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GRADUATORIE D'ISTITUTO, MAD, CONCORSI, GAE, MOBILITÀ,  PERMESSI, ATA, SUPPLENZE.

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È possibile essere inseriti nelle graduatorie d'istituto essendo docenti di ruolo? È possibile accettare delle supplenze essendo chiamati da graduatorie d'istituto?
graduatorie distituto
RISPOSTA

CANCELLAZIONE DALLE GRADUATORIE
Con Nota del 9 ottobre 2013 n. 10555 che richiama la Nota del Direttore Generale del 11/3/2010, il MIUR ha chiarito che l’immissione in ruolo comporta il depennamento solamente dalle GAE e, conseguentemente dalle graduatorie d’istituto di prima fascia, mentre il personale di ruolo non viene cancellato dalle graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia. La cancellazione dalle GAE (e dalla prima fascia delle G.I.) avviene per tutte le Classi di concorso per cui si è inseriti (sia che si sia assunti da GAE che da GM). Simmetricamente avviene la cancellazione anche da tutte le graduatorie d'istituto di I fascia che, com'è noto, camminano di pari passo rispetto alle GAE.


Nota del Direttore Generale del 11/3/2010
POSSIBILITÀ DI ACCETTARE SUPPLENZE DALLE GRADUATORIE D'ISTITUTO
L’art. 36 del CCNL permette ai docenti già in ruolo di:

accettare rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purché di durata non inferiore ad un anno mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni la titolarità della sede”.

Come precisato dalla norma è possibile accettare solamente supplenze per altre classi di concorso o per altri ordini di scuola e solamente supplenze annuali (30 giugno o 31 agosto). Infatti, l'ARAN ha precisato con nota. 386 del 26 febbraio 2004 che non rileva il fatto che il posto sia semplicemente disponibile (30 giugno) o sia vacante e disponibile (31 agosto). Lo scopo, infatti, è quello di tutelare la continuità dell'anno scolastico sotto il profilo organizzativo e didattico.

La norma non fa riferimento ad alcun orario minimo. Ne consegue che sarà possibile accettare anche una supplenza con una cattedra ad orario ridotta, fatto salvo il diritto al completamento.

La supplenza può riguardare anche una provincia diversa rispetto a quella di titolarità o di servizio.

È necessario naturalmente che i docenti in questione siano iscritti nelle graduatorie di istituto di II e/o III fascia per classi di concorso diverse da quella in cui si è stati immissione in ruolo. 
La decisione di accettare o meno la supplenza compete esclusivamente al docente, essendo sottratta a qualsiasi discrezionalità amministrativa del dirigente della scuola di titolarità.
Dal punto di vista operativo, il docente dopo aver accettato la supplenza dovrà comunicarla alla scuola di titolarità che procederà al collocamento in aspettativa per incarico su altro ruolo o classe di concorso per l'anno scolastico in questione.
La norma in questione trova applicazione esclusivamente con riferimento alle scuole Statali anche in ragione della vigenza delle norme sull'incompatibilità di cui all’art. 53 del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 

MANTENIMENTO DELLA SEDE DI TITOLARITÀ PER 3 ANNI

La norma prevede il mantenimento per 3 anni, anche non consecutivi, della sede di titolarità. Ciò significa che, il docente di ruolo potrà accettare incarichi anche per più di 3 anni ma, in tal caso, perderà la sede di titolarità, pur rimanendo titolare nella provincia in questione. Infatti, come precisato dalla nota n. 1116 dell 22 gennaio 2008, la perdita della titolarità avviene allorché si sia compiuto il terzo anno di servizio (anche non continuativo) in qualità di supplente e, ovviamente, l'interessato non sia rientrato nella sede di titolarità, avendo accettato per la quarta volta la nomina da supplente. Ricorrendo tale fattispecie il docente viene privato della sede di titolarità con decorrenza 1 settembre.
Il CCNI mobilità prevede che, i docenti ancora in attesa di titolarità definitiva nella provincia, ivi compreso il personale docente che ha perso la titolarità definitiva ai sensi dell'articolo 36 del CCNL, sono tenuti a presentare domanda di trasferimento al fine di ottenere una titolarità definitiva.

