OBIETTIVO

SCUOLA



L'accesso ai ruoli (assunzione a tempo indeterminato) del personale docente della scuola, ai sensi dell'art. 399, comma 1, del Testo Unico della scuola (d. lgs 297/1994), ha luogo, per il 50% dei posti annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50%, attingendo alle graduatorie permanenti (adesso chiamate graduatorie ad esaurimento).
Nel caso in cui la graduatoria di un concorso per titoli ed esami sia esaurita e rimangano posti ad esso assegnati, si attingerà dalla corrispondente graduatoria ad esaurimento e viceversa. Detti posti vanno reintegrati in occasione della procedura concorsuale successiva (art. 399 comma 2, d. lgs 297/1994).

GRADUATORIE PERMANENTI (OGGI AD ESAURIMENTO) - 50% DEI POSTI ANNUALMENTE DISPONIBILI
Le graduatorie ad esaurimento, disciplinate dall'art. 401 del Testo Unico della scuola e istituite con la Legge 124 del 1999 consentivano l'iscrizione ai docenti in possesso di relativa abilitazione all'insegnamento. Tali graduatorrie, che di fatto costituivano un concorso per soli titoli, ai candidati veniva attribuito un punteggio sulla base dei titoli posseduti e della relativa tabella di valutazione dei titoli. Da queste graduatorie si attingeva (e si attinge) non solo per l'accesso ai ruoli, ma anche per il conferimento delle supplenze annuali (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno).
Senonché con la legge 296/2006, si decise di trasformare tali graduatorie da permanenti ad esaurimento con un piano straordinario di 150.000 nuovi immissioni in ruolo e stabilendo la chiusura di tali graduatorie a nuovi inserimenti a partire dall'anno 2008 (fatta salva la possibilità attribuita ai docenti allora iscritti a corsi abilitanti, di iscriversi con riserva in attesa del conseguimento del titolo).

Oggi tali graduatorie ad esaurimento sono pertanto chiuse a nuovi inserimenti ma ciò nonostante restano in molti casi e in molte regioni ancora colme di candidati, per cui fino al loro esaurimento si continuerà ad attingere da tali graduatorie per il 50% delle nuove assunzioni.

CONCORSI PER TITOLI ED ESAMI 50% DEI POSTI ANNUALMENTE DISPONIBILI

I concorsi per titoli ed esami vengono di regola banditi con cadenza trinnale, previa verifica dell'effettiva di disponibilità di cattedre o di posti di insegnamento, e su base regionale. Le commissioni giudicatrici dispongono complessivamente di 100 punti di cui 80 per le prove e 20 per la valutazione dei titoli. Le graduatorie relative ai concorsi per titoli ed esami hanno validità per i tre anni indicati nei bandi. 
Conseguono la nomina i candidati dichiarati vincitori che si collocano in una posizione utile in relazione al numero delle cattedre o dei posti messi a concorso (art. 400 comma 19 d.lgs 297/1994). Tale norma, così modificata dalla Legge 107/2015, fornisce delle più ampie garanzie di assunzione nei confronti dei vincitori, i quali hanno diritto ad essere assunti entro il termine di validità della graduatoria fatta salva la possibilità che il legislatore possa prorogare tale validità. In altri termini, il legislatore può prolungare i termini di validità della graduatoria ma resta fermo il diritto dei vincitori ad essere assunti.
Discorso diverso si deve fare, invece, per i c.d. "idonei non vincitori", cioè coloro che, pur superando tutte le prove concorsuali non si collocano entro il numero di posti banditi. Essi non hanno un diritto generale ad essere assunti ma solo il diritto al c.d. "scorrimento" cioè ad essere assunti qualora, entro il periodo di validità delle graduatorie, si dovessero liberare un maggior numero di posti rispetto a quelli banditi. 
Inoltre, come dispone l'art. 400 comma 14 l'inclusione nelle graduatorie di merito di precedenti concorsi per titoli ed esami, può essere valorizzata in termini di punteggio.

