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Il TAR Lazio si è pronunciato con un'importante sentenza, la n. 09857/2018 in merito alla legittimità della tabella titoli del concorso 2018 per abilitati nella parte in cui prevede che i servizio valutabile è solamente quello prestato per almeno 180 giorni continuativi. Infatti, i punti D.1.1 e D.1.2 prevede che:

E' valutato come anno scolastico il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni per ciascun anno scolastico, ai sensi dell'art. 438, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, 297 nonché dell'articolo 11 comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124.

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Secondo il TAR, la Tabella A allegata al D.M. 15 dicembre 2017 n. 995 è illegittima nei punti D.1.1 e D.1.2 i quali vanno annullati nella parte in cui non prevedono che il servizio svolto a tempo determinato sia valutabile come anno intero se svolto per almeno 180 giorni anche non continuativi ma frazionati e cumulati negli anni.
Conseguentemente, il MIUR dovrà valutare il servizio prestato dai ricorrenti per un periodo non continuativo di 180 giorni, ed altresì altresì che tale servizio dovrà essere riconosciuto a favore anche dei concorrenti che non hanno proposto ricorso, poiché i censurati punti D.1.1. e D.1.2. della Tabella A allegata al D.M. n. 15.12.2017 n. 995 recante il regolamento del concorso di cui al D.D.G. 1.2.2018 n. 85, vengono con la presente sentenza annullati “con efficacia erga omnes, trattandosi di atto generale avente effetti inscindibili".

I MOTIVI DELLA DECISIONE

Secondo ii TAR la tabella titoli contrasta con quanto previsto dall'art. 488, d.lgs. n. 297/1994 come interpretato autenticamente dall’art. 11, co. 14 della L. n. 124/1999, nello stabilire che il servizio prestato post 1974 - 1975 “è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni”, non dispone che tale periodo di servizio debba essere continuativo, a differenza, invece, che relativamente all’ ipotesi prevista dal secondo periodo, ossia “se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”, laddove il legislatore ha precisato che l’indicata seconda parte dell’anno scolastico è valutabile e considerabile quale anno intero se è stata svolta, in termini di servizio, “ininterrottamente” dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale, ragion per cui in omaggio al principio secondo il quale “ubi lex noluit taquit”, deve ritenersi che il non avere la norma in analisi precisato nella prima parte che il servizio a tempo determinato è valutato come anno intero se è stato svolto per almeno 180 giorni, non autorizza l’interprete ad introdurre restrittivamente la condizione che tale periodo minimo debba essere continuativo o non interrotto.
Per di più, opinato che l’interpretazione sostenuta dal Collegio è corroborata anche dal disposto di cui all’art. 17 co. 7, del d.lgs. 13.4.2017 n. 59 in materia di indicendi concorsi riservati ai docenti che abbiano maturato il requisito minimo di servizio di tre anni, norma che individua quale requisito di partecipazione, l’aver “svolto entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione un servizio di almeno tre anni scolastici anche non continuativi negli otto anni precedenti”, in tal modo palesando l’intentio legis di valorizzare il servizio prestato a titolo precario per tre ancorché anni non continuativi.
Infine, 
si profilerebbe distonico e disarmonico discriminare il servizio pregresso imponendone la continuatività onde valutarlo ai fini del punteggio finale nelle procedure concorsuali quale titolo ai sensi della impugnata Tabella A allegata, punti D.1.1. e D.1.2. al DM n. 995/2017, e invece considerare lo stesso quale idoneo requisito di ammissione - al concorso di cui all’art. 17 co. 7, d.lgs. cit. riservato ai docenti con pregresse attività di servizio – ove svolto in almeno tre anni scolastici “anche non continuativi negli otto anni precedenti” (art. 17, co. 7, d.lgs. N. 59/2017). In altri termini, sarebbe illogico richiedere che il "servizio valutabile" debba essere svolto in via continuativa mentre il servizio inteso come requisito di accesso al concorso riservato, possa essere svolto anche in via non continuativa. 

Sentenza TAR LAZIO n. 09857/2018

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