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Con la sentenza n. 216 del 4 settembre 2018, il Tribunale di Grosseto si è pronunciato in merito al ricorso promosso da un docente che, usufruendo dei primi 23 giorni di congedo parentale, si era visto decurtare il trattamento economico a titolo di retribuzione e in misura corrispondente anche le ferie e la tredicesima per il periodo in cui si era avvalso del congedo parentale, dopo il compimento del 6° anno di vita da parte del bambino.

padri lavoratori dal 2018 riconosciuto un congedo obbligatorio di 4 giorniIl tribunale rileva come l'art 12 del CCNL comparto scuola, introduce una disciplina collettiva di comparto più favorevole rispetto a quella generale prevista dal Testo Unico n. 151/2001 in forza della quale i primi 30 giorni di congedo parentale sono sempre retribuiti, gli ulteriori 5 mesi sono retribuiti al 30% e gli ulteriori 4 (o 5 mesi), di cui può usufruire l'altro genitore, non sono retribuiti. Infatti, l'art. 12 del CCNL, diversamente dal Testo Unico n. 151/2001, non opera in via generale alcuna distinzione fra i casi in cui il minore abbia compiuto o meno 6 anni di età. Il ché comporta necessariamente che i primi 30 giorni sono retribuiti al 100% entro i 12 anni del bambino.
Il tribunale afferma come, la diversa interpretazione sostenuta dal MIUR, finirebbe per privare di valenza concreta la disciplina collettiva di miglior favore introdotta con l'art. 12.

Va ricordato che l'ARAN (l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni) che fornisce l'interpretazione autentica dei contratti collettivi, si era espressa in senso contrario alla sentenza in questione sia nell'orientamento n. 98 sia con il parere espresso n. 2762/16 del 21 marzo 2016. Infatti, secondo l'ARAN, i primi 30 giorni di congedo parentale vanno retribuiti per intero solo se sono fruiti dal lavoratore prima del compimento del 6° anno di vita del bambino. Se, invece, essi sono richiesti per la prima volta dal genitore dopo il 6° anno il trattamento economico pari al 100% della retribuzione può essere riconosciuto fino all'ottavo anno di età del bambino solo se sussistono le condizioni di reddito previste dalla legge(reddito individuale dell’interessato inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria). Dopo l'8° anno di età non è dovuto nessun indennizzo.
Tuttavia, nonostante il parere dell'ARAN, il giudice ha ritenuto che il disposto di cui all'art. 12 del CCNL comparto scuola, non prevedendo alcuna distinzione di età, fa si che al docenti spetti la piena retribuzione anche dopo il 6° anno di vita del bambino.


Si veda l'interpretazione dell'ARAN
Sentenza del Tribunale di Grosseto n. 216 del 4 settembre 2018

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