LE NOVITA' INTRODOTTE DAL D.LGS 59/2017 PER LA SCUOLA SECONDARIA

Il D.lgs 59/2017 ha introdotto delle profonde novità in merito al reclutamento e all'accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria. Viene introdotto il c.d. "FIT" (Formazione Iniziale e Tirocinio) consistente in un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale e un successivo percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente. Al termine del percorso triennale, previo superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso formativo si accede ai ruoli a tempo indeterminato.
Il concorso è bandito con cadenza biennale (invece che triennale), per la copertura dei posti che si prevede si rendano vacanti e disponibili nel terzo e quarto anno scolastici successivi a quello in cui è previsto l'espletamento delle prove concorsuali (questo perché solo al terzo anno i vincitori del concorso andranno a coprire posti vacanti e disponibili). Sulla base della graduatoria di merito i vincitori del concorso sono ammessi al percorso FIT in due successivi scaglioni annuali, nel limite dei corrispondenti posti che si prevede si rendano vacanti e disponibili rispettivamente nel terzo e quarto anno successivo a quello in cui è previsto l'espletamento delle prove concorsuali.
Il bando di concorso indicherà contingenti separati, per ciascuna sede concorsuale regionale o interegionale, per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto: posti relativi alle classi di concorso per la scuola secondaria, anche raggruppati in ambiti disciplinari, posti relativi alle classi di concorso degli insegnanti tecnico pratici (ITP) e posti di sostegno.
I candidati in possesso dei requisiti di accesso prescritti, possono concorrere in una sola regione, per tutte le tipologie di posto o classi di concorso messe a concorso nella stessa.
L'art. 3 comma 7 prevede che l'elenco dei titoli valutabili e il loro punteggio sarà individuato con successivo decreto fermo restando la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca e il possesso di ulteriori CFU nell'ambito della pedagogia speciale e didattica dell'inclusione


REQUISITI DI ACCESSO
I requisiti per l'accesso al concorso, sia per posti comuni, sia per posti di sostegno che anche per posti di insegnante tecnico pratico sono i seguenti:

1) Il possesso del titolo di studio prescritto dal DPR 19/2016 (tabelle A e B) per l'accesso alla classe di concorso di interesse. A seconda dei casi quindi si tratterà della laurea magistrale, specialistica, vecchio ordinamento, del diploma di II livello di alta formazione artistica, musicale o coreutica e degli eventuali ulteriori requisiti prescritti dal DPR 19/2016. Per le classi di concorso ITP è richiesto il corrispondente diploma previsto dalla tabella B allegata al DPR 19/2016. Tuttavia, per i concorsi banditi successivamente all'a.a. 2024/2025 sarà richiesto il possesso della laurea triennale (o titolo equipollente).
Per verificare i requisiti di accesso alle classi di concorso si veda l'utilissima applicazione predisposta dalla CGIL.

2) 24 CFU (Crediti formativi universitari) o CFA (Crediti formativi accademici) garantendo comunque il possesso di almeno 6 CFU\CFA in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: a) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione; b) psicologia; c) antropologia; d) metodologie e tecnologie didattiche. 
Tali CFU possono essere acquisiti in forma curriculare (durante gli studi universitari), aggiuntiva o extracurriculare. 

In via transitoria, per i concorsi banditi prima dell'a.a. 2024/2025, tale requisito non è prescritto per i docenti che concorrono per classi di concorso di insegnante tecnico pratico (ITP) [art. 22 d. lgs 59/2017].

N.B.: Non costituisce requisito di accesso al concorso il possesso di alcuna certificazione (linguistica o informatica). L'accertamento delle conoscenze di una lingua straniera al livello almeno B2 e delle abilità informatiche sarà effettuato nel corso delle prove concorsuali.

ARTICOLAZIONE DELLE PROVE
Il concorso prevede tre prove d'esame: due prove scritte a carattere nazionale e una prova orale. Inoltre, i candidati che concorrono su posti di sostegno devono sostenere un'ulteriore prova scritta aggiuntiva a carattere nazionale.
 

1) PRIMA PROVA SCRITTA: Ha l'obiettivo di valutare il grado di conoscenze e competenze del candidato su una specifica disciplina scelta dall'interessato tra quelle afferenti alla classe di concorso. Ciò significa che, nel caso di classi di concorso concernenti più discipline (es. Filosofia e Storia; scienze giuridico-economiche; etc.), sarà il candidato a scegliere la disciplina su cui sostenere la prima prova scritta.
Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova dovrà essere svolta interamente nella lingua scelta. 
Il superamento della prima prova è condizione necessaria per accedere alla prova successiva.

2) SECONDA PROVA SCRITTA:
Ha l'obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche. Il superamento della seconda prova e' condizione necessaria per accedere alla prova successiva. Per i candidati delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, non è previsto il sostenimento della prova interamente nella lingua scelta.

3) LA PROVA ORALE: la prova orale consiste in un colloquio che ha l'obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato in tutte le discipline facenti parte della classe di concorso, con particolare riferimento a quelle che eventualmente il candidato non abbia scelto nell'ambito della prima prova scritta, di verificare la conoscenza di una lingua straniera europea almeno al livello B2, del quadro comune europeo, nonche' il possesso di abilità informatiche di base. La prova orale comprende anche quella pratica, ove gli insegnamenti lo richiedano.

