Per quanto riguarda le nomine in ruolo nell'effettuazione delle nomine si procede in conformità alla C.M. 248 del 7.11.2000:

a) innanzitutto è necessario verificare in ogni provincia, tramite gli appositi tabulati messi in linea dal sistema informativo, che le aliquote previste per le due categorie (invalidi: 7% riserva N; orfani 1% riserva M) non siano sature (ossia che ci siano effettivamente riservisti da assumere). Nel caso in cui le aliquote siano già sature non si procede a nuove assunzioni di riservisti.

b) si dovrà quindi procedere al calcolo dei posti da destinare ai riservisti tenendo presente che a tale personale va attribuito fino ad un massimo del 50% dei posti destinati alle nomine in ruolo. Detto 50% va ulteriormente distribuito a metà tra gli aspiranti inclusi nelle graduatorie dei concorsi ordinari e nelle graduatorie ad esaurimento.

In presenza di un solo posto non si procede alla nomina del riservista. In caso di posti dispari, l’unità eccedente va attribuita agli aspiranti non riservisti. Qualora non siano più presenti riservisti di una categoria, i posti vanno attribuiti all'altra categoria rispettando in ogni caso la percentuale attribuita ai riservisti. 


PRIORITÀ DELLA SCELTA DELLA SEDE PER I DOCENTI DISABILI GRAVI
Ai sensi dell'art. 33 della Legge 104/92 le persone disabili hanno diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. Questo significa che nell'ambito delle operazioni di assunzioni, i docenti disabili avranno diritto a scegliere la sede di servizio con priorità rispetto agli altri docenti inseriti nelle rispettive graduatorie.

PRIORITÀ DELLA SCELTA DELLA SEDE PER I DOCENTI DISABILI CON INVALIDITÀ CIVILE
Analogamente a quanto detto nel paragrafo precedente, l'art. 21 della Legge 104/92 prevede che la persona disabile con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, ha diritto:

  • alla scelta prioritaria tra le sedi disponibili;
  • alla precedenza in sede di trasferimento a domanda



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