Questo sito utilizza cookie per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca su maggiori informazioni. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie. Per nascondere questo messaggio clicca su chiudi.

GRADUATORIE D'ISTITUTO, MAD, CONCORSI, GAE, MOBILITÀ,  PERMESSI, ATA, SUPPLENZE.

OBIETTIVO SCUOLA

PORTALE D'INFORMAZIONE SCOLASTICA



Il TAR Lazio con sentenza n. 08965/2019 in merito al ricorso presentato ai fini della valutazione del servizio di pre-ruolo svolto nelle scuole paritarie ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario innanzi al quale il ricorso potrà essere riassunto nei termini e per gli effetti dell’art. 11, comma 2, c.p.a.
tar lazio.jpg
Questo perché le Sezioni Unite, in sede di regolamento di giurisdizione riguardante la medesima ordinanza ministeriale qui impugnata, hanno precisato che “sussiste la giurisdizione ordinaria in quanto trattasi della fase esecutiva del rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A. e, precisamente, l'ordinanza impugnata riguarda le modalità attuative della I. n. 107/2015 e del CCNL Integrativo concernente la mobilità del personale docente e ATA per l'anno scolastico 2016/2017. Il provvedimento impugnato è atto di mera gestione della mobilità del personale scolastico in relazione a rapporti di lavoro già in essere e non costituisce atto di macro organizzazione".

In sostanza deve essere affermata la giurisdizione del giudice ordinario, posto che il giudizio ha ad oggetto situazioni giuridiche soggettive inerenti il rapporto di lavoro privatizzato e più in particolare atti di gestione posti in essere posti in essere con la capacità e i poteri propri del privato datore di lavoro, in conseguenza dell’applicazione in via diretta dei criteri di mobilità stabiliti dal CCNI.


Pubblicato il 05/07/2019

N. 08965/2019 REG.PROV.COLL.

N. 06643/2019 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 6643 del 2019, proposto da 
Sabrina Alunni Boldrini, Monia Alunno, Rita Maria Antonietta Arbia, Stefania Balzarini, Laura Bargagna, Prisca Bassotti, Simona Battisti, Claudia Benedetti, Silvia Berzilli, Teodolinda Bianchini, Alessandra Bigarini, Sara Bistoni, Anna Maria Boschetti, Maria Assunta Brandimarte, Caterina Calabresi, Daniela Calzoni, Catia Casci, Daniela Chiavini, Roberta Comodi, Tiziana Comodi, Maddalena Costantini, Valentina Cricchi, Tiziana Cupello, Michela Della Massa, Sonia Beatrice Della Massa, Leonardo Deplanu, Rosa D'Errico, Carmela De Simone, Simona Di Fabio, Maria Di Maro, Marilena Dorilli, Andrea Durastanti, Giuseppina Esposito, Carla Evangelisti, Serenella Ferrini, Fabio Fibucchi, Antonella Foiano, Maria, Foti, Angela Franco, Michela Fratalocchi, Cristina Gazzellini, Elisabetta Giacanelli, Caterina Laura, Paola Leggerini, Daniela Macchioni, Maria Grazia Magrini, Morena Magrini, Sara Manoni, Giovanni Manuali, Benedetta Mariotti, Erica Martini, Daniela Massimino, Federica Mencarelli, Marta Mencarelli, Paola Mercorella, Letizia Merlini, Angela Monotti, Federica Monteforti, Tiziana Mosca, Michela Muti, rappresentati e difesi dagli avvocati Maria Rita Fiorelli, Fabio Buchicchio, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Giovanni Corbyons in Roma, via Cicerone 44; 
Silvia Nano, Monica Nappini, Alessandra Orsini, Fausto Paffi, Edoardo Panfili, Silvia Parisi, Patrizio Pesciaoli, Patrizia Pigliapoco, Cinzia Pimpolari, Benedetta Ponti, Lucia Radicchi, Elena Roscini, Francesca Roscini, Susanna Rosi, Roberta Rossi, Diana Santinelli, Mariangela Sassoli, Tiziana Scassellati, Immacolata Schettino Edvige, Nancy Seccafieno, Elena Sgaravizzi, Cinzia Siena, Sara Sportoletti, Rachele Tesei Clara Umbra, Daniela Todini, Annunziata Tuosto, Maria Turco, Alessio Umbrico, Giusi Valenza, Laura Violini, Simona Volpi, Barbara Cacciamani, Tiziana Cicioni, rappresentati e difesi dagli avvocati Fabio Buchicchio, Maria Rita Fiorelli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Giovanni Corbyons in Roma, via Cicerone 44; 

contro

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; 