N.B.: in merito alla modalità di svolgimento della prova orale per "il concorso ordinario", secondo le indicazioni riportate nel D. lgs 59/2017, essa dovrebbe consistere in un colloquio disciplinare (e non in una simulazione di una lezione, come invece previsto per il concorso riservato a chi possiede 3 anni di servizio). Tuttavia, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) nel parere obbligatorio del 29 maggio 2018 ma non vincolante espresso in merito alla bozza di regolamento, ha richiesto che esso assuma la forma di simulazione di una lezione simulata. 

4) LA PROVA AGGIUNTIVA PER IL SOSTEGNO:  La prova aggiuntiva per i candidati a posti di sostegno è scritta, è sostenuta dopo la seconda prova scritta e ha l'obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze di base del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l'inclusione scolastica e sulle relative metodologie. Il superamento della prova aggiuntiva e' condizione necessaria per accedere alla prova orale, relativamente ai posti di sostegno.

GRADUATORIE E VINCITORI
La graduatoria di merito per ogni classe di concorso è compilata sulla base della somma dei punteggi riportati nelle tre prove e nella valutazione dei titoli, la quale viene effettuata solamente per i candidati che hanno superato tutte le prove previste.
Per i posti di sostegno la graduatoria di merito è compilata sulla base del punteggio calcolato per il 70% in base al punteggio riportato nella prova aggiuntiva per il sostegno e per il restante 30% sulla base dei punteggi riportati nelle prove e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli candidati che hanno superato tutte le prove previste.
I candidati che hanno superato tutte le prove, iscritti nelle graduatorie di merito, sono dichiarati vincitori nei limiti dei posti messi a concorso, fermo restando gli eventuali scorrimenti.
Gli scorrimenti possono verificarsi nel caso di candidati che si siano collocati in posizione utile in più classi di concorso. Essi se alla data del 30 giugno, risultano in posizione utile in più graduatorie devono optare per una sola classe di concorso e ad accettare di avviarsi al realtivo percorso FIT. Effettuata l'opzione essi vengono cancellati da tutte le altre graduatorie di merito in cui siano presenti. Coloro che non effettuato alcuna opzione sono cancellati da tutte le graduatorie già pubblicate alla data del 30 giugno.

I vincitori scelgono, in ordine di punteggio e secondo i posti disponibili, l'ambito territoriale nella regione in cui hanno concorso, tra quelli indicati nel bando, cui essere assegnati per svolgere le attivita' scolastiche relative al percorso FIT. 

FORMAZIONE INIZIALE, TIROCINIO E INSERIMENTO - CONTRATTO FIT E RETRIBUZIONE

I vincitori del concorso sottoscrivono un contratto triennale retribuito di formazione iniziale, tirocinio e inserimento, denominato "contratto FIT".  
Le condizioni normativa ed economiche del contratto FIT relative ai primi due anni sono definite in sede di contrattazione collettiva nazionale, tenendo conto per il secondo anno delle supplenze brevi effettivamente svolte nel secondo anno di contratto.
Il terzo anno del contratto FIT prevede le medesime condizioni normative ed economiche del contratto di supplenza annuale.

PRIMO ANNO:
I titolari di contratto FIT sono tenuti a frequentare nel primo anno di contratto il corso di specializzazione (per complessivi 60 CFU\CFA) per l'insegnamento secondario o, nel caso dei posti di sostegno, in pedagogia e didattica speciale per le attivita' di sostegno didattico e l'inclusione scolastica e a conseguire al termine il relativo diploma di specializzazione. Il corso richiede la frequenza obbligatoria, con oneri a carico dello Stato.


SECONDO ANNO: 
II contratto FIT è confermato per il secondo anno a condizione che il titolare abbia conseguito il diploma di specializzazione. Il titolare del contratto fit è tenuto a predisporre e a svolgere nel secondo e terzo anno di contratto un progetto di ricerca-azione, sotto la guida dei tutor universitario o accademico e coordinatore; e' tenuto altresi' ad acquisire 15 CFU/CFA complessivi nel biennio in ambiti formativi collegati alla innovazione e alla sperimentazione didattica, dei quali almeno 9 CFU/CFA di laboratorio. Inoltre, il titolare del contratto fit nel secondo anno effettua supplenze brevi e saltuarie non superiori a 15 giorni nell'ambito territoriale di appartenenza.
Il titolare di contratto FIT su posti di sostegno, invece, è tenuto ad acqusire 40 CFU/CFA complessivi nel biennio in ambiti formativi collegati alla pedagogia speciale e alla didattica dell'inclusione, dei quali almeno 10 CFU/CFA di tirocinio indiretto e 20 CFU/CFA di laboratorio.


