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Torna a far discutere la vicenda relativa all'inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento dei diplomati magistrali. Com'è noto, dopo anni di interpretazioni controverse, con sentenza del 20 dicembre 2017 n. 11, l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato sembrava aver definitivamente messo una pietra tombale sulla questione sostenendo che: 

l’abilitazione all’insegnamento nella scuola materna ed elementare [...], non ha mai costituito titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie permanenti istituite dall’art. 401 D.lgs. 297/1994, essendo, invece, previsto a tale fine il superamento di procedure di natura concorsuale". 

In altri termini, il mero possesso del diploma magistrale, ancorché conseguito entro l’a.s. 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento – GAE del personale docente e educativo.

Sulla base di tale sentenza dell'adunanza plenaria, negli scorsi mesi il TAR aveva emesso numerose sentenze, molte delle quali in forma breve, di rigetto in merito a ricorsi proposti per l'inserimento in GAE.
Diploma maturità magistrale

IL RICORSO

Senonché gli avvocati Romeo Brunetti, Michele Bonetti e Santi Delia per conto di diversi ricorrenti nonché con l'intervento ad adiuvandum degli avv.ti avvocati Sergio Galleano e Walter Miceli del sindacato ANIEF hanno adito il CdS per la riforma della sentenza breve del TAR Lazio, sez. III, n. 276/2018, che facendo applicazione dei principi sanciti dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n.11/2017 aveva respinto un ricorso proposto avverso il DM 400/2017.

Il Collegio, su istanza delle parti, ritiene di dover rimettere nuovamente all’Adunanza plenaria di questo Consiglio la questione inerente all’iscrizione nelle GAE dei soggetti muniti di detto diploma magistrale, poiché ravvisa l’esigenza di una rimeditazione.
Contestualmente resta attuale l’esigenza cautelare relativa ai ricorrenti sulla controversia in esame e di qui la necessità di sospendere in via provvisoria, fin da subito per la rimessione all’Adunanza plenaria, l’efficacia della sentenza impugnata. Pertanto, in attesa della nuova decisione dell'adunanza plenaria, la sesta sezione del Consiglio di stato, stabilisce l'iscrizione (e la permanenza) dei ricorrenti nelle GAE di riferimento, al fine di non pregiudicare i diritti dei ricorrenti.

I MOTIVI DELLA RIVISITAZIONE

I motivi per cui la sesta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto di dover rimettere nuovamente la questione all'adunanza plenaria possono essere così riassunti:

  • per elusione del giudicato. I ricorrenti avevano chiesto una nuova remissione alla Plenaria per risolvere il perdurante contrasto giurisprudenziale sull’efficacia erga omnes delle sentenze di annullamento dei decreti che fissano i criteri generali di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento. Ciò in quanto esistono già alcune sentenze andate già in giudicato e, come tali già definitive, tale per cui secondo i ricorrenti gli effetti delle sentenze di annullamento dei decreti che fissato i criteri generali di aggiornamento delle graduatorie dovrebbero essere estesi a tutti gli altri ricorrenti (efficacia erga omnes).
  • la mancanta indicazione nella sentenza del 2017 dell’unica fonte di legge che regolamenta l’accesso alle GaE con il semplice possesso del titolo abilitante, ivi compreso il diploma magistrale senza che si richiedano ulteriori requisiti.

Occorre però sottolineare come, quantomeno in merito alla prima questione, questa era stata già affrontata nella sentenza dell'adunanza plenaria la quale aveva negato la natura normativa (con conseguente efficacia erga omnes) del decreto di aggiornamento delle GAE in quanto il decreto si rivolge a soggetti determinati o, comunque, facilmente determinabili e già sotto questo profilo manca un aspetto essenziale proprio dell’atto normativo, ovvero l’indeterminabilità dei destinatari, che è un naturale corollario della generalità e dell’astrattezza della previsione normativa, di cui invece è privo il decreto in esame.

GLI EFFETTI DELLA RIVISITAZIONE

L'ordinanza in questione produrrà degli effetti sia a breve che a lungo termine. Innanzitutto l'ordinanza sospende in via provvisoria, fin da subito per la rimessione all’Adunanza plenaria, l’efficacia della sentenza impugnata. Si badi che la sospensione riguarda automaticamente solamente la sentenza oggetto della controversia e quindi i ricorrenti ivi indicati.
Tuttavia, secondo l'Avv. Walter Miceli del Foro di Palermo (Legale del sindacato ANIEF), la remissione alla plenaria dovrebbe comportare il totale congelamento del contenziono dei diplomati magistrali in quanto è probabile che il TAR, prima della decisione della plenaria, non pubblicherà più nessuna sentenza negativa e, anzi non fisserà alcuna udienza di merito.
Ci potranno essere anche effetti a lungo termine qualora la decisione della Plenaria dovesse essere diversa da quella già assunta nel dicembre del 2017 e si dovesse decidere per l'inserimento in GAE a pieno titolo dei docenti interessati.
Ad oggi non si conoscono i tempi della nuova adunanza plenaria, anche se alcune fonti, citano come possibile data febbraio 2019. Nel contempo è stato appena pubblicato il bando del concorso straordinario per infanzia e primaria che si svolgerà regolarmente nei prossimi mesi.

La sentenza http://www.cislscuolavr.it/wp-content/uploads/2018/11/CONSIGLIO-di-STATO-Ordinana-diplomati-12_11_2018.pdf

Il concorso straordinario per infanzia e primaria

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