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La bozza della Legge di bilancio 2019, che sarà discussa in parlamento nei prossimi giorni, prevede all'art. 5 l'introduzione di un'imposta sostitutiva sui compensi derivanti dalle attività di lezione private e ripetizioni. lezioni private
I docenti di ogni ordine e grado di scuola, potranno quindi svolgere lezioni private e ripetizione usufruendo di un regime agevolato: su tali redditi sarà applicata un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle addizionali comunali e regionali pari al 15%. In questo modo questi redditi non saranno cumulati con gli ulteriori redditi da lavoro dipendente nonché con tutti gli altri redditi e non saranno quindi gravati da un'aliquota progressiva più elevata. Resta salva la possibilità di optare per l'applicazione dell'imposta sui redditi in modo ordinario.
L'imposta deve essere versata entro il termine stabilito per il versamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Con specifico provvedimento, da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della Legge di bilancio, saranno stabilite le modalità di versamento dell'acconto e del saldo dell'imposta sostitutiva. 


MODALITÀ DI SVOLGIMENTO - DIVIETI
I docenti che svolgono attività d'insegnamento a titolo privato, devono comunicare alla propria amministrazione di appartenenza l'esercizio di attività extra professionale d'insegnamento ai fini della verifica di eventuali incompatibilità. Secondo quanto disposto dall'art. 508 comma 2 del Testo Unico comparto scuola, il personale docente, ove assuma lezioni private, è tenuto ad informare il direttore didattico o il preside, al quale deve altresì comunicare il nome degli alunni e la loro provenienza.
Secondo quanto disposto dall'art. 508 del Testo Unico comparto scuola, al personale docente non è consentito impartire lezioni private ad alunni del proprio istituto

Ove le esigenze di funzionamento della scuola lo richiedano, il direttore didattico o il preside possono vietare l'assunzione di lezioni private o interdirne la continuazione, sentito il consiglio di circolo o di istituto. Avverso il provvedimento del direttore didattico o del preside è ammesso ricorso al provveditore agli studi, che decide in via definitiva, sentito il parere del consiglio scolastico provinciale. 

Nessun alunno può essere giudicato dal docente dal quale abbia ricevuto lezioni private; sono nulli gli scrutini o le prove di esame svoltisi in contravvenzione a tale divieto.

ATTIVITÀ DI INSEGNAMENTO A FAVORE DI ISTITUTI PRIVATI
Come suggerisce la norma in esame, l’attività d’insegnamento oggetto di lavoro accessorio non può essere svolta a favore di scuole o istituti privati, dal momento che le stesse si pongono quale via parallela e non supplementare al ciclo di studi ordinario.  Né, a parere degli scriventi, sarebbe plausibile una prestazione resa a favore di istituti che si occupano del recupero anni scolastici e di preparazione di esami universitari, in quanto implicherebbe comunque il pieno inserimento del prestatore nel ciclo produttivo di una impresa. Pertanto, l’attività d’insegnamento di cui si tratta, può essere svolta sì da qualsiasi soggetto, ma sempre a favore di persone fisiche, in chiave di ausilio o integrazione di un ordinario ciclo di studi.

Vademecum DPL Modena
La bozza della legge di bilancio

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