TERZO ANNO: Il contratto FIT è confermato nel terzo anno a condizione che abbia superato con esito positivo la valutazione intermedia alla fine del secondo anno. Nel terzo anno prosegue l'attività di ricerca azione iniziata al secondo anno e il conseguimento dei 15 CFU/CFA richiesti.
Inoltre, il titolare del contratto FIT viene impiegato su posti vacanti e disponibili scelti, sulla base dell'ordine di graduatoria del concorso e nell'ambito territoriale in cui sono iscritti.

ACCESSO AL RUOLO

Il terzo anno del percorso FIT è finalizzato specificamente a verificare la padronanza degli standard professionali da parte dei docenti e si conclude con una valutazione finale. Il terzo anno del percorso FIT non è ripetibile (diversamene dal tradizionale anno di prova) e, qualora valutato positivamente, è considerato a tutti gli effetti come anno di formazione e prova.
In caso di valutazione finale positiva, il titolare del contratto FIT e' assegnato all'ambito territoriale presso il quale ha prestato servizio nel corso del terzo anno del contratto e gli è attribuito un incarico triennale. Tale incarico, al pari di tutti gli altri docenti di ruolo, si rinnova automaticamente salvo che si determinino variazioni nel PTOF della scuola. 

L'accesso al ruolo è precluso a coloro che non abbiano concluso positivamente il percorso FIT. I titolari di contratto FIT che abbiano conseguito il diploma di specializzazione per l'insegnamento secondario ma non abbiano concluso positivamente, per qualunque ragione, il percorso FIT, sono riammessi alla parte residua del percorso esclusivamente previo superamento di un nuovo concorso, fatta salva la validità del titolo di specializzazione eventualmente.

SCUOLE PARITARIE
Com'è noto, la Legge 62/2000 impone alle scuole paritarie di assumere docenti in possesso del titolo di abilitazione. Secondo l'art. 15 del d. lgs 59/2017, il diploma di specializzazione conseguito al termine del primo anno di FIT è utile, oltre che per insegnare nelle scuole statali, anche per insegnare nelle scuole paritarie.
Possono insegnare nelle scuole paritarie, oltre coloro che sono in possesso del titolo di specializzazione\abilitazione, anche coloro che ne sono privi ma che siano iscritti al corso di specializzazione, ma non per più di tre anni dall'immatricolazione a detto corso.
Ai percorsi di specializzazione (1° anno di FIT) sono ammessi i vincitori di concorso che, in tal caso, sottoscriveranno un contratto FIT triennale.
Tuttavia, è consentita anche l'iscrizione in sovrannumero rispetto ai vincitori ma pur sempre nei limiti del contingenti autorizzati dal MIUR, determinati sulla base del fabbisogno delle scuole paritarie e tenuto conto delle disponibilità di personale già abilitat
o all'insegnamento o specializzato. A tal fine le università organizzano dei test di accesso finalizzati a stilare una graduatoria dei docenti che intendono partecipare in sovrannumero al corso di specializzazione.

Per l'ammissione la corso di specializzazione è considerato titolo prioritario l'essere titolare di contratti di docenza per almeno 9 ore settimanali nella scuola secondaria sulla classe di concorso interessata, ed esserlo stati per almeno 3 anni, presso una scuola paritaria purche' detti contratti siano retribuiti sulla base di uno dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore. 

I docenti ammessi in sovrannumero a tali percorsi, al termine del corso conseguiranno il titolo di specializzazione che sarà utile ad insegnare nelle scuole paritarie. Tale titolo non sarà, invece, utile per l'accesso al ruolo dal momento che gli specializzati non frequenteranno il secondo e terzo anno di FIT. 
E' dubbio poi se tale titolo possa consentire l'iscrizione nelle graduatorie di II fascia.

LA FASE TRANSITORIA
Il d. lgs 59/2017 oltre a disciplinare il concorso ordinario e il relativo percorso FIT triennale, ha previsto anche una fase transitoria che accompegnerà il passaggio dal vecchio sistema al nuovo sistema.
Tale fase è rivolta a due categorie di soggetti:

1)
Concorso per abiliati: riservato a coloro siano in possesso, alla data di entrata in vigore del decreto (31 maggio 2017), di titolo abilitante all'insegnamento nella scuola secondaria o di specializzazione di sostegno sempre nella secondaria. Per la partecipazione a tale concorso non è richiesto il possesso del requisito dei 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche. I docenti in possesso di diverse abilitazioni, possono partecipare per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per le quali siano abilitati o specializzati, ma sempre in un'unica regione.  