nei confronti

Ufficio Scolastico Regionale Umbria, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Ufficio Scolastico Regionale per L'Umbria – Ambito Territoriale per la Provincia di Perugia, Ufficio Scolastico Regionale per L'Umbria – Ambito Territoriale per la Provincia di Terni, Federazione Lavoratori della Conoscenza – Confederazione Generale Italiana Lavoratori (F.L.C. – C.G.I.L.), Sigfrido Antonini, Daniele Bernardini non costituiti in giudizio; 

per l'annullamento

a) dell'Ordinanza del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca – Ufficio Gabinetto del MIUR – dell'8.3.2019 n. 203, sottoscritta personalmente dal Ministro, con cui è stata disciplinata “la mobilità del personale docente, educativo ed ATA per l'anno scolastico 2019/2020” e relativi allegati e note nella parte in cui, anche all'esito di un'esegesi interpretativa, non consente la valutazione, ai fini della compilazione delle graduatorie di mobilità, del punteggio afferente al servizio pre ruolo prestato dai ricorrenti negli istituti paritari e, comunque, nella parte in cui, per il personale docente, educativo ed A.T.A., viene stabilita l'equiparazione del punteggio fra servizio pre-ruolo e servizio di ruolo, ad eccezione del servizio pre ruolo svolto nelle scuole paritarie;

b) di ogni altro atto e provvedimento, anche non conosciuto, presupposto, consequenziale e comunque connesso e/o collegato e/o presupposto e conseguenziale, pure non conosciuto, ivi compreso, in parte qua, il CCNI concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 2021/22, sottoscritto in data 6.3.2019 tra il Ministero e le Organizzazioni Sindacali e richiamato nella citata Ordinanza 203/2019, nella parte in cui, anche all'esito di un'esegesi interpretativa, non permette la valutazione del servizio pre – ruolo prestato nelle scuole paritarie, nonché i seguenti allegati al citato CCNI:

b1) l'ALLEGATO 2 TABELLE DI VALUTAZIONE DEI TITOLI:

b2) la- TABELLA A – TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI AI FINI DEI TRASFERIMENTI A DOMANDA E D'UFFICIO DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO;

b3) LA TABELLA B “TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI AI FINI DELLA MOBILITÀ PROFESSIONALE DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO”,

b4) le “NOTE COMUNI ALLE TABELLE DEI TRASFERIMENTI A DOMANDA E D'UFFICIO E DEI PASSAGGI DEI DOCENTI DELLE SCUOLE DELL'INFANZIA, PRIMARIA SECONDARIA DI I GRADO E DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI II GRADO ED ARTISTICA E DEL PERSONALE EDUCATIVO”, nella parte in cui prevedono espressamente: “il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione di carriera. E' fatto salvo il riconoscimento del servizio prestato:

a) fino al 31.08.2008 nelle scuole paritarie primarie che abbiano mantenuto lo status di parificate congiuntamente a quello di paritarie;

b) nelle scuole paritarie dell'infanzia comunali

c) nelle scuole secondarie pareggiate…”, nonché

PER LA DECLARATORIA del diritto dei ricorrenti alla rettifica del punteggio di ciascuno di essi alla luce del servizio pre ruolo prestato gli Istituti Paritari, nonché dell'obbligo delle Amministrazioni competenti (Usr per l'Umbria e relative articolazioni provinciali) di valutare il servizio pre-ruolo presso gli Istituti Paritari nella graduatoria di mobilità, a partire dall'anno scolastico 2019/20 e per gli anni successivi, sia ai fini della ricostruzione della carriera, sia ai fini della modifica della posizione nella graduatoria per la mobilità, a partire dall'a. s. 2019/20 e per quelli a seguire, e della conseguente, corretta individuazione della sede di servizio effettivamente spettante in base al corretto punteggio dovuto.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca e di Ufficio Scolastico Regionale Umbria;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2019 la dott.ssa Claudia Lattanzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

I ricorrenti hanno impugnato, con il ricorso originario, l’ordinanza ministeriale dell’8 aprile 2016 avente ad oggetto la disciplina della mobilità del personale docente, educativo e ATA per l’anno scolastico 2016/2017, nella parte in cui non ha previsto l’attribuzione di alcun punteggio per il servizio pre-ruolo prestato presso le istituzioni scolastiche paritarie, e, con i successivi motivi aggiunti ha impugnato le graduatorie di mobilità.

Alla camera di consiglio del 2 luglio 2019, avvertite le parti ex art. 73 c.p.a. su un possibile difetto di giurisdizione e ex art. 60 c.p.a, il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione.

Le Sezioni Unite, in sede di regolamento di giurisdizione riguardante la medesima ordinanza ministeriale qui impugnata, hanno precisato che “sussiste la giurisdizione ordinaria in quanto trattasi della fase esecutiva del rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A. e, precisamente, l'ordinanza impugnata riguarda le modalità attuative della I. n. 107/2015 e del CCNL Integrativo concernente la mobilità del personale docente e ATA per l'anno scolastico 2016/2017. Il provvedimento impugnato è atto di mera gestione della mobilità del personale scolastico in relazione a rapporti di lavoro già in essere e non costituisce atto di macro organizzazione.

