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L'art. 508, comma 15, del Testo Unico della Scuola stabilisce che al personale docente è consentito, previa autorizzazione del direttore didattico o del preside, l'esercizio di libere professioni che:

  • non siano di pregiudizio all'assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente;
  • siano compatibili con l'orario di insegnamento e di servizio.

La nota del dipartimento per l'istruzione del 29 Luglio 2015 n. 1584 stabilisce inoltre che al personale docente è consentito l'esercizio della libera professione, previa autorizzazione del Dirigente Scolastico, e a condizione che sia di pregiudizio all'ordinato e completo assolvimento delle attività inerenti alla funzione docente e che risulti, comunque, coerente con l’insegnamento impartito.

Da tale nota quindi emerge che condizione essenziale ai fini del rilascio dell'autorizzazione del dirigente scolastico è la coerenza della libera professione esercitata rispetto all'insegnamento impartito. Infatti, in tale intrinseca coerenza è infatti ravvisabile la ratio della norma intesa a favorire le libere professioni allorché le stesse vadano a rifluire in modo sostanzialmente positivo sull'attività di insegnamento. Tutti gli altri pubblici dipendenti invece non possono esercitare libere professioni (vedi risposta dell'Ufficio IX USR Emilia Romagna). 

In questo senso la Corte Costituzionale con la sentenza n. 284 del 1986 affermava che:

il legislatore ha attribuito al personale docente la facoltà di esercitare la libera professione sul presupposto dell'influenza positiva che all'attività didattica può derivare dalla pratica professionale: questa, invero, arricchendo il patrimonio culturale del docente con l'esperienza concreta, può consentire, anche in relazione al continuo progresso delle varie discipline, un insegnamento non limitato ad un'astratta problematica, ma aderente al continuo divenire della realtà. Peraltro essa è prevista entro precisi limiti, in quanto la norma impugnata non consente l'esercizio professionale se nei singoli casi esso possa risultare pregiudizievole alla funzione didattica o all'orario di insegnamento e di servizio".

Deve quindi ritenersi che il vincolo della coerenza, sebbene non venga esplicitato dalla norma primaria sia implicito nella ratio della norma che prevede, appunto, un trattamento differenziato fra i docenti e gli altri dipendenti pubblici.

I limiti suddetti previsti per l'esercizio della libera professione permangono anche nel caso in cui il dipendente si trovi in regime di part-time non superiore al 50% del tempo pieno. 

IL CASO PARTICOLARE DEI DOCENTI AVVOCATI
Per quanto concerne specificamente il caso degli avvocati esso è regolato da una disciplina speciale. In forza dell'art. 3 del Regio Decreto 27 novembre 1933, n. 1578 potevano esercitare la professione di avvocato "i professori e gli assistenti dell'Università e degli altri istituti superiori e i professori degli istituti secondari" (dunque non si faceva riferimento all'insegnamento di materie giuridiche). Sulla base di tale normativa la Cassazione, a sezioni unite e in nome della "libertà di insegnamento", aveva affermato che anche i docenti elementari potessero esercitare la professione di avvocato. 
Oggi, la Legge 247/2012 (Legge Professione Forense) afferma espressamente che gli avvocati possono continuare a insegnare solo materie giuridiche.

Il problema della compatibilità non riguarda però gli avvocati iscritti all'albo già alla data di entrata in vigore della citata legge (2 febbraio 2013), per i quali si applica, invece, quanto previsto dall'articolo 3, comma 4, del R.D. n. 1578/1933; pertanto, il docente/avvocato, iscritto all'albo prima del 2 febbraio 2013, può continuare ad esercitare la professione di avvocato pur non insegnando discipline giuridiche (per un approfondimento si veda qui).

Inoltre il docente avvocato è tenuto a rispettare due importanti vincoli:

  • Divieto di assumere il patrocinio legale in controversie nelle quali sia parte l'amministrazione (la scuola);
  • Divieto di assumere incarichi professionali che siano conferiti dall'amministrazione (la scuola).

 

IL CASO DEI DOCENTI DI SOSTEGNO
Per quanto riguarda i docenti di sostegno e la possibilità di esercitare la libera professione, manca al riguardo una specifica disciplina della fattispecie e pertanto sarebbe auspicabile un esplicito chiarimento ministeriale.
Infatti, la gran parte delle assunzioni su posto di sostegno avvengono ancor oggi attingendo a graduatorie stilate sulla base della classe di concorso di appartenenza. Ad esempio, nelle graduatorie d'istituto le convocazioni a tempo determinato dalla seconda fascia avvengono attingendo innanzitutto all'elenco dei docenti specializzati e poi in caso di carenza di tali docenti, incrociando le relative graduatorie di seconda e terza fascia. Analogamente le assunzioni a tempo determinato avvengono, invece, attingendo dalle GAE dove i docenti in possesso del titolo di specializzazione sono inseriti in un apposito elenco dei docenti specializzati. 
Quindi esiste uno stretto legame fra insegnamento del sostegno e classe di concorso di appartenenza.
I docenti vengono assunti sulla classe di titolarità (ad esempio la A046 o la A022) ma su "posto di sostegno" (e non su "posto comune"). Di conseguenza, dal punto di vista giuridico, se la classe di assunzione si configura come coerente con l'insegnamento impartito, anche se si è titolari su "posto di sostegno" nulla osterebbe all'esercizio della libera professione. 
Ad esempio, se il docente viene assunto su posto di sostegno ma attingendo alle GAE relativa alla A046 e quindi questa è la classe di concorso di titolarità, allora nulla osta all'esercizio della professione di avvocato.
Viceversa, se il docente venisse invece assunto su posto di sostegno ma attingendo dalle GAE relative alla A022 allora non potrebbe esercitare la libera professione di avvocato perché questi possono insegnare esclusivamente discipline giuridiche.


Fonti: http://www.dirittoscolastico.it/files/parere_usr_emilia_romagna_prot_742-2006_incompat.pdf

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/milano/wp-content/uploads/2013/12/circ-17263-del-6dic2013.pdf

http://www.dirittoscolastico.it/files/professori_avvocati_e_incompatibilita_avv_orecch.pdf

http://www.laleggepertutti.it/102710_avvocato-docente-nellalbo-solo-se-insegna-materie-giuridiche

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