Sono altresì ammessi con riserva al concorso per i posti di sostegno i docenti che conseguono il relativo titolo di specializzazione entro il 30 giugno 2018, nell'ambito di procedure avviate entro la data di entrata in vigore del presente decreto. Gli insegnanti tecnico-pratici possono partecipare al concorso purche' siano iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia di quelle di istituto, alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Nonostante il bando prevedesse l'esclusione da tale procedura dei docenti di ruolo (titolari di un contratto a tempo indeterminato nella scuola statale), la Corte Costituzionale ha disposto con sentenza n. 151/2017 l'illegitimità della norma in questione per cui anche i docenti di ruolo hanno potuto partecipare a tale procedura concorsuale.

2) Concorso riservato a chi ha 3 anni di servizio: riservata ai docenti (diversi da quelli che hanno partecipato al concorso per abilitati), che abbiano svolto entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso, un servizio di almeno 3 anni scolastici anche non continuativi negli 8 anni precedenti. Si considera anno scolastico, il servizio prestato per almeno 180 giorni anche non consecutivi oppure il servizio prestato ininterrottamente dal 1° di febbraio fino al termine delle lezioni con scrutini finali. Ciascun soggetto può partecipare al concorso riservato per tutte le classi di concorso in cui abbia maturano almeno un anno di servizio specifico.

LA RIPARTIZIONE DEI POSTI FRA LE VARIE GRADUATORIE

Alla luce di quanto detto, per le assunzioni relative alla scuola secondaria si attingerà da diverse graduatorie: GAE, GM 2016, GMRE (graduatorie di merito regionali degli abilitati) e GM dei concorsi riservati e GM dei concorsi ordinari. L'art. 17 comma 2, disciplina le modalità con cui avverranno le assunzioni da tali graduatorie.
Di seguito si allega un'elaborazione effettuata dal sottoscritto sulla ripartizione dei posti fra le varie graduatorie.

concorso abilitati ripartizione

La tabella in questione va letta nel seguente modo: i posti vacanti e disponibili per l'anno scolastico 2017\2018 saranno attribuiti secondo la classica ripartizione, 50% alle GAE e 50% alle GM 2016. A partire dall'anno 2018\2019 dovrebbero essere disponibili le nuove graduatorie di merito regionali degli abilitati (GMRE). Di conseguenza, i posti vacanti e disponibili saranno sempre attribuiti secondo la classica ripartizione: 50% alle GAE e 50% alle GM 2016. Tuttavia, nel caso in cui le GM 2016 siano esaurite, per la copertura di tali posti si attingera interamente alle GMRE (graduatorie di merito regionali dei docenti abilitati). Situazione identica per l'anno scolastico 2019\2020.
Si badi che nel caso in cui le graduatorie ad esaurimento siano esaurite, le percentuali previste per le varie procedure concorsuali vengono raddoppiate
La situazione cambia a partire dall'a.s 2020\2021 perché i posti vacanti e disponibili saranno sempre attribuiti per il 50% alle GAE e per l'altro 50% alle GM 2016. Tuttavia, nel caso in cui le GM 2016 siano esaurite, per la parte dei posti residui non si attingerà solamente alle GMRE ma anche in parte alle graduatorie del concorso riservato a chi ha 3 anni di servizio.
Per l'anno scolastico 2021\2022 (quando le GM 2016 dovrebbero essere già esaurite) è previsto che il 50% dei posti venga attribuito alle GAE, il 40% alle GMRE, il 6% alle graduatorie del concorso riservato e, infine, il 4% alle graduatorie del concorso ordinario.
Come si nota dalla tabella, la percentuale dei posti attribuita alle GMRE inizialmente pari all'40% del totale decresce progressivamente fino a raggiungere il 10% a partire dall'anno 2028\2029. Ciò per lasciare maggiore spazio alle altre due procedure concorsuali: il concorso ordinario e il concorso riservato.

 

ATTIVAZIONE DI PERCORSI ABILITATI RISERVATI AI DOCENTI DI RUOLO

L'art. 4 comma 3 prevede l'organizzazione di specifiche attività formative riservate ai docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità o la tipologia di posto incluso il passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa.
Dal tenore della norma, sembrerebbe che tali percorsi siano rivolti unicamente ai docenti della scuola secondaria e non anche ai docenti di ruolo della scuola dell'infanzia o primaria, sia pure in possesso dei requisiti per poter insegnare classi di concorso della scuola secondaria. In ogni caso, manca ad oggi il decreto attuativo che consenta di organizzare questi percorsi.




 

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