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SCUOLA

Con la sentenza  n. 3546 dell'11 giugno 2018 il Consiglio di Stato, VI sezione, definitivamente pronunciando sull’appello proposto dai ricorrenti, lo accoglie e annulla, ai sensi e nei limiti di cui in motivazione, i decreti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica – MIUR 23 febbraio 2016 nn. 105, 106 e 107 relativi al Concorso 2016 nella parte in cui li escludono dalla partecipazione al relativo concorso pubblico per posti di docente in quanto non in possesso della specifica abilitazione all’insegnamento.concorso2016

I ricorrenti hanno evidenziato che nel loro percorso di carriera non hanno mai avuto l’astratta possibilità di conseguire l’abilitazione richiesta per accedere al concorso, sì che la possibilità di parteciparvi dovrebbe essere senz’altro loro riconosciuta.
Il Consiglio di Stato riconoscosce che, in primo luogo è decorso un periodo non breve, quello compreso fra la soppressione delle SSIS e l’istituzione dei TFA, in cui procedure abilitanti non ne esistevano. In secondo luogo, la possibilità di abilitarsi per una data materia, ovvero per la relativa classe di concorso, non dipende dalla disponibilità di un generico corso SSIS o TFA, ma dipende da due specifiche circostanze, che non si possono dar per scontate, ovvero in linea di diritto che nell’ambito di uno di questi corsi sia stata attivata la specializzazione per la materia di interesse, e in linea di fatto che per l’iscrizione fossero disponibili posti per tutti gli aspiranti.

Dunque, un'interpretazione restrittiva del bando che escluda tutti i docenti non abilitati, configurerebbe il concorso come concorso riservato, al quale potrebbero accedere solo determinati candidati, selezionati oltretutto in base a circostanze casuali. 
Un’interpretazione di tal tipo peraltro arriverebbe ad un risultato contrario sia all’art. 97 comma 3 della Costituzione, per cui le assunzioni dei dipendenti pubblici avvengono di regola mediante pubblico concorso, sia all’art. 1 commi 114 e 110 della stessa l. 107/2015, che configurano appunto come “pubblico” il concorso in questione. Pertanto, benché il bando di concorso e la norma primaria (art. 1 comma 110 della l. 107/2015) richiedano l’abilitazione quale necessario requisito di partecipazione ai pubblici “concorsi a posti e a cattedre di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado” deve essere in via transitoria consentito parteciparvi anche a chi dell’abilitazione sia sprovvisto, purché ovviamente munito del prescritto titolo di studio, finché non sia stato almeno astrattamente possibile conseguire l’abilitazione stessa in via ordinaria, ovvero all’esito di un percorso aperto ad ogni interessato, senza necessità di un precedente periodo di precariato. concorsi esamiIn tali termini, la partecipazione al concorso deve essere consentita anche ai semplici laureati, i quali da un lato sono muniti del “prescritto titolo di studio”, ovvero del diploma di laurea un tempo sufficiente per insegnare nel loro ruolo, e dall’altro, come è stato affermato in causa e non specificamente contestato, non hanno mai avuto la possibilità di intraprendere un percorso abilitante “ordinario”.

La sentenza in questione è destinata a fare scalpore e a demolire l'impianto della Legge 107 nella misura in cui il comma 110 della l. 107/2015 prevede che ai concorsi pubblici accedano “esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all'insegnamento e, per i posti di sostegno per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità”.

Il CdS riconosce il diritto di docenti non abilitati a partecipare alla procedura concorsuale di cui al DDG 105\106\107 del 2016 (c.d. Concorso 2016) seppur appartenenti a classi di concorso per le quali erano stati attivati percorsi abilitati ordinari (TFA). Secondo i giudici, infatti, non basta la generica disponibilità del percorso abilitativo, ma deve anche essere consentito a tutti di potervi accedere (“che per l’iscrizione fossero disponibili posti per tutti gli aspiranti” - “all’esito di un percorso aperto ad ogni interessato”).


Sentenza Consiglio di Stato n. 3546 dell' 11/06/2018

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