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GRADUATORIE D'ISTITUTO, MAD, CONCORSI, GAE, MOBILITÀ,  PERMESSI, ATA, SUPPLENZE.

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L'inserimento con riserva in una graduatoria (di merito o ad esaurimento) può avvenire essenzialmente per due ragioni:
1) in forza di un provvedimento giudiziario che ne disponga l'inserimento in attesa del giudizio di merito;
2) in base al bando, qualora questo preveda la possibilità di partecipare al concorso o di inserirsi nelle graduatoria con riserva. In quest'articolo affrontiamo la prima questione.
punto domanda 2
GLI EFFETTI DELL'INSERIMENTO IN GRADUATORIA CON RISERVA
La questione relativa alla possibilità da parte dei docenti inseriti in graduatoria con riserva in forza di provvedimenti giudiziari, è certamente una delle più controverse. In passato il MIUR riteneva che l'inserimento con riserva non attribuisse il diritto alla stipula di contratti ma al più solo il diritto a vedere accantonato il posto in attesa dello scioglimento della riserva. 
Ancora oggi sono presenti alcuni retaggi di questa impostazione. Ad esempio, la nota dell'USR Puglia per le assunzioni 2017\2018 in cui si afferma che:

Gli aspiranti presenti in graduatoria, ammessi con riserva a seguito di provvedimento giurisdizionale, potranno effettuare la scelta dell’ambito, ma non beneficeranno del contratto a t.i. fino alla conclusione del giudizio di merito".

Nello stesse senso si è mosso anche l'USR Lazio che però prevedeva un diverso trattamento per gli aspiranti presenti in graduatoria a seguito di giudizio di ottemperanza, ai quali veniva assegnata la nomina in ruolo benché con la previsione della clausola risolutoria espressa operante in caso di giudizio di merito negativo.

Secondo il Consiglio di Stato, l'inserimento in graduatoria con riserva deve intendersi pienamente anticipatorio della tutela richiesta fino alla definizione nel merito della vicenda processuale, cosicché l'inserimento in graduatoria con riserva deve attribuire le medesime utilità ad essa connaturate e discendenti, ivi incluse la destinazione di proposte di assunzione sia a tempo determinato che a tempo indeterminato (Nota Miur n. 5237 del 24 febbraio 2016).
In altri termini, per il giudice amministrativo l’inserimento in G.A.E. “con riserva” deve essere intesa in modo non ostativo della possibilità di consentire la stipula di contratti a tempo determinato ed indeterminato.

Nella stessa direzione si muove l'annuale circolare per le supplenze laddove si afferma che «E’ possibile conferire incarichi a tempo determinato con apposizione di clausola risolutiva condizionata alla definizione nel merito del giudizio pendente, ai docenti risultati destinatari di pronunce giudiziali favorevoli in forza delle quali, il disposto inserimento con riserva nelle graduatorie ad esaurimento o di istituto, risulti configurato dal giudice come pienamente anticipatorio di tutte le utilità ad esso connesse» (Circolare supplenze 2017\2018 MIUR). Pertanto, è possibile conferire incarichi a tempo determinato anche a docenti iscritti nelle graduatorie con riserva ma, secondo quanto afferma la nota, è necessario che il provvedimento giudiziario (decreto monocratico od ordinanza cautelare) preveda espressamente la possibilità di ottenere incarichi a tempo determinato o indeterminato.
Di diverso avviso sembra essere l'USR Marche secondo cui "dall
’inserimento dei docenti in oggetto nella seconda fascia delle GI devono discendere tutte le utilità giuridiche ed economiche ad esso connesse; pertanto laddove uno di costoro entri in turno di nomina dovrà essergli stipulato un contratto di supplenza produttivo di ogni effetto economico e giuridico". Secondo tale posizione quindi sarebbe di per sé l'inserimento in graduatoria a far scattare le utilità connesse e non quanto disposto nel provvedimento giudiziario.
In conclusione, benché la giustizia amministrativa abbia espresso un ormai consolidato orientamento che consente ai docenti iscritti con riserva la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato o indeterminato, non sempre l'amministrazione scolastica sembra recepirla pedissequamente, a volte negando la possibilità di stipulare dei contratti (vedi note USR Puglia e Lazio), a volte imponendo ulteriori paletti (l'espressa previsione nella sentenza della possibilità di ottenere incarichi a tempo determinato o indeterminato).

In ogni caso, qualora si assumano docenti iscritti in graduatoria con riserva, il relativo contratto dovrà necessariamente contenere la seguente clausola risolutiva espressa: «Il presente contratto è concluso in esecuzione di provvedimento giurisdizionale non definitivo e sarà risolto in caso di esito del giudizio favorevole all'Amministrazione».
Ciò significa che, nel caso di sentenza di merito negativa, i docenti in questione saranno depennati dalle graduatorie, saranno annullati gli atti di individuazione del docente come destinatario del relativo incarico e i dirigenti scolastici adotteranno i decreti di risoluzione del contratto sulla base della suddetta clausola risolutiva.

Nota 4602 del 28/09/2017 USR Basilicata
Circolare supplenze 2017\2018 MIUR
Nota 24 febbraio 2016
Nota USR Puglia assunzioni 2017\2018

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