 

IL TRATTAMENTO GIURIDICO DEL DOCENTE CHE USUFRUISCE DELL'ART. 36 CCNL
L'accettazione di un incarico a tempo determinato ai sensi dell'art. 36 CCNL comporta per i docenti l'applicazione del regime contrattuale previsto dal contratto per i docenti a tempo determinato. Ne consegue che:

  1. il docente avrà diritto allo stesso stipendio previsto per i docenti con contratto a tempo determinato con la conseguenza che sarà riconosciuto lo stipendio corrispondente alla prima fascia stipendiale. Infatti, per la durata della supplenza, il docente non usufruirà della retribuzione prevista per i docenti di ruolo (che tiene conto, della fascia stipendiale di appartenenza).
  2. il trattamento giuridico delle ferie, dei permessi e delle assenze sarà quello del personale supplente: quindi il primo mese sarà retribuito al 100%, altri due mesi saranno retribuiti al 50% e altri 6 mesi senza assegni.
  3. si avrà diritto all'eventuale completamento d'orario ai sensi dell'art. 4 del Regolamento supplenze sia per la stessa classe di concorso sia per altra classe di concorso nei limiti previsti dal regolamento suddetto.
  4. Se la supplenza è al 30 giugno, il docente dovrà rientrare in servizio il 1° di luglio. Nel caso di supplenza al 31 agosto, evidentemente il docente rientrerà in servizio il 1 di settembre.
  5. Salvo che il relativo CCNI mobilità (che com'è noto viene negoziato di anno in anno) preveda diversamente, i docenti che in aspettativa per svolgere incarichi a tempo determinato possono presentare regolarmente le domande di mobilità e assegnazione provvisoria nel rispetto dei requisiti e delle modalità indicate dal relativo contratto.

ART. 36 CCNL E VINCOLO QUINQUENNALE O TRIENNALE
Com'è noto i docenti assunti su posti di sostegno o che ottengono il passaggio di ruolo\trasferimento su posti di sostegno hanno l'obbligo di permanervi per un quinquennio. Il docente che accetti supplenza annuale ai sensi dell’art. 36 CCNL può far valere l'anno di servizio svolto in qualità di docente a tempo determinato ai fini del superamento dei vincolo quinquennale previsto per i posti di sostegno. Infatti, il CCNL mobilità che impone tale vincolo non fa riferimento al "servizio effettivo" di ruolo prestato ma fa unicamente riferimento al decorso di un triennio rispetto alla decorrenza giuridica dell'assunzione in ruolo o dal trasferimento su posto di sostegno.

ART. 23 COMMA 7 CCNL 2017\2018
Il trasferimento ai posti di tipo speciale, ad indirizzo didattico differenziato e di sostegno comporta la permanenza per almeno un quinquennio a far data dalla decorrenza del trasferimento su tali tipologie di posti
”.

I docenti nel vincolo quinquennale potranno partecipare alla mobilità solo per i posti di sostegno in quanto per poter chiedere mobilità su posto comune dovranno aver completato il quinquennio. In assenza di diverse indicazioni, potranno invece ottenere una supplenza annuale anche su posto comune e l'anno in questione sarà valido ai fini del superamento del vincolo quinquennale.
Analogamente l'anno svolto in qualità di docente a tempo determinato potrà considerasi anche ai fini del superamento dei vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo in quanto anche in questo caso non si fa riferimento a tre anni di servizio effettivo ma solo al decorso di un triennio dalla decorrenza giuridica dell'assunzione in ruolo.


CCNI Mobilità 2017\2018
CCNL Comparto scuola
Nota n. 386 del 26 febbraio 2004 ARAN
Nota n. 1116 dell 22 gennaio 2008
Nota del 9 ottobre 2013 n. 10555

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