E' noto che sono devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie concernenti gli atti amministrativi adottati dalle Pubbliche Amministrazioni nell'esercizio del potere loro conferito dall'art. 2, comma primo, del d.lgs. n. 29 del 1993 (riprodotto nell'art. 2 del d.lgs. n. 165 del 2001) aventi ad oggetto la fissazione delle linee e dei principi fondamentali della organizzazione degli uffici - nel cui quadro i rapporti di lavoro si costituiscono e si svolgono - caratterizzati da uno scopo esclusivamente pubblicistico, sul quale non incide la circostanza che gli stessi, eventualmente, influiscono sullo "status" di una categoria di dipendenti, costituendo quest'ultimo un effetto riflesso, inidoneo ed insufficiente a connotarli delle caratteristiche degli atti adottati "iure privatorum" ( cfr , tra le tante , Cass. SU n 8363/2007).

Nell'emanazione di tali atti organizzativi la Pubblica Amministrazione datrice di lavoro esercita un potere autoritativo in deroga alla generale previsione del successivo art. 5 secondo cui la gestione del rapporto avviene con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro. Spetta, invece, al giudice ordinario pronunciarsi sull'illegittimità e/o inefficacia di atti assunti dalla PA con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato (art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001), di fronte ai quali sono configurabili solo diritti soggettivi; ne' la giurisdizione del giudice del lavoro soffre deroga per il fatto che venga in questione un atto amministrativo presupposto, che può essere disapplicato a tutela del diritto azionato (cfr , tra le tante, ord. 15904/2006, ord. n 3032/2011,ord. n. 16756/2014).

Va, altresì, ricordato, ad ulteriore conforto della sussistenza della giurisdizione ordinaria, che il T.0 .n 297/1994 con gli art 462/489 regola i trasferimenti di sede, cioè la mobilità territoriale (art. 462-489), nonché la mobilità professionale (passaggi di cattedra e di ruolo), demandando a specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione la definizione di tempi e modalità, dell'ordine di priorità tra le varie operazioni di mobilità, dei criteri e modalità di formazione delle relative graduatorie (art. 470), compresa la percentuale delle cattedre e dei posti disponibili da applicare annualmente per i passaggi di cattedra e di ruolo (art. 471).

Il dlgs n 297/1994, dunque, considera la materia della mobilità oggetto di contrattazione collettiva e perciò, necessariamente, sottratta all'ambito dei poteri amministrativi ed autoritativi dell'amministrazione (cfr Cass. SU n 6421/2005)” (sent. 8821/2018).

Nel caso in esame, le contestazioni attengono a profili specificatamente disciplinati dal CCNI.

In particolare l’art. 13, comma 1, punto IV), del CCNI disciplina la precedenza per l’assistenza al genitore da parte del figlio individuato come referente unico, mentre la tabella di valutazione dei titoli ai fini dei trasferimenti (tabella A) e la tabella di valutazione dei titoli ai fini della mobilità professionale (tabella B), allegate al suddetto CCNI sulla mobilità, prevedono, al punto B), che “per ogni anno di servizio pre ruolo o di altro servizio di ruolo, riconosciuto o riconoscibile ai fini della carriera”, devono attribuirsi punti 6 nelle procedura relativa alla mobilità volontaria, e le “note comuni” apposte in calce alle medesime tabelle stabiliscono che “il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione della carriera”.

L’ordinanza ministeriale si limita a disciplinare i termini e le modalità di presentazione delle domande.

In sostanza deve essere affermata la giurisdizione del giudice ordinario, posto che il giudizio ha ad oggetto situazioni giuridiche soggettive inerenti il rapporto di lavoro privatizzato e più in particolare atti di gestione posti in essere posti in essere con la capacità e i poteri propri del privato datore di lavoro, in conseguenza dell’applicazione in via diretta dei criteri di mobilità stabiliti dal CCNI.

Le spese possono essere eccezionalmente compensate stante la natura della controversia.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario innanzi al quale il ricorso potrà essere riassunto nei termini e per gli effetti dell’art. 11, comma 2, c.p.a.

Spese compensate

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2019 con l'intervento dei magistrati:

Giuseppe Sapone, Presidente

Alfonso Graziano, Consigliere

Claudia Lattanzi, Consigliere, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Claudia Lattanzi Giuseppe Sapone

IL SEGRETARIO

 

 

Pin It


MAD doocenti.it

concorso a cattedra 2019

SCONTO 20% LIBRI EDISES

Sconti Libri Edises 20%

calcola supplenze

banner scuola piccolo 2019 51

banner infanzia primaria piccolo 1